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08 gennaio 2019
Faremo la fine della Grecia o del Venezuela!

Caos completo nel governo. Le opposizioni in un angolo. Grillini che straparlano. Bagatelle del passato ti fanno comprendere il presente.

 


Il titolo e sottotitolo sono un po’ forti ma, d’altronde, servono per attirare il lettore, perché così, funziona l’informazione. Poi, il contenuto può anche essere diverso, ma questo non è il mio caso. Partiamo col dire subito che non siamo la Grecia, ma ci avviciniamo molto. Siamo sotto sorveglianza. Ora, chi ci governa, spera nelle prossime elezioni europee per togliersi il fiato dal collo dei burocrati in grigio di Bruxelles. Per il Venezuela, cosa dire? Una nazione ricchissima, che dei governi incapaci, specialmente di sinistra, ha portato sull’orlo della guerra civile. Da noi i sanculotti/grillini propongono tagli ai finanziamenti per la stampa, poi, ci sono le proteste della sinistra più talebana dell’accoglienza (minoritaria) nelle piazze, tutte le volte che Matteo Salvini apre bocca. Vogliamo parlare dei sindaci che disattendono l’ordine di un ministro degli Interni? Sarà il caos. Ora, è chiaro a tutti che le promesse elettorali, al momento, sono solo sulla carta. Certo, qualcosa arriverà, ma quanto arriverà è molto meno di quanto promesso. Soldi non ce ne sono. Stanno raschiando il fondo del barile. Parte di questi denari verrà sicuramente dal risparmio che ci sarà sulla riduzione degli sbarchi. Stando ai dati d’inizio anno, nel 2017 erano sbarcati 119.369 migranti e nel 2018 solo 23.370: una bella differenza, specialmente dal punto di vista finanziario. La chiusura dei centri di accoglienza è un’altra forma di risparmio. Naturalmente, nessuno pensa, però, che riversare nelle strade migliaia di persone abbia un altro tipo di costo. Questo, perché nessuno pensa al futuro: ci s’illude delle parole di capi partiti, che arrivano dal web e dalle interviste rilasciate, dove alle domande si risponde con slogans. Poi, abbiamo i sanculotti che straparlano dicendo che aboliranno la povertà, tagliando le pensioni d’oro. Al momento, però, per la cronaca, sono di più i ricorsi persi che quelli vinti. Taglieranno gli stipendi ai deputati e senatori correndo il rischio di avere delle mezze cartucce al governo. Sono curioso di vedere le dichiarazioni dei redditi di questi dilettanti della politica. Sicuramente ci sarà una bella differenza fra quello che dichiaravano prima e oggi. In tutto questo, l’opposizione latita o non riesce a farsi sentire.

Come annunciato nel titolo, ma anche nelle righe precedenti, se ti giri indietro e guardi al passato, ti spieghi il presente. La memoria mi porta a ricordare un fatto accaduto nella civilissima Modena agli inizi degli anni ‘90 quando, un suo cittadino, esasperato dall’ennesimo furto subito non da migranti del flessibile e del piede di porco provenienti dai Balcani, ma da qualche campo alla periferia della città, ebbe la pessima idea di esternare il proprio pensiero. Col senno del poi, sbagliò i tempi e i modi ma non il concetto. Apriti cielo, i talebani dell’accoglienza a tutti i costi, o per meglio dire di coloro che anche di fronte alla realtà preferiscono dare ragione al diverso, scatenarono una campagna stampa e mediatica (leggete i giornali dell’epoca) che annientò l’uomo. Persino l’opposizione, vile, si guardò bene dall’intervenire in modo incisivo. Ora, il vento è mutato. Se spari a un ladro, la gente condivide. Se impedisci uno sbarco, la gente approva. Se sbattono fuori da un centro d’accoglienza delle persone, che per la legge hanno il diritto di essere ricoverate, la gente apprezza. Potremmo andare avanti su quest’argomento, però, si rischia di annoiare il lettore e di ripetersi. Se siamo arrivati a questo punto, non è solo per l’abilità politica e oratoria di Matteo Salvini, ma anche per una certa arroganza della sinistra che in passato non ha mai cercato di ascoltare le voci dei moderatati dell’altra parte. Solo qualche loro mente illuminata vedeva il cambiamento e capiva che se bisognava salvare la ragion di stato, si poteva poi risolvere il problema senza clamore. Le sparate dei sindaci “dell’accogliamoli tutti”, non fanno bene. Anzi, rischiano di accendere una contrapposizione, peraltro già esistente, che dalle stanze ben arredate, si può trasferire nelle scuole e nelle strade facendo rivivere un passato assai tragico che io ho già vissuto.   


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