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23 febbraio 2021
Vaccinare gli adolescenti?

Sarebbe una soluzione razionale, ma servono nuovi studi. Anche se gli adolescenti non si ammalano gravemente con la stessa frequenza degli adulti, vengono comunque infettati quasi il doppio rispetto ai bambini più piccoli. Possono diffondere ampiamente il virus perché sono spesso asintomatici e poco propensi a mantenere le distanze sociali e indossare correttamente e permanentemente le mascherine.

 

 


Quando si tratta di raggiungere l’immunità di gregge, vaccinare gli adolescenti è fondamentale non solo per ridurre i contagi anche dalle nuove varianti virali ma anche per poter riaprire le scuole in vera sicurezza.  Ma questo non significa che sviluppare un vaccino che funzioni per gli adolescenti sia facile, come riporta anche il NY Times sulle sperimentazioni in corso negli Stati Uniti. 

Anche se gli adolescenti non si ammalano gravemente con la stessa frequenza degli adulti, vengono comunque infettati quasi il doppio rispetto ai bambini più piccoli.  Varie ricerche suggeriscono anche che possono diffondere ampiamente il virus – tra loro e ai membri della famiglia più anziani – perché sono spesso asintomatici e poco propensi  a mantenere  le distanze sociali e indossare correttamente e permanentemente le mascherine. 

Finora, i vaccini autorizzati sono solo per adulti e l’arruolamento di adolescenti negli studi clinici, negli Stati dove si stanno tentando di fare (USA e UK) , ha presentato molti problemi.  Gli adolescenti possono avere più difficoltà a rispettare le rigide regole di uno studio clinico, che richiede di tenere un diario dei sintomi e di presentarsi a più appuntamenti.  Inoltre studi più piccoli, per ridurre al minimo il rischio potenziale per i minori, possono comportare tempi di sperimentazione più lenti. Oltre a questo ci sono problemi anche legati al consenso di ambedue i genitori che spesso sono molto scettici nel far partecipare i loro figli alle sperimentazioni. 

La pandemia ha sconvolto la vita di molti adolescenti – chiudendo la scuola in presenza, lo sport e la socializzazione – e dobbiamo sottolineare la possibilità di una “pandemia di salute mentale” tra i giovani adulti in una forma di isolamento sociale che ha spinto alcuni alla disperazione. Questo è un altro problema da affrontare precocemente. 

Ultimamente in US è stata registrata anche una sindrome mortale: circa 2.060 bambini hanno anche contratto una pericolosa condizione rara correlata al coronavirus, sindrome infiammatoria multisistemica nei bambini, che può arrestare il cuore e altri organi.  Molti medici da vari paesi affermano di vedere un notevole aumento della condizione con più bambini che si ammalano gravemente rispetto alla prima ondata di casi in primavera. Anche questa osservazione, assieme all’emergenza di varianti virali più trasmissibili anche agli adolescenti, fa di che sia ragionevole e necessario ripensare le campagne di vaccinazione orientate anche a loro

 

www.giornaleadige.it

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