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30 luglio 2019
Una vita vale 100 euro

Muore assassinato un servitore dello Stato e si scatena la polemica politica. Il giorno dopo una minoranza di facinorosi prende a sassate le Forze dell’Ordine. Ma dove viviamo?

 


La morte assurda del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega ha colpito tanti italiani che vedono nelle Forze dell’Ordine l’ultima frontiera al decadimento di questa nazione che, grazie ai politici e ad altre strutture dello Stato, si avvicina sempre di più al baratro. Temo, purtroppo, che il giovane servitore della nazione sarà ben presto  dimenticato. Questa è una sorte che è già toccata ad altri suoi colleghi, aggiungo mal pagati, per difenderci da quella che è definita micro delinquenza e che troppo spesso è sottovalutata. 

Naturalmente, il doloroso avvenimento ha innescato, causa i primi lanci di agenzia e una foto rubata e stupidamente postata sul web, una polemica fra chi dovrebbe fare informazione e tra chi si occupa di politica.  Scoperto dopo che a compiere l’atto criminale sono stati due ragazzi di buona famiglia americani, si è aperto un dibattito, che io definisco immorale, sul cadavere ancora caldo della vittima. Siamo così caduti nella solita trappola in cui la politica si appropria di una vita umana per una manciata di voti.

Un assassino, resta un assassino. Poco importa, anzi nulla, il colore della pelle: Bianca, nera, gialla o di qualsiasi altro colore. E’ importante, però, che ci sia una autorità giudiziaria che punisca chi toglie una vita e tributi giustizia ai famigliari. Purtroppo, non ne sono sicuro. Troppo spesso leggiamo di sentenze che sfiorano l’incredibile. Le Forze dell’Ordine arrestano delinquenti e dopo poche ore se li ritrovano di nuovo a delinquere. Pertanto, vedremo nei prossimi mesi quanto vale, in termini penali, la vita del giovane carabiniere, che non limitava al solo orario di servizio il suo dovere, ma proseguiva facendo il volontario aiutando gli ammalati e i meno fortunati. Quel volontariato che si fa lontano dalla ribalta mediatica, come piace, invece, a certe persone disposte anche a speronare un mezzo militare italiano e andarsene via come niente fosse.

Rimanendo in tema e parlando ancora delle Forze dell’Ordine, mentre a Roma si piangeva la morte del vice brigadiere Rega, a Torino alcuni agenti della polizia sono dovuti ricorrere alle cure del pronto soccorso dopo che erano stati aggrediti da diversi nordafricani intervenuti a difendere un individuo fermato dai poliziotti per un normale controllo dei documenti. Naturalmente nessun commento da parte della sinistra e dei vari guru alla Saviano. Sempre in Piemonte, frange di persone hanno partecipato a una “democratica” manifestazione di protesta su una decisione del legittimo governo e hanno dato l’assalto alla zona presidiata dai servitori dello Stato con lancio di sassi, petardi e bombe carta. Ovviamente, gli organizzatori della manifestazione hanno preso le distanze da costoro. Sepolcri imbiancati: se non li avessero voluti, bastava informare le autorità competenti che quelle persone non erano gradite e sarebbero state allontanate. Forse, non sarebbe stato possibile, ma almeno sarebbero stati più credibili.

Colgo l’occasione per porgere ai cari Lettori gli auguri di buone ferie. 


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