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05 novembre 2019
Giornalisti: "vil razza dannata" ?

Pur con tutti i pessimi esempi che questa categoria riesce a dare, a volte insopportabili, preferisco pensare che, grazie alla molteplicità e alla diffusione delle notizie, grazie al giornalismo d’inchiesta, grazie alla capillarità dell’informazione, vengano a galla e si conoscano scandali e ingiustizie da cui il cittadino si potrà difendere; grazie persino alla faziosità, di ogni colore, sempre esecrabile, formerà il suo spirito critico, imparando a valutare persone ed eventi, non accettando passivamente ciò che gli viene propinato.

Teatro alla Scala, 20.9.2019, il baritono Leo Nucci veste i panni di Rigoletto www.avvenire.it/agora/pagine/leo-nucci-rigoletto-scala-ultima-volta-550-recite


I cittadini si sentono traditi, oltre che dalla politica, anche da un’informazione che troppo spesso appare distorta, parziale, mendace. Così i giornalisti, sovente oggetto di disprezzo e velenosi strali, sono variamente definiti pennivendoli, giornalai, servi, non professionisti attendibili e onesti ma alla stregua di cortigiani e, come tali, per verdiana memoria, “vil razza dannata”.  Certo, alcuni giornalisti, forse molti, dimenticano … per pavidità, per opportunismo, per bassi interessi, per servilismo… qual è la loro principale missione: informare quanto più possibile in modo imparziale, magari invitando alla riflessione  e all’approfondimento il lettore.

Un tempo si diceva che sarebbe bene leggere almeno tre giornali. Uno che “la pensi” allo stesso nostro modo, uno che, invece, sia esattamente all’opposto e uno che tratti l’informazione a livello locale. E’ molto facile capire l’utilità di leggere le notizie locali, per essere addentro alla realtà nella quale si vive.  I due opposti, invece, nell’informazione generalista, inducono chi legge a cercare la verità. Il criterio è il medesimo, applicato alla vastità dell’offerta, televisiva e in Rete: si deve, per quanto possibile, guardare i notiziari e le trasmissioni di approfondimento politico e sociale, sia di chi “ci piace” sia di chi non apprezziamo. E’ sicuramente più riposante ma assai meno utile, dedicare la nostra attenzione esclusivamente a chi ci dice ciò che desideriamo sentirci dire. Pur con i crampi allo stomaco, è giusto sentire anche le più fazione  “altre campane”.

Esiste, la verità oggettiva, lontana dalle sue contraffazioni. Non è accettabile, fra persone oneste, ritenere che essa dipenda da chi la racconta, poiché essa è un dato oggettivo non un parere.

Pur con tutti i pessimi esempi che questa categoria riesce a dare, a volte insopportabili, preferisco pensare che, grazie alla molteplicità e alla  diffusione delle notizie, grazie al giornalismo d’inchiesta, grazie alla capillarità dell’informazione, vengano a galla scandali e ingiustizie da cui il cittadino si può difendere; grazie persino alla faziosità, di ogni colore, il cittadino forma il suo proprio spirito critico, valutando persone, le situazioni e gli eventi, non accettando passivamente ciò che gli viene propinato… senza interrogarsi, senza impegnarsi a sua volta nella ricerca della verità.

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Come di consueto, qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto sono link che portano direttamente ai relativi pezzi. Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più facilmente il giornale.

Giornalisti: “vil razza dannata” ?

A.D.Z.

Chi sono i diversi

Massimo Nardi

Il centro destra si astiene dalla proposta della Senatrice Liliana Segre, approvata dalla sinistra, di creare una commissione contro l’odio razziale e l’antisemitismo. E’ scandalo astenersi o semplicemente precauzione sull’uso di una commissione gestita dalla sinistra?

Divorzio fra Etica e Politica?

Alberto Venturi

Se si guarda a come si svolge la politica oggi dobbiamo  ammetterlo: l'etica è andata da una parte e da un'altra la politica, la quale è piena d'odio e di parole 'contro' le persone, le etnie, le nazioni, le idee, i valori.


Senza il nucleare

Paolo Danieli

Non abbiamo la pretesa di sviscerare in poche righe le cause profonde del malessere economico e delle ingiustizie perpetrate sulla pelle dei popoli. Ma fra le concause della mancata crescita dell’Italia ce n’è una che non si nomina mai. Forse per pudore, perché per ben due volte, a distanza di un ventennio, gli italiani con due distinti referendum hanno detto NO all’energia nucleare.

Quando non si trova (più) la via di casa: Tutto il mio folle amore

Francesco Saverio Marzaduri

Coronamento d’una filmografia iniziata trentasei anni prima, Tutto il mio folle amore, diciottesimo lungometraggio di Salvatores, si presenta come un bignami zeppo di troppa cinematografia precedente in cui il marchio registico, per quanto riconoscibile, non supera il déjà vu, poggiando su caratterizzazioni, situazioni e cliché citofonati ancor prima dell’avvio. 

 

Parliamo di Province

Eugenio Benetazzo

Durante gli ultimi tre decenni le province sono state oggetto di tre riforme di riassetto istituzionale, volte a modificarne soprattutto le modalità di elezione ed i nuovi ambiti di competenza. L’ultima riforma richiama in causa la Legge 57 del 2014, volgarmente conosciuta come Riforma Delrio, voluta dall’allora Ministro delle Infrastrutture (laureato in Medicina e Chirurgia) e precedentemente noto per essere stato anche Presidente dell’ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani). La riforma Delrio ha trasformato le province in enti amministrativi di secondo livello. 

Buona settimana e buona lettura del n. 676– 364.

 

 


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