Pubblicità su Bice
FacebbokStampaEmailRiduci caratteriDimensione di partenza dei caratteriIngrandisci caratteri
12 ottobre 2021
Taiwan: sarà la Danzica del futuro?

C’è poco da stare tranquilli, i cinesi di Pechino non sono brave persone. Solo chi ignora, in mala fede, le vere intenzioni di quel regime può credere che dietro alle presunte intenzioni pacifiche di riunire la “piccola isola” in modo democratico ci siano veramente delle buone intenzioni. 

 


L’operazione americana di potenziare la presenza militare in Asia, o meglio in Australia, non poteva lasciare indifferente il regime dittatoriale di Pechino. Solo chi ignora, in mala fede, le vere intenzioni di quel regime può credere che dietro alle presunte intenzioni pacifiche di riunire la “piccola isola” in modo democratico ci siano veramente delle buone intenzioni. Honk Kong ne è la riprova.

Il dissenso, dopo la riunificazione, ha provato sulla propria pelle cosa vuol dire farsi governare da persone che hanno per il rispetto dell’essere umano ciò che provavano i nazisti per gli ebrei. Certo, i loro campi di rieducazione sono migliorati: niente a che vedere con i campi di sterminio della Seconda Guerra Mondiale, però, resta il fatto che chi entra difficilmente ne esce con le idee con cui era entrato.

Ora, c’è da chiedersi se un’eventuale invasione avrà ulteriori conseguenze oltre al bagno di sangue dato per scontato se la popolazione di Taiwan reagirà per salvaguardare la propria indipendenza, senza calcolare l’immensa migrazione che ne deriverà da quei territori. Ricordiamo che si tratta pur sempre di almeno ventiquattro milioni di persone che vivono in una nazione con un parlamento eletto democraticamente e con libertà individuali che i cinesi di Pechino si sognano.

Ora, in tutto questo si può leggere chiaramente una sottile e infida politica di acquisizione di potere da parte dei discendenti di Mao. Questa pandemia, da loro regalataci, è stata, sempre per loro, una vera manna dal cielo. Si sono costruiti in laboratorio un virus che hanno poi sparso per il mondo (non sappiamo ancora se più o meno intenzionalmente) e di cui, guarda caso, ne stanno godendo i frutti. Ora, tutte le nazioni sono concentrate nel cercare di debellare il Covid e la politica viene messa in secondo piano.

Provo un’immensa angoscia, benché lontano chilometri, per quei poveri cinesi che hanno sopra la loro testa la spada di Damocle di un’invasione, sapendo che la frase detta il 4 maggio del 1939 da Marcel Déat, esponente della destra sociale francese: - Vale la pena morire per Danzica?- è ancora attuale. Personalmente non credo che la vecchia Europa (che ha già i suoi problemi), possa correre loro in aiuto, né tanto meno l’America di Biden, con il pericolo d’innescare una terza guerra mondiale.

Certo, militarmente, gli Stati Uniti avrebbero ancora le capacità per opporsi in maniera convenzionale, ma l’incognita nucleare è purtroppo dietro l’angolo. Non è neppure da sottovalutare il fattore tempo in quanto a Biden restano poco più di tre anni e quindi in un rigurgito di dignità l’America potrebbe dare il voto a un presidente repubblicano.

Comunque vada, questo nuovo scenario in Oriente dimostra che la Cina non è una nazione da sottovalutare e che, oltre al dominio economico, mira anche a quello territoriale.

Meditate gente, meditate!


Commenti
Non ci sono commenti.