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18 ottobre 2005
Cassino, 13 Agosto 2005
Il fattaccio è accaduto la notte fra il 12 ed il 13 agosto, eran quasi le due.
Lo avrete saputo di sicuro: un uomo di 46 anni, Natale Gioffré, ha perso la vita sull’A1 all’altezza di Cassino. L’”incidente”, causato da un “sasso” di kg. 41 caduto sulla corsia di sorpasso, ha provocato anche il ferimento assai grave di suo figlio, un ragazzo di 15 anni, e di altre quattro persone.
 
La notizia viene divulgata sabato 13 agosto dai vari TG:
-         « … questa notte sull’Autosole, all’altezza del ponte n° 439 al km. 666, del nei pressi di Cassino ….. Il questore di Frosinone ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Stiamo indagando circa la dinamica dell’incidente …. Se fosse confermata l’origine dolosa dell’incidente invito coloro che hanno lanciato il sasso a collaborare …. forse si è trattato di un atto di qualche ragazzo, andato oltre le reali intenzioni …. Rinnovo quindi l’invito a collaborare perché si possa far piena luce sul fatto”».
Renzo, sentita la notizia, ha un sobbalzo. Chi è Renzo? Già, non lo conoscete ancora Lorenzo o, come dicevan tutti, Renzo, è un soggetto un po’ ignorantello ed un po’ rozzo che, inoltre, ha il viziaccio di dire ciò che pensa. Dunque, Renzo ha un sobbalzo e s’inalbera:
-         Ma come se fosse confermata l’origine dolosa? Che cosa pensa questo ….., a un meteorite?
Pausa. L’ira cresce. E con essa il tono della voce.
-         Sotto ad un cavalcavia c’è un masso (non un sasso, un masso) di 41 kg, e questo ……. si rivolge a chi lo ha lanciato, invitandolo a raccontare come ha fatto, assolvendolo dalla volontarietà e gettando le basi della pre-ter-in-ten-zio-na-li-tà (scandisce le sillabe per sottolineare la difficoltà della parolona) . Questo …….. ritiene che qualcuno lanci un masso di 41 kg da un cavalcavia sull’autostrada così, per caso, ma senza l’intenzione di uccidere, solo per sentire il rumore che fa. Ma in che mani siamo?
Mentre Renzo tira il fiato, interviene Prissy, ovvero Prassede, la fedele consorte, notoriamente illuminata, intelligente e colta:
-         Dai Renzo, non te la prendere, in fondo che ha detto di male … E poi, se si trattasse veramente di ragazzi …
Ormai Renzo ha perso il controllo della voce:
-         Ragazzi un corno. Chi fa una cosa del genere è un delinquente e basta. Gente che ha il nulla nella testa, e che non fa nulla dalla mattina alla sera. Ci sono le cave di marmo a Carrara, dove lavora duramente della gente onesta: mandiamoci questi delinquenti ipodotati (si compiace sempre Renzo, quando trova questi termini) a lavorare una decina di ore al giorno per una ventina di anni. Vedrai che la voglia di lanciare massi dai cavalcavia passerà a loro e anche a quei dementi che sono come loro. Altro che controllare i ponti. Come se si potessero controllare le migliaia di ponti che ci sono. E poi basta uno straccio sull’obbiettivo o una sassata per mettere fuori uso una telecamera di notte. Ma si sa, ci sono soggetti politici che pur di far prendere aria ai denti devono dire la loro idiozia quotidiana. Strano che non abbiano tirato in ballo l’Iraq.
Sembrava si fosse calmato un po’, e Prissy ne approfitta per intervenire:
-         Senti, se sono stati dei ragazzi hanno sbagliato, ma sono ragazzi, sono cresciuti in un ambiente ostile, la società li ha defraudati dell’adolescenza (anche Prissy ama far sfoggio della sua cultura), non hanno potuto godersi le vacanze, fare crociere, viaggi … costretti a trascorrere il Ferragosto a casa; forse avevano subito vessazioni dai genitori o da qualcun altro, come si fa a sapere …? E poi perché te la prendi col questore, lo sai che ….
La parola “questore” ha rinnovato la rabbia di Renzo: con voce più calma, ma alquanto determinata prosegue:
-         Non me la devo prendere con questo funzionario dello Stato? Non ha parlato un appuntato, ha parlato un alto funzionario. Con voce suadente costui quasi prega i “ragazzi”, come li ha chiamati, di venire a dire come sono andate le cose, promettendo già a priori una semi-immunità, e non me la devo prendere?!
Ormai è un fiume in piena. È furibondo.
-         Va a finire che questi criminali raccontano una storia di infanzia infelice, di complessi di inferiorità, di difficoltà economiche e alla fine la colpa è dell’automobilista che andava troppo forte. Questo …….. oltre a tutto dà l’impressione di non sapere nemmeno come fare a svolgere le indagini:
Se non mi venite incontro, (Renzo fa la voce in falsetto), se non mi raccontate come avete fatto, come farò a scoprire i colpevoli?
Ecco in che mani siamo. Senza contare il carico di strozzo che aggiungeranno i magistrati: attenuanti generiche, sconti di pena, buona condotta ecc.. Così i “ragazzi”, colpevoli della “ragazzata”, usciranno fra una decina di mesi, se va male (per loro). Sennò anche prima. O addirittura saranno assolti.
Prissy è ammutolita, non riesce ad obiettare nulla per ora, e aspetta. Aspetta di essere illuminata dal suo quotidiano preferito o da un programma dove saranno invitate tante persone colte ed intelligenti, tanti professori: psicologi, sociologi, criminologi, sessuologi (che vanno sempre bene), tuttologi e un prete, che spiegheranno il perché ed il percome del fattaccio: poi, ancora una volta, Prissy riuscirà a far passare Renzo per quello che è: un uomo rozzo ed ignorante. Insomma un antiprogressista reazionario e retrivo.
In seguito, lo avrete saputo, le cose hanno preso, sembra, una piega diversa: il “sasso” di 41 kg. è diventato per giornali e TG un “masso”. I “ragazzi” sono diventati “giovani” e, in qualche caso, perfino “delinquenti”. La “ragazzata”, da omicidio colposo, è divenuta omicidio volontario e addirittura, sembra, tentata strage. Vedremo come andrà a finire. Grazie alle indagini ipertecnologiche, analizzando frammenti di materiale organico, si potrà probabilmente risalire, grazie al DNA, a chi ha compiuto il misfatto. Ma da lì a pensare che sconteranno una pena adeguata al delitto che hanno commesso, ce ne passa …
Ma questa è un’altra questione. Avremo modo di riparlarne.
L’unica cosa certa, per ora, è che un uomo di 46 anni, senza avere colpa alcuna, è stato proditoriamente assassinato con il seguente movente: “Non sapendo come fare ad ammazzare il tempo, alcuni giovani …..”.
Sia pace alla Sua anima.

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