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04 gennaio 2022
Effetto Merz. La possibile svolta della Lega che cambia la destra europea

Lo spostamento a destra della Cdu, che del Ppe è la componente maggioritaria, è destinato a frenare lo scivolamento a sinistra dei Popolari Europei che si è verificato negli ultimi anni. Ciò potrebbe avere delle ripercussioni in Italia poiché la Lega, che a Bruxelles non è riuscita a costituire un forte raggruppamento della destra che è collocata in gruppi diversi, potrebbe essere indotta a pensare ad un’entrata nel Ppe.

 


In Germania si sta verificando un’interessante evoluzione politica che può avere riflessi anche in Italia. Quasi sicuramente sarà Friedrich Merz il prossimo Presidente della Cdu, L’Unione Cristiano Democratica, che assieme alla Csu bavarese, l’Unione Cristiano Sociale, costituisce il più grande partito di centrodestra. E’ questo il primo effetto politico del dopo-Merkel e della sconfitta elettorale della destra tedesca che ha consegnato il governo nelle mani di Socialdemocratici e Verdi.

La base del partito ha designato Merz con una larga maggioranza (250.000 iscritti su 400.000). E già questa è una notizia: all’estero esistono ancora dei partiti veri che praticano la democrazia interna. L’altra notizia è che Merz rappresenta la destra della Cdu. Il che avrà degli effetti che interessano anche l’Italia. Che cosa c’entriamo noi? C’entriamo, c’entriamo… Tutto si prende, anche in politica.

Lo spostamento a destra della Cdu, che del Ppe è la componente maggioritaria, è destinato a frenare lo scivolamento a sinistra dei Popolari Europei che si è verificato negli ultimi anni. Ciò potrebbe avere delle ripercussioni in Italia poiché la Lega, che a Bruxelles non è riuscita a costituire un forte raggruppamento della destra che è collocata in gruppi diversi, potrebbe essere indotta a pensare ad un’entrata nel Ppe. Cosa che piacerebbe a Giorgetti, a diversi parlamentari europei ed alla corrente “governativa” e che potrebbe essere per Salvini un’operazione politica molto importante per rendere la Lega più potabile per i moderati. Una serie di errori, come la partecipazione al primo governo Conte, la successiva uscita e una certa politica “gridata” hanno spinto tanti elettori che avevano votato Lega ad astenersi o ad orientarsi su FdI. Un’evoluzione verso il Ppe avrebbe due risultati. Da un lato sposterebbe il Ppe a destra, che per gli equilibri europei non sarebbe niente male, e dall’altro renderebbe la Lega più affidabile non solo agli elettori moderati, ma anche all’establishment europeo.

 

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