Pubblicità su Bice
FacebbokStampaEmailRiduci caratteriDimensione di partenza dei caratteriIngrandisci caratteri
11 gennaio 2022
Per un pugno di voti infetti

I partiti giocano anche in tempo di pandemia la loro personale partita elettorale affidando il compito ai peones di fare dei distinguo rispetto alle decisioni di facciata prese dai loro capi.

 


Siamo in un periodo di emergenza, causa una pandemia regalataci dalla Cina (voluta o casuale a me non interessa), anche se non sembra troppo visto i provvedimenti un po’, come si diceva una volta, “alla spera in Dio”. Se poi ci mettiamo l’incapacità della nostra classe politica, direi che la situazione è drammatica.

Apro una parentesi: in questi mesi ho letto molto e tra queste letture c’è anche l’ultimo numero speciale della rivista Storia in Rete dedicato al grande giornalista Franco Bandini. Una serie di articoli apparsi su varie riviste che, anche se scritti in tempi passati, sono ancora di grande attualità per quanto riguarda la politica italiana e i suoi attori. Un disastro d’incompetenza in tutti i campi che dal passato continua fino ai giorni nostri. Chiusa parentesi.

Ora, a prescindere che questa situazione dovrebbe trovare tutti gli italiani uniti nella consapevolezza che non può esistere divisione, almeno dovrebbe esserci una forma di rispetto verso chi è morto ma soprattutto per i vivi (e mi riferisco a chi si sacrifica giorno e notte per il bene degli ammalati) al fine di vedere la luce in fondo al tunnel. Invece, assistiamo a un triste e squallido gioco delle parti in cui, se da una parte si dice una cosa per accontentare la stragrande maggioranza dei propri elettori, dall’altra si usano i peones della politica per alimentare la voce che, salvo conclamate patologie mediche assolutamente incompatibili con la somministrazione del vaccino, strizzano l’occhio a persone che di vaccinarsi non vogliono proprio sentire parlare credendosi immortali.

Io, che non sono Gesù Cristo, dico che muoiano pure senza antidoto ma lascino il posto in terapia intensiva a coloro i quali, con ben altre patologie sono costretti ad aspettare i “porci comodi” di queste persone. Tornando ai partiti, vedere che non riescono a trovare il tempo per far sedere intorno a un tavolo i loro leaders per trovare una soluzione comune (e di buon senso) per il bene della nazione, mi lascia esterrefatto. Sennonché, una ragione c’è ed è molto chiara. Sta nel titolo di questo breve articolo! Tra un anno ci saranno le elezioni e quindi bisogna tentare di barcamenarsi al meglio cercando di perdere minori elettori possibili. Aggiungo, inoltre, che con la penuria di “comodi scranni” molti degli attuali eletti torneranno alle loro precedenti (sempre che prima ne avessero avuta una) professioni.

Sì, Caro Lettore, perché oggi la politica non è più una missione o un’ideologia da mettere al servizio dello Stato, ma un semplice e mero calcolo economico privato.

Questa è la dura verità!


Commenti
Non ci sono commenti.