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08 settembre 2020
A chi giova il taglio dei parlamentari?

Servirà soltanto alle segreterie per mantenere il potere di decidere chi deve andare a rappresentare il partito nei luoghi istituzionali. Male, molto male! Una minoranza avrà così il potere di fare e disfare, e decidere per la maggioranza degli italiani. In questo, il passato è testimone che tali operazioni hanno portato solo a disastrose dittature.

 


Questa riforma parlamentare sulla riduzione dei suoi membri, fortemente voluta da un gruppo di persone votate più con la pancia che con il cervello, non può non preoccupare le persone che hanno ancora le celluline grigie attive e non in coma. Il messaggio che si vuol fare passare è che un parlamento ridotto nei suoi eletti servirà a essere più efficiente.

Scusatemi ma è una grossa p………, …passatemi il termine non proprio elegante. 

Per non parlare del tanto sbandierato risparmio in termini monetari che Carlo Cottarelli, persona di ben altro spessore rispetto ai sanculotti grillini, ha correttamente definito - La ratio dell’intervento mi pare una sola: risparmiare – prosegue – ma il risparmio, in questo caso, ammonta a circa 57 milioni l’anno pari allo 0,007 per cento della nostra spesa pubblica. Pari a un euro all’anno per ciascun italiano: il prezzo di un caffè. Non si stravolge la Costituzione per un beneficio tanto irrisorio: farlo non è solo pericoloso, è stupido -. E allora, perché quasi tutti i partiti lo vogliono? Semplice. Servirà soltanto alle segreterie per mantenere il potere di decidere chi deve andare a rappresentare il partito nei luoghi istituzionali. Male, molto male! Una minoranza avrà così il potere di fare e disfare, e decidere per la maggioranza degli italiani. In questo, il passato è testimone che tali operazioni hanno portato solo a disastrose dittature. Non mi stupisce che il PD con il suo segretario si sia schierato apertamente per il SI. Puoi cambiare il nome quante volte vuoi, ma le tue origini sono sempre le stesse! Inoltre, non mi stupisce che la Lega lo segua su questa deriva. Infatti, se vogliamo ben guardare la democrazia interna di questo partito è pari a un asino che vola. E si ritorna sempre al punto di partenza: il potere del leader, l’uomo forte a capo della formazione e di conseguenza della segreteria. Chi non è d’accordo ha una sola possibilità: andare nel gruppo misto. Siamo ben lontani dai tempi della prima repubblica quando nei partiti esistevano una maggioranza e una minoranza! Non ultimo, questa riduzione porterà a una nuova riforma elettorale. Da quanto si sussurra, si cercherà di ridurre i numeri dei partiti con soglie di sbarramento per quelli minori e che la scelta dell’eletto si limiterà a una croce sul simbolo del partito. Andate a vedere l’aumento dell’astensione del voto. Più si è impedito l’accesso ai partiti minori e alla scelta del candidato, più è aumentata l’astensione dal voto.

Che dire ancora?

 In fondo ogni popolo ha il governo che si merita.

 


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