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16 giugno 2020
La dittatura del politicamente corretto

In suo nome, si mortifica la lingua, si cancella la Storia, si annientano tradizioni, si abbattono monumenti, si mutilano opere letterarie…Ci si accontenta di annientare il passato, di frantumare ogni vestigia di esso, quello che si disprezza  e quello che neppure si conosce, talvolta. E le conquiste per le quali davvero si dovrebbe combattere, quali la dignità di ogni essere umano, la condanna della violenza, l’uguaglianza di fronte alla legge, rimangono tristemente al palo. E la cieca ferocia dimostrata dalla folla globale segna un ulteriore regresso dell’Umanità.

Fotogramma tratto da "2001: Odissea nello spazio" film  del 1968 diretto dal grande  Stanley Kubrick. 

La cronaca riporta nuovi episodi di afroamericani uccisi da poliziotti violenti…ne emergono altri ancora, nel recente passato, mentre sono lontane dallo spegnersi le fiamme divampate dopo la morte dell’eroe del momento, George Floyd. Un minimo di oggettività farebbe notare che, a parte l’esecrazione per la sua morte assolutamente ingiusta, l’eroismo è un’altra cosa e che, parlandone da vivo, come si diceva con delicatezza un tempo, George Floyd non era un cittadino modello, da additare come  esempio. Il cordoglio e l’indignazione sono comprensibili ma hanno raggiunto livelli tali da sconfinare nell’iperbole, come chi ha definito “eroe” George Floyd, o chi cavalcando l'onda, come l'ex vicepresidente Joe Biden, candidato democratico alla Casa Bianca, nel suo video messaggio a uno dei tre funerali celebrati, rivolgendosi alla figlia di 6 anni di Floyd, ha detto «Tuo padre ha cambiato il mondo».

Neppure Mandela, neppure Martin Luther King, neppure Gandhi hanno cambiato il mondo, purtroppo, George Floyd, invece, l’ha fatto.  Ha fatto meglio di tante, tantissime altre grandi anime che hanno attraversato la Storia, che hanno dato apporto all’Umanità…e, natura divina a parte, siamo sullo stesso piano di Gesù Cristo quanto a benefici cambiamenti!

In nome del “politicamente corretto” si mortifica la lingua, si cancella la Storia, si annientano tradizioni, si abbattono monumenti, si mutilano opere letterarie, si distorcono e si demonizzando detti e proverbi…Sotto la mannaia del politicamente  corretto cadono film come Via col vento, cartoni animati come Calimero il pulcino nero, persino dolcetti buonissimi e innocenti, calorie a parte, come i “moretti”…Un’escalation  a tratti persino grottesca, tanto pare incredibile che, di fronte a tanta violenza, a tanti guai, a  tante cose realmente da cambiare, ci si abbassi  a questo antirazzismo da barzelletta.

E le conquiste per le quali veramente dovremmo tutti combattere, quali la dignità di ogni essere umano, la condanna della violenza, l’uguaglianza di fronte alla legge, rimangono tristemente al palo. Se non fosse tutta un'immane tragedia, ci sarebbe persino da ridere perché la cieca ferocia dimostrata dalla folla globale segna un ulteriore regresso dell’Umanità.

Ci siamo dovuto abituare a tutto, all’impensabile, come la manipolazione di opere letterarie, come l'esclusione di alcuni autori classici, come l'assurdità di pretendere la rimozione di ogni statua e monumento che per qualsiasi motivo venga giudicato razzista o in qualche modo offensivo per qualcuno. Ci siamo abituati a fare lo slalom fra i termini che il politicamente corretto ha messo al bando, per non incorrere nella più vieta delle censure.

Ciò che meraviglia, in questi giorni terribili e in queste ore, non sono tanto le azioni della folla, bestia acefala che compie qualsiasi bestialità senza rimorso, senza cognizione, senza dignità...ciò che meraviglia e colpisce, è che stavolta più di ogni altra volta, ci sia una sorta di rassegnazione a lasciar fare, senza neppure tentare di arginare la violenza di persone capaci di tirar giù pesantissime statue, rovesciare auto, dare fuoco e mettere a soqquadro in poche ore intere città anche grandissime e popolose...danneggiando anche tanti innocenti, rovinando la proprietà e il lavoro altrui.  E' pur vero che, ogni tanto, che si chiami karma o che si chiami legge del contrappasso, certe azioni comportano rischi e qualche statua, come dire, “offesa” per essere stata importunata e sottratta alla sua dignitosa immobilità, pensa bene di rovinare addosso a qualche esagitato, spaccandogli il cranio, come è accaduto a Portsmouth, in Virginia, dove un esponente  del movimento Black Lives Matter è rimasto gravemente ferito dalla statua che stava tirando giù dal piedistallo.

E la polizia, durante queste violenze, durante questi saccheggi, durante le devastazioni immotivate e barbare, non fa nulla, perché è sotto lo sguardo del mondo che l’ha già condannata in blocco, a priori, per le colpe e i demeriti di alcuni suoi rappresentanti...
Ma non è questo il punto, la verità è che non possiamo vivere in un mondo in cui si cerca di annientare il passato, giudicato malvagio e colpevole, azzerando la Storia, gli anni, i decenni e i secoli, annullando il procedere degli essere umani, decontestualizzando fatti, eventi, persone, situazioni. E comunque, di questo passo, via via annientando tutto ciò che è “passato”, ci sarà l’orwelliano “eterno presente” … senza memoria, del cattivo e nemmeno del buono, con il quale l’Umanità ha segnato i secoli e i millenni.
Ci hanno insegnato che senza memoria di ciò che siamo stati, nel passato, nel bene e nel male, non possiamo neppure progettare ciò che saremo nel futuro. Forse l’abbiamo dimenticato e forse, quando avremo finito di distruggere  tutto, lanceremo la tibia, attualmente impugnata, in alto, verso lo spazio, nel remotissimo futuro della tecnologia delle esplorazioni umane nell’Universo, come nella straordinaria pellicola 2001 Odissea nello spazio di Stanley Kubrick.
E ricominceremo tutto.

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Come di consueto, qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto sono link che portano direttamente ai relativi pezzi. Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più facilmente il giornale.

La dittatura del politicamente corretto

A.D.Z.

Continuano a raccontare delle panzane

Massimo Nardi

Tutti a mangiare a Villa Doria Pamphili. Abbiamo pagato Colao per fare che cosa? Il rilancio parte dalla soppressione del contante. Siamo alla frutta, no, forse neanche quella, all’italiano costa troppo.

L’altra faccia della medaglia non la scegliamo noi

Alberto Venturi

Teniamoci i segni negativi del passato come cicatrici del cammino percorso; non a caso stiamo difendendo Auschwitz contro chi vorrebbe dimenticare. Facciamo nostro il metodo del rispettare ciò che i padri ci hanno lasciato, usando i nostri occhi per guardarlo nel modo più coerente con i nostri principi; costruiamo e non abbattiamo; arricchiamo e non impoveriamo; piantiamo alberi e non spianiamo deserti. Non diamo occasioni a chi voglia un domani cancellare noi e i nostri valori.

L’anima sociale della destra

Paolo Danieli

Abbiamo sempre convenuto, pur riconoscendo l’obsolescenza di tali categorie di fronte ai nuovi assetti mondiali, che sono ancora necessarie nella comunicazione politica. Ragione per la quale tutti continuano ad utilizzarle. Ciò non toglie però che a “destra” qualcosa vada “registrato” in una nuova prospettiva politica.

Patrimoniale rimandata

Eugenio Benetazzo

La nuova paura degli italiani si chiama imposta patrimoniale. Dopo i mesi di lockdown e di preoccupazioni per il Covid 19 vediamo  se in questo momento vi sono i presupposti per un suo concepimento. Sul piano politico sappiamo che nessuno dei partiti al governo è disposto ad avallare questa ipotesi in quanto produrrebbe un suicidio politico,benchè con finalità emergenziali e straordinarie.

Buona settimana e buona lettura del n. 706 – 396.


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