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07 maggio 2019
L’Esercito non si tocca

L’ANPI di Viterbo il 25 aprile attacca le Forze Armate. Il Generale presente alla cerimonia se ne va.  Il ministro della Difesa del M5S apre un fascicolo. 

 


Strana nazione, la nostra. Si festeggia il 25 aprile, la festa della liberazione e un oscuro capetto dell’ANPI (che probabilmente non sa cosa dire), durante la cerimonia a Viterbo, invece di onorare i morti, se la prende con il nostro esercito, reo secondo lui, di avere ucciso più civili che talebani. Lo fa citando un report dell’Onu. Naturalmente si potrebbe rispondere domandandogli quanti civili hanno salvato i soldati italiani non solo in Afghanistan, ma in tutte le altre parti del mondo, dove i nostri ragazzi sono stati mandati a compiere il loro dovere.  A questo punto, il Generale di brigata dell’Esercito, Paolo Ricò, presente alla cerimonia, con grande dignità lascia la commemorazione. Apriti cielo! E’ scandaloso lasciare il palco quando parla un rappresentante dell’ANPI! Personalmente trovo vergognoso che non si siano allontanati anche i rappresentanti di ASSOARMA, la struttura che raccoglie tutte le varie associazioni d’arma e altro. Purtroppo, l’ANPI non perde il vizio di essere settaria e i loro capi e capetti non perdono occasione per aprire la bocca e affermare la loro verità. Era già successo a febbraio e, guarda caso, l’argomento riguardava le Foibe. Tuttavia, sono poche le persone che si mettano in gioco per controbatterli. Ah, no, dimenticavano: ci sono sentenze della magistratura che costrinsero molti partigiani a fare non come gli attuali pensionati che vanno in nazioni soleggiate come Portogallo o Canarie, ma a recarsi in grigie nazioni all’ombra (non di un ombrellone) di una bandiera rossa con falce e martello. Ma, il caso è diventato nazionale e, come solito, rischia di spaccare in due il mondo politico, o meglio, l’innaturale accoppiamento di questo governo. Sì, perché il M5S, che ha come Ministro della Difesa Elisabetta Trenta, una di loro, avrebbe aperto un’istruttoria nei confronti del Generale sopra citato per avere osato fare tale gesto. Naturalmente, i militari stanno con il collega e anche la Lega… e anche le persone di buon senso. Ovviamente, si sussurra che il mandante di tutto sia Giggino Di Maio che, non avendo altro da fare, butta benzina sul fuoco, forse, per bruciare il contratto che esiste fra loro. Contratto che il M5S si pente amaramente di avere firmato. Sì, perché secondo i risultati elettorali e i sondaggi per le elezioni europee, i novelli sanculotti sono in netto regresso. Quello che però succederà, dopo un’eventuale caduta del Governo, rimane un mistero.  Sì, perché se esiste un’innaturale alleanza come questa, ciò è dovuto a un cattivo sistema elettorale di cui nessuno parla. Nuovi e vecchi eletti non vogliono porre fine a quest’anomalia, permettendo così all’elettore di decidere liberamente chi eleggere. Quindi, ancora una volta ho ragione nel dire che l’eletto di turno (o il miracolato come mi piace chiamarlo), col cavolo apre un dibattito su come cambiare il sistema elettorale e ridare al cittadino il diritto di mandare chi vuole a governare. Questa, purtroppo, è la democrazia. Tutto il resto è solo relativo all’accredito sul proprio conto dello stipendio nella filiale della banca di Montecitorio.


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