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08 ottobre 2019
Matrimonio Green, grazie al “Bridal Fashion Renting”

Le future spose potranno fare la loro scelta consapevole anche il giorno del Sì. Presentato a Milano “Yes I Do”, il progetto che porta in Italia il trend del noleggio di abiti da sposa di lusso. Il servizio permetterà, inoltre, di trovare in un unico luogo tutti i professionisti necessari per una cerimonia da favola, dalla “bridal fashion renter” fino all’insegnante di wedding yoga. Un’idea innovativa che permetterà di ridurre lo stress, evitare perdite di tempo e rendere più sostenibili le nozze.

 


Organizzare tutti i dettagli di un matrimonio perfetto in poco tempo, senza correre da una parte all’altra della città, tenendo lontani attacchi d’ansia, fastidiose perdite di tempo e, soprattutto, strizzando un occhio alla sostenibilità. Un sogno? Non più, dal momento che a realizzarlo ci ha pensato DressYouCan, la startup milanese che ha portato in Italia il fenomeno del bridal fashion renting, un trend già in voga dall’altra parte dell’Oceano. Se fino ad ora con DressYouCan Bridal era possibile noleggiare favolosi abiti firmati dagli stilisti più prestigiosi, sia classici, bianchi e vaporosi sia fuori dagli schemi, divertenti e moderni, da oggi il progetto si amplia grazie all’innovativa idea di Yes I do”. Sarà, infatti, possibile trovare in un unico spazio tutti i professionisti di cui hanno bisogno le future spose per organizzare un matrimonio unico in ogni dettaglio, lasciando da parte lo stress che spesso precede il grande giorno. Il progetto, presentato a Milano nella sede di DressYouCan Bridal, in corso di porta Ticinese, nasce dalla necessità di soddisfare un’esigenza che fino ad oggi non trovava espressione, quella trovare un abito da sposa di lusso a noleggio. Non solo, le future spose potranno anche concentrare l’intera organizzazione dell’evento in unico luogo, un bisogno avvertito soprattutto dalle donne che lavorano fino a tardi e vivono in una grande città.

 

“Si sta diffondendo anche in Italia una nuova tendenza, quella del noleggio degli abiti da sposa – spiega Caterina Maestro, fondatrice di DressYouCan – a scegliere il fashion renting per il giorno del sì sono soprattutto donne che prestano particolare attenzione alle scelte consapevoli, che decidono di non acquistare un vestito che verrà indossato una sola volta nella vita. Grazie al nostro servizio, inoltre, le spose possono ricevere l’abito sul luogo della cerimonia, in tutta comodità, con un processo semplice e veloce. Con “Yes I do” vogliamo rendere ancor più facile la vita alle donne che stanno per fare il grande passo e offrire loro un’esperienza a 360 gradi”.

 

Le bride to be che si rivolgeranno al servizio “Yes I Do” troveranno negli spazi di DressYouCan, nel cuore di Milano e a due passi dalle Colonne di San Lorenzo, un wedding team pronto a soddisfare ogni loro esigenza e ad accontentare anche il più difficile desiderio. Le bridal fashion renter aiuteranno la futura sposa a trovare il vestito bianco perfetto, attingendo da una vasta gamma di modelli a noleggio, che include anche abiti da sposa curvy. Completano l’infallibile squadra, scelta con cura e precisione dalla startup milanese, professionisti del settore quali il wedding photographer “Ordine della Giarrettiera”, il flower designer “Dahlia design”, gli esperti di bomboniere e stationary “TheLight Factory”, le insegnanti di wedding yoga dell’ACADance Marry Me”, la make up artist Fabienne Rea e persino una location da sogno, la Masseria San Nicola Savelletri di Brindisi. Inoltre, per far vivere alla futura bride to be un’esperienza ancor più emozionale, potranno essere inseriti all'interno dell'appuntamento servizi personalizzati come, ad esempio, la consulenza d'immagine. Gli spazi di DressYouCan Bridal potranno poi diventare il luogo perfetto per un divertente addio al nubilato, realizzato ad hoc secondo esigenze e gusti. Ad allietare la presentazione del progetto “Yes I Do” ci ha pensato il DJ Lele di Mitri, mentre il catering dell’evento è stato curato da Smart Cooking della pasticceria “Le torte son desideri”.


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