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10 settembre 2019
La Lega perde voti la Sinistra avanza

Dopo l’inciucio al vertice dello Stato, PD e M5S, pur di occupare poltrone pensano ad alleanze territoriali. Ma con che coraggio i loro esponenti regionali si guardano allo specchio la mattina mentre si pettinano?

 


I recenti rilevamenti danno in caduta libera la Lega: dall’effettivo risultato ottenuto alle elezioni europee ai sondaggi successivi. Normale, oserei dire. Matteo Salvini non poteva durare solo parlando alla pancia della gente e non poteva durare affidandosi a una classe dirigente di seconda linea che in alcuni casi è paragonabile al M5S. Non poteva durare contro un partito, il PD, che in 70 anni ha tessuto una rete d’amicizie e occupato e distribuito a mani piene posti di lavoro. Per la cronaca, in primavera ci sarà una grande mangiatoia di nomine. Per questo motivo, non poteva durare avendo contro gran parte dell’informazione e anche qualcosa d’altro. Non poteva durare avendo contro un altro Matteo (quello sì, un grande animale della politica), che in un colpo solo si è ripreso la dirigenza del PD, anche se non in maniera ufficiale, relegando il Montalbano politico a una parte secondaria. Il Capitano (siamo seri e smettiamo di chiamarlo così), inoltre, non poteva piacere agli uomini e alle donne in grigio di Bruxelles per avere osato far balenare l’idea che l’Italia è una nazione sovrana e non un protettorato governato da un gauleiter qualsiasi. Non ultimo, cosa più grave, è stato il sottovalutare gli alleati, già poco amici quando gli sono stati accanto, figuriamoci dopo. L’idea di dover presentare la domanda, per molti di loro, del reddito di cittadinanza o di tornare a fare l’assicuratore (che è un dignitoso lavoro), è passata sopra ai loro ideali politici. Cambiare idea non è reato, basta scorrere l’elenco dei partecipanti ai Littoriali, per leggere i nomi di persone che sarebbero approdati sulla riva opposta. Quindi, è stato facile convincere il collega, deputato o senatore, magari davanti a un piatto contenente una buona coda alla vaccinara: - Ma tu, vuoi rinunciare a tutto questo ?-. Doversi, inoltre, ritrovare davanti a una moglie che non vuole declinare al suo nuovo status sociale, compresi inviti a feste, sagre e cene di beneficenza per dare lustro al padrone di casa. Fantasia di fine estate, potrebbero dire i lettori. Sarà vero, ma non mi allontano molto dalla verità. Comunque vada a finire, e le due assemblee diano fiducia a questa, che si può definire, “l’ammucchiata selvaggia” (da non confondere con il bel film di Sam Peckinpah Il Mucchio selvaggio), sarà chiaro a tutti che l’attuale sistema elettorale non funziona e che lo strapotere delle segreterie politiche dei partiti fanno eleggere i loro devoti servitori, lasciando da parte ogni loro personale coerenza.

Non entro nella polemica di un vestito e di un titolo di studio: se n’è parlato anche troppo. Alla ministra per le Politiche agricole Teresa Bellanova, va, però, la mia incondizionata solidarietà, sia alla donna, sia alla lavoratrice. Politicamente siamo all’opposto, però, azzardo che possa fare bene, meglio di altri predecessori ed esperti del settore, che forse, invece di studiare, sarebbero dovuti andare a vangare un campo di sassi perché la nostra agricoltura non viaggia proprio molto bene.


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