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09 maggio 2019
Siamo al crollo dell’Impero della sinistra modenese

 

L’impero settantennale della sinistra modenese sta crollando rumorosamente. A pochi giorni dalle elezioni amministrative a Modena sul sindaco Muzzarelli e sul PD, cosa mai successa prima e indice di sfacelo irreversibile, piovono due enormi tegole.

Il primo investe la cultura con “il progetto  Sant’Agostino”. Sui confusi contenuti, cambiati diverse volte a dimostrazione del buio di idee degli amministratori piddini eravamo già a conoscenza. Oggi, la sovrintendenza regionale ai beni culturali boccia anche il contenitore, la ristrutturazione. Un fallimento totale che il sindaco prova a scaricare su fantomatici “poteri occulti” (“una minoranza di imbalsamatori e di burocrazie ministeriali”). Ci mancava il sindaco Muzzarelli vittima dei complottisti.

Il secondo investe la sanità modenese allo sbando con le dimissioni improvvise del Direttore Generale  dr. Annichiarico che hanno sorpreso il Presidente della Conferenza Socio-sanitaria modenese, che è poi il sindaco Muzzarelli.

Segnano i fallimenti totali in due settori vitali per la nostra Città. 

Ma a parte le considerazioni  morali, andiamo sul concreto, sui milioni di euro gettati al vento (?) in questi due settori. Qualcuno dovrà pur assumersene la responsabilità.  O no?

Al massacro delle illustri e costose Archistar (da Benevolo a Gehry e ad altri sei o sette) sacrificate sugli altari dell’urbanistica dai precedenti sindaci, oggi il sindaco Muzzarelli aggiunge, Gae Aulenti. Una bella collezione di fallimenti e spese inutili. In questa atmosfera  è arrivato Filicori per Ago. Gli facciamo gli auguri. Prime domande: quanto è costata l’operazione Gae Aulenti e i vari cambiamenti dei contenuti fino ad arrivare ad “Ago”? Il Sant’Agostino, dirà il Sindaco, è di proprietà della Fondazione CDRMO (altro esemplare di teste d’uovo) ed è lei che paga. Ma i soldi sono dei modenesi che hanno il diritto di conoscere quanto è costato il tutto. 

 

Sulla Sanità andiamo peggio. Il sindaco strombazza i vantaggi e risparmi dell’unificazione in corso dei due ospedali (Policlinico e Baggiovara). Ma uno dei protagonisti, il più importante, il Direttore Generale dr. Annichiarico, se ne va improvvisamente e inaspettatamente gettando scompiglio nella sinistra. Oddio, l’unificazione Policlinico-Baggiovara da Rettore l’avevo richiesta e scritta a Regione, Sindaco, Presidente della Provincia, e Conferenza Socio-Sanitaria modenese fin dal lontano 2004. Inascoltato. Allora facciamoci un paio di domande: un tale ritardo riorganizzativo quanto è costato alla sanità modenese? Quanto sono stati costretti a ridurre in prestazioni e materiali i due ospedali? Molte decine di milioni all’anno, prontamente rattoppati da una complice Regione sempre con i danari pubblici, cioè nostri.

Non chiediamo al Sindaco di spiegarci perchè il dr. Annichiarico abbia sbattuto la porta in tempi così inopportuni, ma di quantificarci le perdite della Sanità modenese dalla nascita dell’ospedale di Baggiovara (prima la sanità era in positivo, al massimo in pari).  Senza dimenticare i costi annuali del leasing stipulato per concludere i lavoro di Baggiovara. Facciamo approssimativamente un miliardino di euro o giù di lì?

Qualcuno , il Sindaco, avrà il coraggio di rispondere, magari in un confronto pubblico?

 

 

ExRettore e candidato in Consiglio Comunale nella Lista “SiAmo Modena”

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