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09 luglio 2019
La Sinistra e la Sindrome di Stoccolma

Carola Rackete è libera. Siamo in attesa del suo tour fra sedi del PD e centri sociali accanto all’astro nascente autoctono Alessandra Sciurba. Chissà che non ci scappa anche una visita in Vaticano?

 


La decisione del Gip di lasciare libera la Capitana, è la fotografia di come sia spaccata l’Italia in questo momento. Purtroppo, grazie all’incapacità in passato del centro destra di dotarsi di strumenti d’informazioni e il sostegno a chi non aveva il cervello a sinistra, ci troviamo in questa situazione. Così, oggi abbiamo televisioni (La 7 in testa) e carta stampata (Repubblica), leggermente schierata (delicato eufemismo) a sinistra.  Ora, si cerca di correre ai ripari concentrando la contro informazione su un’emittente del Biscione e su qualche quotidiano spiegando che l’accoglienza aperta a tutti non è rosa e viole. Con l’affare Sea Watck si è voluto creare un pericoloso precedente e si sono subito visti i risultati. Un'altra nave ha varcato le nostre acque territoriali ed è approdata a Lampedusa. La star, per l’occasione, non è questa volta il capitano del veliero (che però si becca la denuncia), ma la porta voce dell’Ong Alessandra Sciurba che ci ha inondato di parole sul buonismo, anche se qualcuno degli italiani, dopo averla ascoltata, ha cambiato canale ricordando la celebre frase detta dopo una sbornia a base di vodka di Peppone verso Don Camillo nel film Il compagno don Camillo. Chissà che per lei non sia pronta una prossima candidatura nelle liste del PD o in Liberi e uguali, dove milita già il capo missione a bordo del veliero (per altro più adatto a gite che al salvataggio), l’on. Erasmo Palazzotto che, sebbene pagato da noi contribuenti, vaga per il mediterraneo alla ricerca di barche in difficoltà. Lo ripetiamo ancora: l’Italia non è un paese che non vuole accogliere i migranti che fuggono da un pericolo di morte. Vuole semplicemente che anche gli altri Stati dell’UE si facciano carico di un problema che noi da soli non possiamo gestire e risolvere. In questi giorni si apprende che continuano i micro sbarchi a Lampedusa: tunisini e marocchini che certo non scappano da zone di guerra e che sono, comunque, accolto. Questo vuol dire che la tanta sbandierata linea dura di Salvini è anche un po’ uno spot elettorale. Tutta via, grazie all’informazione, sembra (i sondaggi dicono un'altra cosa) che la maggioranza degli italiani sia schierata per l’accoglienza di tutti quelli che approdano dal grande continente nero e da altre aree del mondo. E qui, entra a gamba tesa la sinistra e tutti quelli che soffrono della sindrome di Stoccolma. Spieghiamo velocemente cosa è questa sindrome?  In breve: la vittima fa comunella con il carnefice. In poche parole: noi abbiamo colonizzato e depredato l’Africa e noi dobbiamo pagare un risarcimento. Tutto questo, senza analizzarne le cause. Diciamo subito che c’è stata una restituzione dell'autonomia affrettata in cui la sinistra ci ha messo del suo. Questo ha permesso l’insediarsi al comando di una dirigenza impreparata e corrotta, tesa solo a un arricchimento personale. Poi, finanziamenti a fondo perduto che non si sanno dove finiscono. Nella classifica ai primi 10 posti delle nazioni più corrotte, ci sono ben 6 stati del continente nero. Quindi, come risolvere il problema? Buio totale. Le nazioni dell’Europa ancora in gara per sfruttare il suolo e soprattutto il sottosuolo (siamo chiari se ne fregano della popolazione), fanno storie per accettarne numeri a una cifra. Altre nazioni, invece, più intelligentemente (leggono qualche libro), vedono il pericolo di una vera e propria ma nascosta invasione. Non servono chiusure dei porti e blocchi navali. Serve qual cosa d’altro che però coincide con i sacchi di plastica neri. Ovvero, un intervento armato sotto la bandiera dell’ONU di una forza mista europea in loco, cioè in Libia, con chiare regole d’ingaggio Altrimenti, nel 2050 quando il continente africano sarà abitato da 2.5 mld di persone secondo le previsioni (mancano solo 30 anni), assisteremo a una riedizione di quello che è accaduto durante l’avanzata delle truppe sovietiche in Germani nel 1945. Oppure, per rimanere più vicino a noi, alle marocchinate delle truppe coloniali francesi nell’Italia centrale. Ci siamo già dimenticati quello che è accaduto in Ruanda e quello che accade nelle micro guerre in quasi tutti i paesi dell’Africa?

Termino con un pensiero per i cinque deputati italiani che sulla plancia di una nave che stava per schiacciare un moto vedetta italiana con cinque uomini a bordo, non hanno detto niente e si ostinano a difendere il capitano colpevole della manovra proibita. Consiglio a Salvini di non farsi sangue cattivo con certi magistrati. In fondo, è una tradizione che viene da lontano. Ricordiamo il magistrato Luciano Violante contro Edgardo Sogno, partigiano monarchico medaglia d’oro alla resistenza. Il successivo processo portò all’assoluzione di Eddy. Però, questo aprì la porta del parlamento al magistrato. Ai cinque citati, dedichiamo l’inizio della canzone  del Nuovo Canto Popolare emanazione del FMG romano degli anni ‘70: - Nei tempi di tramonto anche i piccoli uomini hanno lunghe ombre… -. Infatti, sono solo dei carneade.


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