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Politica locale e nazionale - 07 gennaio 2011
Stele ai nazifascisti: dure reazioni e condanne

La proposta leghista di erigere una stele in ricordo delle vittime nazi-fasciste ha provocato durissime reazioni di militanti del Pd

 

Questa la dichiarazione del capogruppo Pd in Consiglio comunale Paolo Trande.

 

«La proposta, di erigere una stele in ricordo delle vittime nazi-fasciste accanto alla stele che ricorda i sei milioni di ebrei sterminati dai nazisti, fatta dal gruppo consiliare della Lega Nord è semplicemente oltraggiosa e vergognosa. In nome della pacificazione viene proposto un accostamento culturale, storico e una vicinanza fisica di ricordi a dir poco rivoltante. Questa proposta della Lega è la conferma di quanto abbiamo sostenuto nei mesi passati: la Lega di Modena è nelle mani di dirigenti sempre più “neri e revisionisti”. Forse anche per questo hanno cacciato Manfredini a cui l'antifascismo non faceva difetto.

Le forze democratiche che fanno riferimento alla Costituzione Repubblicana e antifascista, che hanno dato la democrazia a questo paese con la Lotta di Liberazione non consentiranno mai e poi mai, se lo ficchino in testa, che Modena Medaglia d'Oro della Resistenza abbia una stele che ricorda nazi-fascisti e repubblichini e non permetterà l'abominio di accomunare le vittime, ovvero i morti inermi e incolpevoli e i liberatori italiani e stranieri, con chi si schierò dalla parte dei regimi autoritari che perpetrarono le leggi razziali, la persecuzione e lo sterminio. a pacificazione di questi revisionisti che non riescono neanche a dissimulare le loro pulsioni culturali di stampo autoritario a noi non interessa. Ai dirigenti leghisti modenesi gridiamo: vergogna,  vergogna e poi ancora vergogna. Non passerete».

 

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Questa la dichiarazione del capogruppo Pd in Consiglio provinciale Luca Gozzoli

 

«Proprio mentre a pochi chilomentri da Modena il Presidente della Repubblica ricorda il Tricolore, il Risorgimento, l'Italia repubblicana, lo Stato nazionale nato dalla Costituzione dobbiamo lavorare per insegnare la Storia ...e i fatti!! Repubblica e Costituzione nascono da libere elezioni che i consiglieri della Lega sembrano non conoscere, come sembrano preferire non ricordare che nell'aspro e sanguinoso confronto della seconda guerra mondiale e nella drammatica storia della Shoa degli ebrei ci furono vittime e carnefici: proporre una stele che ricordi i nazifascisti a fianco di quella vandalizzata che ricorda le vittime dei campi di concentramento è grave e offensivo e ci mostra la vera natura degli esponenti della Lega.

Stupisce che i leghisti di casa nostra si accorgano solo ora che la stele sia stata distrutta (non hanno di meglio per guadagnarsi un titolo?); preoccupa che gli esponenti in Consiglio provinciale della Lega abbraccino posizioni antisemite di estrema destra (spesso abbandonate dalla destra stessa) ma almeno cosi la Lega getta la maschera. Ci chiediamo se la posizioni di Corti, Zavatti, Degli Esposti e Biagi sia la posizione della Lega di Modena, lo chiediamo agli altri esponenti, dal segretario provinciale a

Manfredini.

Riflettiamo sulla gravità delle parole dei leghisti: a 3 settimane dal 27 gennaio confondere ancora vittima e carnefice attraverso la riproposizione delle più malconce posizioni revisioniste è più di un campanello dall'arme per la nostra città e per i democratici modenesi. Lavoreremo per costruire il fronte più ampio contro la proposta leghista rinnovando la volontà di devolvere il gettone di una seduta consigliare per restaurare la stele, quella dei Giusti».

 

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Il segretario regionale del Pd Stefano Bonaccini usa parole di dura condanna per commentare la proposta leghista di erigere a Modena una stele che ricordi le vittime nazifasciste della seconda guerra mondiale. Ecco la sua dichiarazione. 

«I leghisti che siedono in Consiglio provinciale a Modena si dovrebbero vergognare. Proporre di erigere una stele a ricordo dei nazifascisti morti durante la Resistenza è non solo una provocazione ma un’offesa alla coscienza civile di tutti i modenesi. Forse i leghisti padani non sanno, o fanno finta di non sapere, che un senso di appartenenza comune gli italiani lo hanno già trovato, alla fine della guerra, nella Repubblica e nella Costituzione; quindi non hanno bisogno di rappacificarsi con il regime fascista né con i torturatori nazisti, né con i loro complici italiani. I morti meritano rispetto, tutti allo stesso modo; non così le azioni di chi ha scelto di stare con gli oppressori. Mi appello a tutti i democratici – anche a quelli che militano a destra e nelle stesse file leghiste – affinché facciano sentire la loro voce contro questo tentativo di riscrivere la storia e confondere le ragioni dei giusti con i crimini degli assassini».


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