Pubblicità su Bice
FacebbokStampaEmailRiduci caratteriDimensione di partenza dei caratteriIngrandisci caratteri
28 luglio 2020
Temo l'Europa, anche se porta doni

Di fronte al sudatissimo accordo del Recovery Fund raggiunto per una cifra imponente, sono tutti contenti; questa elargizione ci consentirà di uscire dalle secche di una situazione economica e sociale insostenibile. Tuttavia, impossibile non pensare al celebre “temo i greci anche se portano doni” che Virgilio nell’Eneide fa pronunciare a Laocoonte quando tenta di mettere in guardia i Troiani dall’accogliere il cavallo di legno lasciato dai Greci. Talvolta usata in senso scherzoso, altre volte no, è una frase che sintetizza la diffidenza verso chi, non amico, improvvisamente agisce in modo da apparire tale.

 


Temo l’Europa, anche se porta doni, non per diffidenza immotivata, ma per le pregresse scottature, recenti e remote, in ogni campo, dall’Europa ricevute. Chi ci definisce vomitevoli, può tutto ad un tratto essere solidale con noi? Chi ci rimanda, belli freschi, su voli charter, i migranti non voluti, può prendersi a cuore le nostre sorti? Chi non voleva destinare neppure uno spicciolo, a questa nazione, nell’immaginario collettivo cristallizzata nel cliché di  “spaghetti e mandolini” e altre meno innocue caratteristiche… a quale prezzo, ( per noi) ha poi cambiato idea e si è assoggettata ad accettare l’accordo?

Tutto gratis o a costi ragionevoli?

Difficile da credere, forse perché ciò che abbiamo non ci è mai stato regalato ma l’abbiamo duramente conquistato; forse perché non è certo un elemento della politica la solidarietà fra le nazioni, senza un tornaconto; forse perché non mancano gli esempi di dure contropartite per benefici ricevuti.

Ora non ci rimane che attendere che ci presentino il conto, dopo questo lauto pasto, (peraltro solo preannunciato, dato che potremo assaggiare le prime portate solo nella prima metà del 2021…).
Quali condizioni ci imporranno nello spendere le cifre stanziate, come pure in quale misura, per un settore o per un altro?
Ci chiederanno di fare meno storie quando  arriveranno, sempre più numerosi, i migranti da ogni dove? Ci chiederanno ulteriori ritocchi nel settore pensionistico, imponendo un ulteriore innalzamento dell’età pensionabile e revisione al ribasso degli assegni già corrisposti? Dovremo fare i conti con l’importazione obbligata di merci e beni a scapito dell’economia interna?
E poi, qualora il popolo sovrano (almeno in teoria) decidesse di dotarsi di un governo di persone non gradite al pensiero dominante in Europa, saremo puniti, magari con la richiesta di risoluzione anticipata del debito?
Certo è uno scenario non rassicurante.

Aspettiamo questo conto, allora. magari elegantemente portato su un piattino, cosa che non lo renderà meno salato.
Ma i nostri governanti non fanno altro che mostrarsi ottimisti, positivi, soddisfatti e fieri per questa pioggia di miliardi, 209, con i quali l’Italia ripartirà…

Non sta bene essere pessimisti.

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

Come di consueto, qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto sono link che portano direttamente ai relativi pezzi. Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più facilmente il giornale.

Temo l'Europa, anche se porta doni

A.D.Z.

Informazione vera, vado cercando

Massimo Nardi

La politica si fa sui giornali: con i titoloni si attaccano i rispettivi schieramenti politici ma ci si dimentica delle vere magagne.

Anche l’Italia rischia di morire con e non di Coronavirus

Alberto Venturi

Abbiamo i soldi e non abbiamo deciso cosa farne. Le pubbliche istituzioni non sono al passo con i tempi, incapaci di leggere il presente a causa dell’impreparazione degli eletti e di una struttura tecnica burocratizzata, Più gli eletti sono ignoranti e alieni dalle competenze di governo e più i tecnici dovrebbero supportarli, ma a loro volta i tecnici dovrebbero essere giudicati dai politici e per fare questo occorrerebbero capacità di verifica.

 

Il Duo Malferrari – Llukaci alla Meridiana ed al Centro VVV

La Reine

Grazie alla maestria dei Maestri Stefano Malferrari e Gen Llukaci, che col duo Pianoforte - Violino hanno riproposto le musiche più conosciute del genere, gli spettatori hanno potuto assaporare un'offerta musicale dal vivo di altissima qualità, nel buio di una fresca notte di mezza estate.

Gone with Hollywood

Francesco Saverio Marzaduri

Omaggio all'ultima diva: Olivia de Havilland. Con lei, scompare definitivamente un mondo, una bolla di sapone lunga più d’un secolo, cui non resta che sopperire con la memoria, ed eventualmente con le suggestioni del mito.

 

Sparare nel mucchio

Nicola Rega

Un’inchiesta senza precedenti, condotta dalla Procura della Repubblica di Piacenza, ha portato all’emissione di diverse ordinanze di custodia cautelare nei confronti di Carabinieri. I reati contestati andrebbero dallo spaccio, all’estorsione fino alla tortura. C’è chi ne approfitta per generalizzare sparando nel mucchio.

 

Discriminazione e disuguaglianza economica

Attilio Zorzi

Solo riportando l’economia a misura d’uomo e al suo ruolo di scienza sociale e cioè, riconoscendo che il mercato non è infallibile, che le unioni monetarie non sono per sempre e che gli investimenti devono essere fatti nell’economia reale e non solo nella finanza, potremo migliorare davvero le cose.

Come garantire l'anonimato di chi effettua la denunzia

Eugenio Benetazzo

In Italia la corruzione è un fenomeno molto più diffuso che in altre nazioni occidentali, in Europa ci posizioniamo al terzultimo posto dopo Grecia e Romania. Un’economia corrotta funziona in forma inefficiente e solitamente cresce anche poco in quanto danneggia la libera concorrenza visto che premia chi riesce a corrompere.

 

Buona settimana e buona lettura del n. 712 – 402.

 

 


Commenti
Non ci sono commenti.