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16 novembre 2021
La povertà può bussare anche alla tua porta

Se la scala sociale è diventata sempre più ripida da salire, scendere è facile e tende ad esserlo sempre di più. Basta perdere il lavoro, oppure averne uno sottopagato per non tenere il ritmo di una società che in gran parte ci blandisce ma anche ci obbliga a spendere di più. Per cose utili come le medicine, per cose soltanto apparentemente accessorie, ma spesso indispensabili, come un’automobile per recarsi al lavoro o computer o cellulari, per rispondere ai sempre più numerosi servizi accessibili soltanto con internet.

 


Il Papa ha voluto tornare ad Assisi, a casa di Francesco, per celebrare la Giornata mondiale dei poveri, da lui stesso istituita nel 2016 e davanti alla Porziuncola ha pronunciato parole per ricordare che ‘deve essere il tempo’. Di restituire ai poveri la parola, perché per troppo tempo le loro richieste sono rimaste inascoltate. Di aprire gli occhi per vedere lo stato di disuguaglianza in cui tante famiglie vivono. “Di rimboccarsi le maniche per restituire dignità creando posti di lavoro”. Di tornare a scandalizzarci “davanti alla realtà di bambini affamati, ridotti in schiavitù, sballottati dalle acque in preda al naufragio, vittime innocenti di ogni sorta di violenza”. Di “cessare le violenze sulle donne e queste siano rispettate e non trattate come merce di scambio”. Di spezzare “il cerchio dell’indifferenza per ritornare a scoprire la bellezza dell’incontro e del dialogo”. Di imparare a incontrarsi.

Ha anche detto di ‘saperci accontentare di quel poco che abbiamo e dividerlo con gli altri”, ma c’è un poco che nella società di oggi diventa niente e tira sempre più in basso, verso l’indigenza totale. Per due persone viene calcolato in 1.000 euro mensili circa, per un single in più di 800 euro; ma quanti sono coloro che non arrivano a questa soglia? I dati Istat 2020 parlano di  due milioni le famiglie italiane in condizioni di povertà assoluta, quasi sei milioni di persone.

Se la scala sociale è diventata sempre più ripida da salire, scendere è facile e tende ad esserlo sempre di più. Basta perdere il lavoro, oppure averne uno sottopagato per non tenere il ritmo di una società che in gran parte ci blandisce ma anche ci obbliga a spendere di più. Per cose utili come le medicine, per cose soltanto apparentemente accessorie, ma spesso indispensabili, come un’automobile (per recarsi al lavoro ad esempio), computer o cellulari (per rispondere ai sempre più numerosi servizi accessibili praticamente soltanto con internet).

La povertà può bussare in ogni istante alla tua porta; se sei giovane hai maggiori possibilità di trovarti in sua compagnia. In un decennio l’incidenza della povertà tra i giovani tra i 18 e i 34 anni è raddoppiata, soprattutto se si proviene da una famiglia con scarse possibilità economiche. Insomma; la povertà può irrompere in qualsiasi momento nella tua vita, ma fai molta fatica a distaccartene; sempre più diventa a trasmissione generazionale. Si è guastato l’ascensore sociale e non è il merito ad assicurarne la riapertura.  

 


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