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Politica locale e nazionale - 29 settembre 2011
Il ciclone sulla cardiologia del Policlinico di Modena

Mi tormenta un dubbio sul ciclone cardiologia che sta investendo la sanità modenese: è in corso una manovra sotterranea da parte della politica modenese (di sinistra) per legittimare e ridurre il buco di bilancio dell’ospedale di Baggiovara con trasferimenti impulsivi e scoordinati di attività sanitarie dal Policlinico, cospargendo il terreno di illustri vittime sacrificali, oppure la politica modenese (di sinistra) è condizionata dalla potente lobby degli “amici del cuore” che richiedono la testa della prof.ssa Modena, avendo loro emanato la sentenza di destituzione “per gravi mancanze” e compiaciuto la decisione del dr. Cencetti definita “coerente”?

La prima ipotesi cede davanti all’intelligenza dei direttori generali che si spera siano in grado di sostenere operazioni ben più complesse senza ricorrere ad ambiguità e sacrifici umani. 

La seconda ipotesi mi convince maggiormente conoscendo le timorosità dei politici modenesi in grande difficoltà per l’insorgenza di tanti comitati civici che escono dal coro e, quindi, non se la sentono di perdere anche il sostegno fino ad ora garantito dei potenti “amici del cuore”. A questi ultimi riconosco di avere grandi meriti quando si limitano ad occupare lo spazio di loro pertinenza, non da quando hanno iniziato a comportarsi da giacobini invadendo campi e competenze altrui. Li ricordo accesi fautori della ricerca e della sperimentazione, con i connessi rischi, in ambito cardiologico.

In tutti i casi assistiamo alla recita del de profundis del Policlinico. Nessuno è al sicuro. 10 anni ci sono voluti per è portare a livelli di eccellenza la Clinica Cardiologica e soli 3 mesi per distruggerla. Constato però e anche con piacere il pur tardivo risveglio degli accademici che incominciano a capire la necessità di «prendere posizione e lavorare con profondo impegno per creare una nuova leadership, in grado di guidare la medicina accademica». Bene. Adesso è urgente che diano seguito a questa presa di coscienza assumendosi in prima persona la leadership che manca, non solo per il bene dell’Università e del Policlinico, ma per l’intera sanità modenese. Domani può essere tardi.

Del pasticcio del PAL ne parleremo la volta prossima.

 

Il consigliere comunale del PdL


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