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11 gennaio 2022
L’ipocrisia della nostra preoccupazione

L'Italia chiede che “non si ricorra all'uso della forza e si avvii un percorso nazionale di allentamento delle tensioni in un quadro di piena sovranità in linea con gli standard di rispetto dei diritti e di pluralismo fissati dalle Organizzazioni Internazionali di cui il Kazakistan è membro". La fuffa più fuffa venduta con belle ma vuote parole.

 


L’Unione Europea guarda con "grande preoccupazione agli sviluppi" della crisi in Kazakistan. Anche l’Italia, scrive la Farnesina, “segue con grande preoccupazione i gravi eventi in Kazakistan, Paese al quale è legata da rapporti di amicizia e da un solido partenariato economico, rivolgendo un forte appello affinché si metta immediatamente fine alle violenze".

L'Italia chiede che “non si ricorra all'uso della forza e si avvii un percorso nazionale di allentamento delle tensioni in un quadro di piena sovranità in linea con gli standard di rispetto dei diritti e di pluralismo fissati dalle Organizzazioni Internazionali di cui il Kazakistan è membro".

La fuffa più fuffa venduta con belle ma vuote parole!

Un esempio di callidiplomazia e diplomatese, un bel dire per non dire niente.

Del resto, che possiamo fare?

Intanto in Kazakistan, sceso in piazza contro il raddoppio del prezzo del gas, sono morte decide di persone. Per il il presidente Kassym-Jomart Tokayev sono soltanto ‘criminali’. E aggiunge: “Le operazioni di sicurezza continueranno fino alla distruzione totale dei militanti”, anche grazie all’intervento diretto delle nazioni dell’alleanza Csto, che raggruppa Russia, Kazakistan Armenia, Kirghizistan, Uzbekistan e Tagikistan.

Espressa la nostra preoccupazione, possiamo tornare ad occuparci di coronavirus; del resto non sappiamo neanche dove siano quelle nazioni lì.

Le nostre disattenzioni sul resto del mondo prima o poi le pagheremo.

 


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