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Società - 28 aprile 2011
Inaugurazione della statua di Giovanni Paolo II

Domenica 1 maggio 2011 a Fiorano Modenese sarà festa grande; verrà infatti inaugurata la statua bronzea di Giovanni Paolo II , nel giorno a Roma della sua solenne beatificazione.

Alle ore 15, nella chiesa parrocchiale, si concludono le Quarantore con l’adorazione eucaristica fino alle ore 16, quando una processione partirà dalla chiesa parrocchiale per arrivare al Santuario, dove sarà impartita la solenne benedizione eucaristica dall’arcivescovo di Modena Mons. Antonio Lanfranchi.

Seguirà, alle ore 16.45, con la partecipazione del sindaco Claudio Pistoni e delle autorità civili, l’inaugurazione e la benedizione della statua del Beato Giovanni Paolo II, provvisoriamente posizionata nel giardino della Basilica, in attesa che si concludano i lavori di consolidamento e riqualificazione del Parco della Rimembranza, dove la statua troverà la sua definitiva sistemazione.

Seguiranno un lancio di palloncini dei bambini del catechismo e un rinfresco. Sono in funzione uno stand di Poste Italiane con francobolli commemorativi e annullo postale, una mostra di quadri e proiezioni di documentari sul Beato Giovanni Paolo II.

 

Fiorano è stato il primo comune d’Italia a dedicare una piazza al defunto papa, intitolandogli il piazzale della basilica della Beata Vergine del Castello, in ricordo della visita che il sommo pontefice aveva fatto il 4 giugno 1988 per incontrare i lavoratori e se, per questioni logistiche, fu scelta la pista della Ferrari, lo storico avvenimento si svolgeva idealmente all’ombra del santuario.  “Il luogo dove ci troviamo – disse Giovanni Paolo II - segnato fortemente dal lavoro e dall’ardimento umano, da fabbriche e campi, da capannoni e ciminiere, è vicinissimo al Santuario Diocesano della Madonna del Castello di Fiorano. Questa circostanza mi pare significativa. E’ in compagnia di Maria di Nazareth, la quale veglia dall’alto del Santuario, che vogliamo sostare insieme per riflettere brevemente sulla situazione economico-sociale dell’Emilia e per accogliere con cuore aperto la parola del Divino Lavoratore, e meditare sul suo esempio”.

In quell’occasione pronunciò parole che mantengono la loro attualità a tanti anni di distanza:

“La florida condizione economica della zona è ben nota. Essa è il risultato di risorse naturali, come la posizione e la qualità del territorio, unite alla vostra capacità di lavoro e al vostro spirito di iniziativa”.

Giovanni Paolo II chiese se “questa disponibilità di mezzi e di risorse sia usata in tutte le sue potenzialità e in modo corretto e giusto, cioè per finalità di promozione umana, o se non accada a volte, anche qui, che le tendenze speculative e l’ansia del massimo e più rapido profitto condizionino l’operato di tutte le parti interessate”. Affermò ancora che il diritto al lavoro e il dovere del lavoro si coniugano in modo inscindibile nella vita di tutti e rappresentano una strada obbligata per l’azione e lo sviluppo della società. Ricordò l’importanza della solidarietà umana, rendendo necessario un nuovo modo di operare perché se procurarsi un lavoro è un diritto-dovere, è altrettanto chiaro il dovere dei gruppi sociali e della società di fare quanto è in loro potere perché il lavoro non manchi a nessuno. Si rivolse alle associazioni del lavoro per affermare che non possono soltanto promuovere i legittimi interessi dei vari gruppi, ma devono orientarsi verso forme più responsabili di coinvolgimento in obiettivi di bene comune. “L’azienda deve tendere sempre meglio ad essere una comunità di persone in cui i diritti e i doveri personali si incontrano e coordinano in vista del bene dell’azienda e di quello più generale della società”. “Qualcuno tende ad affermare che nella vita economica sarebbero soltanto i conflitti di interessi privati a determinare il progresso e il bene di tutti - spiega il Papa - Ma non è vero. Secondo la dottrina sociale della Chiesa la forza più autentica di progresso è l’amore”. “Cercate nella preghiera, nel lavoro, nel Vangelo le risposte per portare la giustizia nel mondo!”.

A Fiorano, dove il numero di posti di lavoro è quasi quello dei suoi abitanti, dove massimamente sono presenti operai e artigiani, la devozione per Giovanni Paolo II si è subito imposta e se il comune immediatamente ha deciso di dedicagli la piazza del Santuario, la parrocchia ha prima realizzato una stele e ha quindi deciso poi di acquistare, attraverso una pubblica sottoscrizione, una scultura in bronzo del Maestro Poli di Verona, che sarà posizionata in fondo al piazzale, nel Parco della Rimembranza, che il Comune sta consolidando e riqualificando, dopo essere intervenuto con un riuscito restauro del piazzale.

 

CS

 


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