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Politica locale e nazionale - 23 agosto 2011
Contro i tagli ai comuni

Fiorano aderisce alla manifestazione dell’Anci del 29 agosto

 

Il Comune di Fiorano Modenese parteciperà alla manifestazione organizzata dall’Anci il prossimo 29 agosto a Milano, in concomitanza con il dibattito sulla manovra in Senato.

“I sacrifici sono necessari – spiega il sindaco Claudio Pistoni – e anche stavolta non ci tiriamo indietro, ma i tagli debbono essere efficaci, inseriti in un piano strategico che guardi avanti e cerchi di impostare il risanamento dello stato e il rilancio dell’economia. Il debito in Italia è per il 95% statale e per il 2,66% dei Comuni, ma la scure si abbatte soprattutto gli enti locali, che già sopportano direttamente la crisi sostenendo le famiglie in difficoltà”.

Come confermano gli studi dell’Anci, i comuni italiani sono l’unica parte della pubblica amministrazione che in questi anni ha contribuito a ridurre il debito pubblico. Nonostante questo da anni subiscono tagli di miliardi di euro, ben superiori al loro peso nel comparto; eppure se lo Stato si fosse comportato come i comuni, non solo non ci sarebbe il debito pubblico, ma il bilancio sarebbe in attivo. Sul fronte delle autonomie locali il Governo purtroppo dimostra di non conoscere la situazione dell’Italia, di non avere idee e strategie, di sparare a casaccio nel mucchio. I cittadini devono sapere che lo stipendio di un dipendente comunale è la metà di quello di un dipendente ministeriale e ci sono in media un dirigente ogni 52 impiegati, mentre alla Presidenza del Consiglio sono 1 ogni 7 dipendenti. Si parla di abolire i piccoli comuni per ridurre i costi della politica, quando i consiglieri comunali, nelle piccole comunità, percepiscono 17 euro lorde a seduta, per poche sedute all’anno e gli assessori hanno una indennità massima di 130 euro lorde al mese. Il problema è invece di fare in modo che i piccoli comuni uniscano i servizi per ottimizzarli, ottenendo vantaggi economici, di efficacia, di accesso a innovazione e competenze. Io credo che la strada intrapresa dalla nostra unione dei comuni, che comprende anche la zona appenninica, sia una giusta risposta per evitare che la montagna si spopoli garantendo i servizi in un’ottica di bacino, salvando nel contempo l’autonomia di quei comuni”.

“Bisogna fare un vero federalismo: meno leggi e vincoli da Roma, più responsabilità degli amministratori di fronte ai cittadini per garantire bilanci sani, chiarezza di risorse e possibilità di programmazione. Roma pretenda bilanci in pareggio, ma lasci che ogni comune scelga come incassare e come spendere le risorse. Saranno i cittadini a giudicare l’operato di una amministrazione comunale. I danni che questa manovra provoca, senza avviare politiche di risanamento vero, rischiano di diventare tagli alla democrazia, come dichiara l’Anci, nascondendo dietro la cortina fumogena delle 54.000 poltrone eliminate, i tagli ai trasferimenti di tutti i Comuni, che si sommano a quelli di questi anni e di luglio, e che mettono a rischio l'erogazione di servizi essenziali e diritti fondamentali dei cittadini, come i servizi sociali, i servizi per l’accesso e la qualificazione scolastica, i servizi per gli anziani, i servizi per la prima infanzia. Bisogna dare certezze alla nazione, all’economia, agli investitori e bisogna dare certezze anche ai pubblici amministratori, perché dove ci sono insicurezza e mancanza di obiettivi, non ci possono essere investimenti e lavoro. Anche a Fiorano siamo nell’incertezza per il futuro e non sappiamo se potremo portare avanti i programmi che avevamo avviato per contrastare la crisi: sostegno alle famiglie in difficoltà, ai giovani, sostegno a progetti innovativi delle imprese, incentivi alla formazione”

 

Cs


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