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28 luglio 2020
Informazione vera, vado cercando

La politica si fa sui giornali: con i titoloni si attaccano i rispettivi schieramenti politici ma ci si dimentica delle vere magagne.

 


Un urban legend narra che il libro dello scrittore cinese Sun Tzu, L’arte della Guerra, abbia un posto d’onore nelle biblioteche dei grandi squali delle multinazionali economiche che si fanno la guerra quando non possono dividersi l’affare tra di loro, casomai sulla pelle dei poveri lavoratori. Negli ultimi tempi, però, credo e temo, che si possa applicare anche alla politica e all’informazione. Parliamo della comunicazione cartacea e televisiva che ormai si è divisa: tanta nel centro sinistra, meno nel centro destra, sopra le parti quasi inesistente. Appena l’una delle due sopra citate se ne esce con una notizia che può intaccare l’altra parte, immediatamente ne è pubblicata un’altra, di opposta posizione politica, così a bilanciare il panorama. Nelle scorse settimane hanno tenuto banco i casi riguardanti Luca Palamara e Silvio Berlusconi. In entrambi, si tratta di un’invasione della magistratura nella vita politica. Se i fatti narrati fossero veri, ci troveremmo di fronte all’ipotesi di riscrivere una parte della storia nazionale, cosa, assai improbabile. A fare da contrappeso a queste notizie, che non fanno certo bene alla sinistra, ecco pronta la replica: il caso Attilio Fontana, attuale presidente della Regione Lombardia, che si trova implicato in una storia di camici per medici e infermieri durante l’emergenza Covid, dai contorni non chiari. In attesa dei chiarimenti del caso, siamo sempre garantisti. Conclusione: siamo sicuri che gli italiani vogliano queste notizie?

Sempre in tema d’informazione, nessuno ne parla, ma a Luglio c’è stato il giro di boa sugli sbarchi in Italia. Sì, in peggio, perché abbiamo raggiunto e superato il numero di migranti (ma è il termine esatto?), sbarcati in tutto il 2019. Vi sembra normale che nessuno tratti l’argomento? I grandi “giornaloni”, in questo caso sono poco più del bollettino parrocchiale o del giornalino della scuola. Forse, una maggiore attenzione non guasterebbe, perché a farne le spese e a pagarne il conto, sono poi gli italiani.

Buone vacanze a tutti.

 

 

 


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