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15 settembre 2020
"Doppiopesismo" e dintorni

E’ risaputo che “Con i se e con i ma, la Storia non si fa” e non si fa neppure informazione. Tuttavia, per quell’onestà intellettuale della quale molti vanamente cianciano, senza praticarla neppure alla lontana, credo sia doveroso porsi qualche domanda. Perché ci sono tante e tali disparità, di fronte a fatti oggettivamente riprovevoli? E’ spontaneo pensare alla differente reazione di media e mondo politico di fronte alla fine di due ragazzi, simili per età, per le tragiche circostanze della loro morte…nonché di fronte alle aggressioni, fatte e subite, da due politici.

 

 


Due recenti episodi, nell’ambito di una campagna elettorale che definire squallida è riduttivo, lasciano esterrefatti. Due fatti piuttosto gravi, non più di tanto, comunque, per i media che non dedicano spazio ai modi inurbani di Grillo che ha mandato all’ospedale il giornalista con una distorsione al ginocchio e riservano sorrisetti compiaciuti per la camicia a brandelli di Salvini. Se, ad esempio anziché Grillo, fosse stato Salvini, sentina d’ogni nequizia, a far ruzzolare dalle scale un giornalista… se, ad essere aggredito durante un comizio, con camicia strappata e maledizione accompagnatoria, fosse stato non il leader della Lega ma Zingaretti, Di Maio… quale sarebbe stata la reazione?

“Con i se e con i ma, la Storia non si fa” e non si fa neppure informazione. Tuttavia, per correttezza, per imparzialità, per quell’onestà intellettuale della quale molti, ahimè, vanamente cianciano, senza praticarla neppure alla lontana… credo sia doveroso porsi qualche domanda. Perché ci sono tante e tali disparità, di fronte a fatti oggettivamente riprovevoli, a seconda di chi li commetta?

Viene spontaneo anche pensare a quanto sia differente la reazione dei media e del mondo politico di fronte alla fine di due ragazzi, simili per età, per le tragiche circostanze della loro morte, per l’efferatezza dei loro assassini. Willy Monteiro è morto a 21 anni, dopo un pestaggio disumano, il 6 settembre scorso a Colleferro; Filippo Limini, è morto a 25 anni, picchiato selvaggiamente e investito per due volte, mentre giaceva a terra, a Bastia Umbra, il 15 agosto. Entrambi vittime di esseri violenti, amorali, inqualificabili, in risse scoppiate per futili motivi. Entrambi giovanissimi e senza colpa alcuna se non quella di essere nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Per Willy, si è subito messa in moto la macchina, per certi versi persino stucchevole, della commozione unanime, della beatificazione post mortem, della solidarietà incondizionata alla famiglia, dei riti collettivi, fino ai funerali - spettacolo, cui hanno presenziato , fra gli altri,  Conte, Lamorgese e Zingaretti.  Per Willy si sono mobilitati politici, sociologi, psicologi e opinionisti vari, per caricare di uno speciale significato la sua morte. Essa, infatti, è assai funzionale al pensiero unico, gli elementi ci sono tutti: personaggi violenti, dediti alle arti marziali, rissosi e collerici, prototipo perfetto, in certo immaginario collettivo, dell’estremista di destra… Un’orgia di congetture, supposizioni, deduzioni, fino al delirio di individuare persino i “mandanti” di questo efferato omicidio

Questa è una chicca della giornalista Rula Jebreal via Twitter:
‘In fondo hanno solo ucciso un extracomunitario’. Ecco cosa accade quando i due leader di destra seminano odio e incitano alla violenza contro gli emigrati. I criminali che hanno trucidato Willy Monteiro e il terrorista Luca Traini: entrambi frutto dell’indottrinamento Fascista’.
E fin qui, nulla di nuovo sotto il sole, i suoi funambolismi nei giudizi sommari sono cosa nota.

Ma Filippo? Non è stato anche lui, per altrettanto futilissimi motivi, pestato, addirittura investito per due volte, da tre belve umane, altrettanto giovane e innocente, almeno quanto Willy?
Eppure, la sua morte non ha avuto né avrà più, ovviamente, lo stesso risalto mediatico, nessun notabile a fare passerella ai suoi  funerali, nessuno, esperto in dietrologia, ha individuato nel gesto disumano dei tre albanesi autori del pestaggio e dell’investimento, qualcosa di riconducibile a un’appartenenza politica, meno ancora alcun sociologo, politologo, opinionista o lavandaia, ( con tutto il rispetto per le lavandaie…)  ha indicato con la stessa sicumera e precisione addirittura dei mandanti. La stilla di saggezza di Rula Jebreal, non pervenuta.
Quanto alla commozione collettiva per Filippo Limini, essa è durata per i primi tre notiziari, compunzione di circostanza e poi via, dopo due minuti, si passa ad altro, come è nelle regole, talvolta spietate, dei tempi televisivi o radiofonici.  

E lo sdegno per il doppiopesismo imperante aumenta sempre più.
 

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Come di consueto, qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto sono link che portano direttamente ai relativi pezzi. Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più facilmente il giornale.

Doppiopesismo e dintorni
A.D.Z.
Violenza a tutti i livelli

Masssimo Nardi

Chi mi segue sa bene come la penso sui sanculotti grillini: il peggio del peggio che ci poteva capitare in questo momento tragico per la nostra Patria. I capi e capetti della banda di Robespierre sono riusciti a fare passare il messaggio che la riduzione dei parlamentari sarà la panacea di tutti i mali dell’Italia. Niente di più sbagliato!
Oggi è "Domani". Finalmente?

Alberto Venturi

Vorrei un quotidiano che quando intervista i politici non accetti ogni risposta, ma chieda precisazioni, evidenzi contraddizioni. Insomma, sia interlocutore e non altoparlante. Vorrei un quotidiano che mi dia fatti, possibilmente quelli già fatti e mi aiuti a comprendere quando si tratta di promesse, progetti, slogan. Vorrei un quotidiano che mi aiuti a ragionare, non solo ad emozionarmi, coinvolgendo testa e cuore e bilanci una tv sempre più impegnata a prendermi per la pancia e suscitare reazioni viscerali.

Mostra del Cinema di Venezia

Giuliana Pini e Corrado Corradi

Si è conclusa a Venezia la Mostra del Cinema numero 77. Un'edizione che rimarrà nella Storia, come quella nei tempi di Covid 19, caratterizzata dalla sobrietà con la quale si è svolta ma anche dalla fiducia nella vita e nel futuro.

Il conto corrente di un robot

Eugenio Benetazzo

Dobbiamo immaginare che molto presto un robot industriale, un taxi a guida autonoma, una cassa automatica in un supermercato avranno una propria personalità giuridica, un codice di identificazione fiscale ed un proprio conto corrente bancario. Provo a spiegare il tutto. 

Cara Giorgia

Paolo Danieli

Correggere un errore non significa essere incoerenti, significa essere intelligenti. Hanno fatto tutti marcia indietro. Chi in un modo, chi nell’altro, Berlusconi, Zingaretti, Renzi, Salvini hanno tutti corretto il tiro sbagliato del voto favorevole alla legge grillina sul taglio dei parlamentari.

Buona settimana e buona lettura del n. 716 – 409.


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