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Politica locale e nazionale - 15 gennaio 2011
Una politica fuori tempo massimo.

Quello che sta succedendo alla Mirafiori è un chiaro spaccato di quello che è il prodotto auto. I lavoratori, con quella votazione, non fanno altro che prendersi una responsabilità che non è da attribuirgli; il destino della Fiat non può essere legato al “voto” della gente, le responsabilità sono certamente delle dirigenze e  della politica. Qui a Modena tante fabbriche hanno spostato i punti di produzione all’estero, e Carpi ne è stata la pioniera, la Politica ha dormito e ha creato l’humus per la fuga. L’Auto è arrivata ad un capolinea, le risorse di petrolio l’inquinamento e la crisi l’hanno resa un prodotto “da rivedere”. La decrescita sta diventando sempre più una necessita ma occorre una politica intelligente che la segua e l’accompagni;  i “consumi” storici, con stipendi che non trovano corrispondenza con la vera “inflazione”, non torneranno, come non si potrà sostenere l’appoggio a chi perde il lavoro per sempre. I Sindacati, i politici e le maestranze dovrebbero istituire dei veri tavoli di confronto per trovare soluzioni, possibili e plausibili, per riuscire a mantenere i servizi alla collettività ma nello stesso tempo riuscire ad affamare meno gente possibile.

Il voto degli operai della Mirafiori a mio avviso è una vera violenza psicologica perché con questo voto gli vogliono accollare le scelte sbagliate di altri e il sonno dei nostri politici (tutti), la “pista di Marzaglia” è un chiaro esempio di “pisolo” di un progetto appoggiato su un qualcosa di ormai obsoleto.


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