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04 dicembre 2018
Chi e’ senza peccato scagli la prima pietra

Chi vuol fare il deputato deve portare il proprio babbo davanti a un notaio perché rilasci una dichiarazione che il figlio non sapeva niente di eventuali reati commessi dal genitore. Però, chi vuol fare il deputato, almeno in alcuni casi, deve presentare una dichiarazione del medico di essere capace di intendere e di volere. 

 


Onestà! Onestà! Quanti delitti si commettono nel tuo nome. Veramente la frase sarebbe - Oh libertà, quanti delitti si commettono in tuo nome! – e fu pronunciata da Marie-Jeanne Roland de la Platière, mentre andava alla ghigliottina. L’apertura mi viene spontanea perché considero i grillini, non tutti, scopiazzatori dei francesi che diedero la libertà al “popolo” ghigliottinando, Re e Regina e gli affamatori del terzo stato.  Balla clamorosa: si sostituì solo la classe nobiliare con quella dei bottegai, degli affaristi e poi quella degli industriali, spesso di pochi scrupoli. Luigi Di Maio, uno dei più rappresentativi capi di questi sanculotti nostrani, viene a sapere che proprio padre avrebbe (siamo sempre garantisti) assunto del personale in nero, cioè senza contratto, evadendo tasse e contributi vari. Così s’è innescato un “dagli agli untori” di manzoniana memoria che l’opposizione attendeva. Altri figli e figliasse si sono presi la loro rivincita. Sarà, evidentemente, che le loro famiglie fanno parte della stragrande maggioranza degli italiani ligi alle leggi correnti e che pagano per intero le tasse. Però, qualche dubbio sorge, visto che siamo il paese, secondo fonti accreditate, che ha un’evasione fiscale di 108 mld e siamo primi in Europa come evasione dell’IVA. Ora, pretendere che gli italiani di buon senso credano a certe bazze, è un tiepido tentativo di farci sembrare quelli che non siamo, in altre parole, dei creduloni con l’anello al naso. Siamo sicuri che certe fortune si siano create pagando tutte le tasse? Mi viene alla memoria il film Blu profondo, in cui Thomas Jane risponde a Samuel L. Jackson, che lo accusa di essere un galeotto, che lui non conosce un miliardario che abbia fatto i soldi onestamente. Ora, a prescindere da quanto sopra detto, sarebbe bello che commercianti e imprenditori paghino il giusto (ma qual è il giusto?). Purtroppo, non è così e le motivazioni di chi evade sono tante. C’è chi lo fa per sopravvivenza e chi per arricchirsi ancora di più senza nessuna remora o morale verso chi contribuisce alla sua, di ricchezza (cioè impiegati, operai e altro), ed è la maggioranza. Quindi, siamo chiari: se l’esempio viene dall’alto, cosa dire? L’esempio più lampante è quello legato a uno stato che ti cambia le regole del gioco in corsa: vedi pensioni. Un altro esempio: quello in cui in una notte del 1992 ti ha portato via i soldini che avevi risparmiato e che credevi di avere al sicuro in banca. L’ultimo, è vedere i rappresentanti delle istituzioni presi con le mani nella marmellata. Naturalmente, se può, lo fa anche chi è a stipendio fisso e non può evadere, liberamente. Allora, come fa? Cerca il risparmio. Tu artigiano mi fai il conto ed io te lo do brevi mani in contante, se non mi fai pagare l’Iva, che io non detraggo. Un labirinto da dove non si esce. Che cosa può dire chi fino a oggi si è dimostrato ligio alle regole e si sente preso in giro dalle voci di possibili condoni o pace fiscale per sanzioni che il corretto cittadino ha con sacrificio pagato? Ora, non mi stupisco più di tanto dei presunti illeciti del papà di Giggino, semmai è la tempistica delle gole profonde. Quante sono le aziende in regola nel Sud? Non nascondiamoci dietro un dito: sono poche. Di chi è la colpa? Dello Stato che è latitante? In parte sicuramente sì, ma anche di una mancanza di educazione civica che purtroppo non è insegnata a scuola. Tornando al titolo si può aggiungere solo che il futuro reggitore delle sorti della nazione, oltre che a fare firmare al babbo la dichiarazione sopra citata, rilasci a sua volta una dichiarazione che lui non sapeva niente fino all’età maggiorenne. Oddio, però, anche questa regola non potrebbe bastare. In effetti, come la mettiamo con certi rappresentanti al governo? Alcuni di loro sembrano che non l’abbiano ancora raggiunta, visto le loro sempre più numerose uscite senza logica e senza costrutto. Ogni riferimento a deputati grillini non è casuale.


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