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Politica locale e nazionale - 28 giugno 2011
La casa dei sette nani

La evoluzione degli avvenimenti internazionali ha prodotto anche in Italia, ed a Modena in particolare, l’obbligo di cambiare il nostro stile di vita, in funzione della sopravvivenza della società modenese. La società civile modenese si è formata già all’inizio del secolo scorso, facendo propria la prima grande Rivoluzione dopo l’unità d’Italia : LA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE.

In poche province d’Italia la rivoluzione industriale si è diversificata, sviluppata e consolidata come nella Provincia di Modena.

Da allora cinque  generazioni hanno lasciato il segno del progresso economico, culturale e sociale in ogni angolo della provincia di Modena, fino ad arrivare alle eccellenze che Modena può mostrare in molte discipline del lavoro sia a livello nazionale che internazionale.

La premessa è voluta per sottolineare il paradosso politico modenese: Modena culla di eccellenze generate dalla operosità singola e collettiva, ma nano politico ed ininfluente, sia a livello cittadino che provinciale, incapace di recepire il messaggio del libertà proveniente proprio da quei paesi dove totalitarismo, comunismo e oligarchie militari hanno fallito e hanno fatto  fagotto.

Ora, non è questione solo che i rappresentanti locali dell’elettorato moderato, cattolico e liberale siano stati e siano tuttora davvero di modestissima levatura; non è davvero pensabile che il timore di perdere il posto di lavoro sia così opprimente, come nel ventennio fascista, ma ne consegue che :

 

1 –  la parte moderata dei modenesi è davvero talmente compromessa con la macchina di sinistra, da non poter più muovere un dito senza chiedere il permesso .

 

2 – la formazione culturale e professionale dei modenesi non si riconosce più nei valori morali e religiosi cristiani  (vuol dire in Gesù Cristo risorto) dei suoi padri  

     fondatori.

 

 3 – la identità di essere Geminiani (discendenti da S.Geminiano) non rappresenta più alcun motivo di orgoglio (maschile e femminile che sia) nei confronti dei fratelli 

      reggiani, bolognesi o ferraresi.

 

 C’è davvero da chiedersi su quali principi si baseranno le nostre future convinzioni e cosa avremo da offrire alle nuove generazioni, i nostri figli e nipoti, se non un futuro omologato alle culture, usi e costumi di altre civiltà con la conseguenza immediata di abitare entro pochi anni nella casa dei 7 nani.

Il presente non è un manifesto, come possono essercene tanti, ma un appello diretto ai modenesi che non si riconoscono più in questa gelatina di idee prestampate, estranee alle nostre tradizioni.

 

Circolo Libertà – Cognento

 


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