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07 gennaio 2020
Come la tassa sul macinato

E’ chiaro a tutti che un complesso di tasse e tassette, dirette o surretizie, fatto cadere in un momento di economia già asfittica provoca la paralisi del sistema. La prova si ha nella caduta dei prezzi nell’edilizia, nel ristagno di nuove iniziative e nella continua chiusura di troppe imprese. Neanche nel resto della Ue ci sono salti di gioia, tuttavia non si arriva ad una crisi e ad una stagnazione come da noi. 

 


Con la fatturazione elettronica il fisco viene informato di ogni nostro movimento , di chi sono i clienti e fornitori, di ogni acquisto e, col giochino della tombola fiscale, persino di quello che beviamo al bar. Qualsiasi movimento in banca deve essere registrato e inviato al Grande Fratello fiscale assieme agli estratti conto. A me è capitato di inviare 300 euro in Russia ad una persona che aveva pagato in più un servizio: la banca ha voluto sapere il perché e per come di questi 300 euro.
Con l’obbligo da parte dei medici di base e delle farmacie di comunicare i dati di farmaci venduti è ricavabile lo stato di salute di ognuno di noi.
Va da sé che un regime potrebbe usare i dati in suo possesso per ricattare o distruggere qualche avversario politico e qualche hacker potrebbe ricavare preziosi dati da vendere a concorrenti o criminali.
A questo punto il Garante per la privacy non serve più, perché di privacy non è rimasto più niente. Siamo in balia del Ministero dell’Amore descritto da George Orwell in “1984”.
Poi ci sono le nuove tasse: oltre all’aumento dell’imposta sulle case c’è la tassa sulle bibite gassate, quella sulla plastica e sulle auto aziendali. E’ tutto un fiorire di nuovi balzelli, alcuni giustificati con “ce lo chiede l’Europa”, altri per falsi motivi umanitari (riduzione delle emissioni di CO2). La tecnica è quella della “tassa sul macinato”: applicare una tassa su un articolo di vastissimo consumo garantisce un gettito cospicuo e sicuro. Dovrebbero ricordare anche, i nostri tassatori, che la” tassa sul macinato” provocò le rivolte di piazza e le cannonate del generale Bava Beccaris contro la gente.
E’ chiaro a tutti che un complesso di tasse e tassette, dirette o surretizie, fatto cadere in un momento di economia già asfittica provoca la paralisi del sistema. La prova si ha nella caduta dei prezzi nell’edilizia, nel ristagno di nuove iniziative e nella continua chiusura di troppe imprese. Neanche nel resto della Ue ci sono salti di gioia, tuttavia non si arriva ad una crisi e ad una stagnazione come da noi. La sciagurate scelte dell’attuale governo, la mancanza di fiducia della gente, i provvedimenti della Ue, l’incertezza sul trattamento degli investimenti e il regime di stato di polizia non invogliano nessuno a intraprendere nuove iniziative.

 


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