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Politica locale e nazionale - 08 settembre 2011
Soppressione delle province

Sabattini ai dipendenti “il paese avrà ancora bisogno del vostro lavoro”

 

In occasione dell’approvazione da parte del Consiglio dei ministri del disegno di legge costituzionale sulla soppressione delle Province, il presidente Emilio Sabattini ha inviato ai dipendenti della Provincia di Modena un messaggio, nel quale ricorda che «le Province non sono fatte di persone inutili o fannulloni, ma di risorse, competenze e professionalità che hanno prodotto risultati significativi per la crescita e lo sviluppo del Paese e che non devono essere umiliate, perché del loro lavoro c’è oggi e ci sarà ancora bisogno».

Di seguito il testo della lettera.

 

«Il provvedimento adottato oggi dal Consiglio dei Ministri mi sollecita a una riflessione sul ruolo delle Province che vorrei condividere con voi.

Siamo consapevoli, tutti, di essere di fronte a una crisi seria e drammatica. In gioco non c’è il futuro delle Province – sarebbe bello se tutti i problemi trovassero soluzione con un solo provvedimento - ma la tenuta stessa del nostro Paese, e la mancanza di una guida politica credibile sul piano interno e a livello internazionale certo non rende semplice affrontare questa difficile condizione.        

A tutti viene richiesto di cambiare: alla politica, alle istituzioni, ai cittadini. Dentro questa riflessione, ci sta il superamento delle Province, se questo costituisce una risposta in termini di miglioramento dell’efficienza del sistema-Paese, oltre a un contenimento della spesa pubblica.

Quello che non mi convince, tuttavia, è la mancanza di un disegno di riorganizzazione dell’intero Stato che ridefinisca ruoli, funzioni e competenze e renda la macchina pubblica più leggera, moderna ed efficiente.

Oggi il governo ha adottato un provvedimento di soppressione del livello territoriale di governo provinciale. Mi sarei aspettato – e continuo ad aspettarmi – che ogni settimana il governo adotti un provvedimento che intervenga su altri soggetti istituzionali: dalle Camere di Commercio ai consorzi di bonifica, dai parchi a quell’insieme di società che il sistema degli enti locali ha realizzato in questi anni per bypassare i vincoli rigidi del patto di stabilità e che, di fatto, concorrono ad aumentare la spesa pubblica. Penso anche alle strutture periferiche dello Stato, dalle Prefetture alla rete degli uffici decentrati o alla frammentazione dei vari corpi di polizia. 

L’abolizione delle Province dovrebbe semmai rappresentare un punto di avvio di questa fase, non la sua conclusione, perché se così fosse si sarebbe partorito un topolino e si sarebbe data unicamente una risposta demagogica e populista, legittimando agli occhi dell’opinione pubblica il concetto – a mio avviso sbagliato e scorretto – che del lavoro e delle funzioni svolti dalle Province si può tranquillamente fare a meno, quando sappiamo bene che così non è.

Le Province non sono fatte di persone inutili o fannulloni, ma di risorse, competenze e professionalità che hanno prodotto risultati significativi per la crescita e lo sviluppo del Paese e che non devono essere umiliate, perché del loro lavoro c’è oggi e ci sarà ancora bisogno.

Il disegno di legge costituzionale di fatto propone di trasformare le attuali Province in forme associative di Comuni. Io penso che, prima ancora di valutare se davvero con questa soluzione si ottengono effettivi risparmi in termini economici, sia necessario monitorare sul piano dei costi e dell’efficienza  i risultati prodotti finora dalle Unioni dei Comuni, e ritengo che  anche le Regioni debbano tornare alle loro funzioni originarie.

Ciascuno di noi è chiamato – superando le incertezze e le paure di questo momento - a continuare a dare il meglio di sé, al servizio del cittadino, perché il Paese ce lo chiede. 

Nella prossima riunione di Giunta, unitamente ai dirigenti, imposteremo l’attività che ci condurrà, con immutato impegno,  alla fine del nostro mandato».

Emilio Sabattini


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