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Cultura - 28 giugno 2011
Nell’Auditorium del Museo Diocesano di Brescia

Successo al Museo Diocesano di Brescia del direttore modenese Lucio Bergamini con Orchestra da Camera di Bologna.

Eseguite le stagioni di Vivaldi, solista Antonio Laganà, e la Simple Symphony di Benjamin Britten.

 

Nell’Auditorium del Museo Diocesano di Brescia, in una giornata di sole cocente, quando la città sembrava deserta e tutto faceva pensare ad un concerto senza pubblico, data anche la vicinanza del Lago di Garda, la grande partecipazione ha sorpreso tutti. Il musicista modenese, Lucio Bergamini, ha diretto le Stagioni di Vivaldi e la Simple Symphony di Benjamin Britten.  Direttore e solista (il violinista Antonio Laganà) sono stati acclamati da un pubblico entusiasta. La grande sala del Museo non è stata sufficiente a contenere i partecipanti e molti hanno seguito l’esecuzione dal porticato esterno. 

Il direttore modenese,  già collaboratore di Luciano Pavarotti e Mirella Freni, ha suscitato entusiasmo e ammirazione per la chiarezza del gesto e la scelta interpretativa. Si tratta di un direttore di grande talento, capace di portare l’orchestra in atmosfere di rara suggestione. La sua personalissima esecuzione delle Stagioni di Vivaldi ha fatto giustizia di una moda, ormai diffusa, che tende a “staccare” tempi sempre più veloci, e a trasformare le Stagioni in un’improbabile “Moto perpetuo”.  Bergamini, diplomato in pianoforte, e docente al Conservatorio G.B. Martini di Bologna,  alterna con successo l’attività di pianista a quella di direttore d’orchestra.

Il violinista Antonio Laganà ha dato al pubblico momenti di grande emozione: un suono intenso; un arco che nei cambi di arcata sembra interminabile, unito a un vibrato controllato ed emotivo, lo inseriscono a pieno titolo tra i giovani migliori del nostro concertismo.

La seconda parte del programma è stata riservata a Benjamin Britten con l’esecuzione della Simple Symphony,  4 movimenti che hanno confermato la straordinarietà del compositore inglese. Si può essere contemporanei e mantenere un solido legame con la tradizione musicale dei grandi compositori del XIX secolo.

Al Museo Diocesano di Brescia è ormai tradizione consolidata la programmazione di una stagione musicale che si svolge il mese di giugno nel Chiostro. Una stagione che per la qualità degli esecutori, rappresenta un momento alto di programmazione culturale. La crisi economica richiede scelte decise, capaci di premiare la professionalità e l’impegno di tanti giovani che chiedono, con non meno diritto degli artigiani e dei lavoratori di tutte le categorie, di poter continuare a svolgere la loro professione costata anni di studi e sacrifici. Non producono beni di consumo: producono cultura, valori spirituali e uomini migliori. Ai rappresentanti delle Istituzioni spetta il compito di sostenerli, di difenderne il lavoro, non solo con le parole dei momenti celebrativi, ma con scelte coerenti e quotidiane. Ricordo che l’arte è stata capace di vittoria dove la politica ha purtroppo fallito. Forse non tutti sanno che il grande musicista Daniel Barenboim dirige da anni un’orchestra formata da israeliani e palestinesi. Li ha messi insieme in un territorio dominato dalla distruzione e a volte dall’odio. Questo può la musica. Questo può la cultura. Non lo dimentichino gli amministratori, non lo dimentichino gli educatori.

 


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