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Politica estera - 18 giugno 2011
Lula, già presidente del Brasile, non verrà in Italia ne a Modena. Peccato!

In tanti avremmo avuto piacere di accoglierlo e dirgli cosa pensiamo di lui.

 

Una delle peggiori pagine della nostra Repubblica è stata senza dubbio la pagina del terrorismo degli anni ’70 che, con centinaia di attentati, ha coperto di Sangue innocente  il nostro Paese.

Il 2 agosto 1980, le BR, i NAR, Prima Linea e tante altre sigle si sono intersecate con la nostra Storia in maniera pesante e, purtroppo, strumentale; strumentale per chi a livello nazionale ed internazionale su questi delinquenti ha prosperato in una logica di “Opposti Estremismi” che ha ancora numerose pagine oscure.

Quello che non è oscuro è il ruolo giocato in quegli anni da una triste figura come il terrorista Cesare Battisti che ha vigliaccamente assassinato 4 persone e partecipato a numerosi attentati.

I Tribunali italiani hanno acclarato senza ombra di dubbio che se c’è un delinquente a cui l’ergastolo per omicidio calza a pennello è proprio Cesare Battisti rifugiato prima in Francia e poi in Brasile dove, dopo 4 anni di carcere preventivo, è stato graziato prima dall’allora Presidente Lula poi dal suo successore Dilma Russef, condannata a sua volta e a suo tempo per atti di terrorismo a tre anni di carcere.

Pochi giorni fa, la pregiudicata Russef ha confermato il giudizio del suo predecessore e, memore dei suoi trascorsi di terrorista, ha mandato in liberta’ il terrorista italiano forse confondendo la sua lotta contro la dittatura militare brasiliana al giudizio dei fin troppo garantisti Tribunali italiani.

Imparo che il viaggio in Italia e la presumibile visita a Modena di Lula sono stati rimandati a data da destinarsi per timore delle proteste che probabilmente questo amico di Battisti avrebbe potuto incontrare.

A questo proposito mi faccio carico di organizzare il migliore Comitato di accoglienza possibile per l’eventuale visita di Lula a Modena, avvenisse tra un mese o tra 10 anni; se oggi Battisti cerca di stemperare dicendo che “sono passati troppi anni e ormai tenermi in carcere è solo una vendetta” rispondo che per la vigliaccheria dei suoi atti non c’è prescrizione che tenga e, se è riuscito a sfuggire alla sua coscienza e al Tribunale degli uomini per Fortuna c’è un Tribunale Superiore che probabilmente non lo perdonerà.

Nel frattempo per piccoli uomini come Lula, l’Italia e Modena non saranno accoglienti.

 


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