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06 dicembre 2005
Il colpo della strega …

Premurosa, Prissy porta il caffé ed il giornale a Renzo che se ne sta sul divano, afflitto dal “colpo della strega”. In tali frangenti diviene più scorbutico e più vulnerabile: Prissy lo sa e talvolta ne approfitta. Sono passate da un poco le undici del mattino e ne approfitta per sintonizzare il televisore su raitre: si discute di un tema di attualità: la sperimentazione e l’impiego della pillola ru 486.

Prissy sa bene come la pensa Renzo, tuttavia lo costringe ad assistere al programma per distrarlo dal dolore che lo affligge e per aiutarlo a trascorrere il tempo.

Renzo, proprio il giorno precedente, si era imbattuto in un articolo sul Corriere, che parlava dell’impiego della pillola ru 486 in Toscana. L’articolista, Marco Gasperetti, esordiva sottolineando che “Tre aborti sono già avvenuti, altri sette sono in corso. Per la prima volta in Italia la pillola Ru-486 è stata utilizzata senza alcuna sperimentazione in un ospedale. È accaduto in Toscana …”. [1] L’articolo non lo aveva entusiasmato, sia per il malcelato trionfalismo che traspariva dallo scritto, sia per la nauseabonda, agghiacciante indifferenza con cui erano trattati gli albori della vita dell’essere umano. A questo linguaggio cinico e perfido, utilizzato in larga scala per decantare questa esaltante conquista del progresso e della civiltà, Renzo non si era mai abituato.

Nel frattempo la trasmissione è iniziata e Prissy gli si siede accanto, simulando affettuosa attenzione alla sua lombosciatalgia.

Dopo le rituali presentazioni degli ospiti, due preclari Professori [2] dell’ospedale Sant’Anna di Torino nonché il Vicepresidente della società italiana di ginecologia [3] , si entra nella fase didascalica: vengono prima spiegate a grandi linee le peculiarità della “pillola del giorno dopo”, successivamente si parlerà della ru 486. La lodevole preoccupazione del Conduttore [4] è di “fare chiarezza e di essere utile alla comunità”. Inizia ad esporre la Dottoressa:

-          Non si conosce esattamente il meccanismo con cui agisce la pillola del giorno dopo…. In molti, anche in campo medico, ritengono che si tratti di una pillola abortiva. Io non lo penso.….. Così come la pillola contraccettiva blocca l’ovulazione – spiega la Dottoressa –, anche la pillola del giorno dopo agisce sul blocco o sulla posticipazione dell’evento ovulatorio. E quindi impedisce il contatto fra gli spermatozoi e l’uovo. Ma solo per quel ciclo.

-          Tutto chiaro fino qui? – chiede il Conduttor garbato.

-          Chiarissimo. – Si risponde da solo.

Egli si rivolge ora all’illustre Clinico:

-          Professore, controindicazioni alla pillola del giorno dopo?

-          Mentre per la pillola anticoncezionale che si assume tutti i giorni, esiste una serie di controindicazioni che i medici conoscono benissimo, per la pillola del giorno dopo, che si assume saltuariamente, praticamente non vi è nessuna controindicazione, salvo il fatto che non sia in corso una gravidanza – sottolinea il Luminare, citando l’OMS, ma senza specificare che cosa accadrebbe se ciò avvenisse.

Interviene la Dottoressa ginendocrinologa:

-          Purché assunta una tantum. Assumendola con continuità, con uso prolungato ci sono sicure controindicazioni perché si rischia di squilibrare il ciclo mestruale della donna, la quale poi finisce per non capire più nulla delle sue mestruazioni. È da usare una sola volta – ribadisce la Dottoressa - serve per agganciare la paziente a un medico che possa raccomandare altri metodi più efficaci.

Renzo, quando sente parlare di “metodi più efficaci” per sopprimere quella che, ignorante ed ingenuo com’è, ritiene essere una vita umana, ha un moto di esecrazione. Tuttavia evita di commentare.

Il Conduttor cortese e compassato, si accerta ancora che gli astanti abbiano capito:

-          Tutto chiaro?

-          Tutto chiaro. – si risponde cortesemente da solo.

Renzo, inquieto, tenta un assestamento sul divano, ma la fitta lombosciatalgica lo fa guaìre.

Nel mentre il Conduttor garbato riprende le redini del discorso:

-          Vogliamo parlare dell’altra pillola? Quella che si prende tutti i giorni? Come si chiama? La pillola Pinkus? [5]

-          Sì, l’ha inventata lui - conferma la Dottoressa.

-          Avrà fatto un sacco di soldi – si lascia sfuggire a mezza voce il compassato Conduttore - Nasce negli anni ’60, accompagna in Europa la rivoluzione femminista degli anni ’70: un segno della liberazione. Come liberarsi del reggiseno insomma. Era uno dei segni della liberazione. Quella fa male? Adesso che ci sono decenni di sperimentazione? – chiede rivolgendosi alla Dottoressa.

Ella, con studiata pacatezza, ammette:

-          Eeeehhh, recenti evidenze collegano anche l’uso per moltissimo tempo della pillola ad un aumento di rischio di sterilità successiva, …. eeeehhhhhh per quanto riguarda il cancro al seno anche su questo ci sono dei …

Premuroso e simulando ansia il Conduttor garbato chiede:

-          C’è qualche ombra ?…

-          Sono sicuramente dei dosaggi. … Più alti … - risponde colei sorridendo ed ostentando sicurezza.

L’altro Luminare interviene in soccorso, tranquillizzante:

-          Con gli attuali dosaggi delle pillole fanno pensare (sic) che questi rischi di aumento del cancro al seno siano praticamente trascurabili.

-          Teniamo conto – interviene la Dottoressa - che quello che vediamo oggi è l’effetto dei dosaggi molto più elevati che si usavano a quei tempi.

Per sdrammatizzare il Conduttor garbato viene in appoggio con una similitudine:

-          Anche nei sonniferi, le benzodiazepine [6] , c’erano dosaggi da manicomio, e adesso si danno dei dosaggi …

Renzo frattanto, gemendo, si è raddrizzato un poco sul divano e legge nello sguardo di Prissy un certo disappunto, ma fa finta di nulla.

Nel frattempo si attiva dallo studio televisivo un collegamento con la Presidente della regione Piemonte e Prissy ne approfitta per preparare un caffé da porgere a Renzo. Poiché l’argomento è di una certa pesantezza, andiamoci a sorbire un caffé anche noi e diamoci appuntamento fra una settimana.

Ugolino


Pillola per abortire 10 casi in Toscana

Pontedera, via libera con l'appoggio della Regione. Storace: faremo verifiche

PONTEDERA (Pisa) — Tre aborti sono già avvenuti , altri sette sono in corso. Per la prima volta in Italia la pillola Ru-486 è stata utilizzata senza alcuna sperimentazione in un ospedale. È accaduto in Toscana, nel reparto di ginecologia dell'ospedale Lotti di Pontedera, dove il primario, Massimo Srebot, 52 anni, aveva chiesto da tempo di poter utilizzare la pillola abortiva. «Come ha certificato l'Oms, è il miglior metodo per interrompere una gravidanza — spiega il medico — già sperimentato a livello europeo e dunque legale». Gli interventi sono riusciti perfettamente. Le donne, tutte italiane, che hanno deciso di abortire con la Ru 486, non hanno superato la quinta settimana di gravidanza e non la dodicesima, come prevede la legge 194. Un limite che i medici considerano indispensabile per intervenire farmacologicamente senza pericoli per la paziente.

I farmaci sono arrivati dalla Francia lunedì . O meglio, da Parigi è stata ordinata solo una delle due pillole, quella contenente mifepristone, uno steroide non disponibile in Italia. «Dopo due giorni la paziente deve prendere un'altra pillola — spiega il medico — a base di citotek, normalmente usata nella cura dell'ulcera e reperibile anche nel nostro Paese. L'aborto avviene dopo poche ore, senza intervento chirurgico. Le pazienti non hanno avuto alcun problema e per la loro salute l'aborto farmacologico è stato migliore di qualsiasi altro tipo di interruzione di gravidanza».

La notizia ha suscitato polemiche anche se da tempo la giunta regionale toscana ha dato l'ok all'uso della Ru 486 negli ospedali e parere favorevole alle Asl per l'acquisto all'estero dei farmaci, una procedura prevista dalla legge. Ieri il consigliere regionale dell'Udc, Marco Carraresi, ha chiesto le dimissioni dell'assessore regionale Enrico Rossi Ds): «Martedì il consiglio ha approvato una mozione pro-pillola e discusso il problema, ma Rossi non ha informato l'assemblea. Se lui non sapeva, allora deve dimettersi il direttore dell'Asl coinvolta». Immediata la replica di Rossi: «Non sapevo che a Pontedera la pillola fosse già utilizzata, ma il direttore dell'Asl ha agito correttamente, anche perché la Regione si è sempre espressa favorevolmente all'impiego della Ru 486. Lunedì faremo una riunione, già programmata, per accertare che tutto sia avvenuto nel rispetto della 194». Rossi polemizza anche con il governo: «Sperimentazioni come quelle di Torino non servono perché l'Europa da anni considera la pillola sicura. La vera anomalia è non commercializzarla in Italia. Il farmaco tutela salute e dignità delle donne».

Marco Gasperetti

Corsera 12 novembre 2005-11-12

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/11_Novembre/12/pillola_aborto.html

 


La pillola che uccide di Mario Palmaro 

Inventata negli anni Cinquanta da Gregory Pinkus, è diventata il contraccettivo usato da milioni di donne in tutto il mondo. Che però non sanno tutta la verità: la pillola provoca una serie impressionante di aborti precoci, che nessuna statistica ufficiale potrà mai descrivere con precisione.  

È il contraccettivo più conosciuto. Ha l’aspetto di una normalissima pastiglia ed è considerato lo strumento più semplice e sicuro per evitare di avere figli. Da quando, nel 1955, Gregory Pinkus l’ha messa a disposizione delle donne di tutto il mondo, la pillola e diventata il simbolo della liberazione sessuale, dell’emancipazione femminile, della possibilità di avere rapporti senza preoccuparsi delle conseguenze. La Chiesa cattolica non si è lasciata impressionare dal successo commerciale di questo ritrovato della scienza moderna, e nel 1968 ha solennemente riaffermato — nella enciclica di Paolo VI Humanae vitae — il suo “no” senza se e senza ma all’uso del contraccettivi, pillola compresa. Ciò non ha impedito a molti cattolici di assumere un atteggiamento assai diverso nei confronti della pillola: non é raro ascoltare amici o conoscenti che sull’argomento prendono le distanze dal Magistero, magari sostenendo che è sempre meglio usare la pillola piuttosto che abortire. Ed è qui che — sia detto senza offesa per nessuno — casca l’asino. Perché dietro all’apparenza di un’innocua pastiglia che sembra fare male, tutt’al più, all’anima di chi la usa, la pillola nasconde un volto sconosciuto ma micidiale. 

Occhio non vede, cuore non duole?  

Non tutti sanno che la pillola, Ia regina dei contraccettivi, ha tra le sue conseguenze anche un effetto abortivo. Per molte persone, soprattutto per le donne che da anni ne fanno uso, questa notizia è del tutto inaspettata e sconvolgente. È anche per questa ragione che tra gli addetti ai lavori - e perfino da parte di certi movimenti per la vita, e di alcuni confessori, moralisti, teologi, educatori in genere — questa verità scomoda sulla pillola viene taciuta, giustificandosi con argomentazioni suggestive ma profondamente sbagliate: per non turbare la psiche dei fedeli; per evitare un duro scontro su un terreno cosi impopolare; per non mettere sullo stesso piano la contraccezione e l’aborto. Il Timone ritiene invece che la verità vada sempre affermata, senza omissioni, soprattutto quando è così ricca di implicazioni morali ed umane. Non sarà inutile ricordare che, per essere responsabili di un atto oggettivamente grave — come ad esempio un aborto - occorrono sempre la piena avvertenza e il deliberato consenso; cioè, è necessario sapere che l’azione che si sta compiendo provoca un determinato effetto. Dunque, fermo restando che l’uso della contraccezione costituisce sempre un grave disordine morale, non si può desumere automaticamente che chi ha fatto uso della pillola sia “colpevole” di un aborto procurato. Ma è necessario avvertire l’opinione pubblica, con la massima chiarezza possibile, che la pillola contraccettiva ha certamente fra i suoi effetti quello di provocare Ia morte di un essere umano concepito nelle primissime fasi del suo sviluppo. 

Contraccezione o aborto?  

La pillola appartiene alla categoria dei cosiddetti “contraccettivi ormonali”, che sono definiti tali in maniera impropria poiché essi esercitano oggettivamente un’attività abortiva. Un vero contraccettivo, infatti, si caratterizza per il fatto che agisce impedendo il concepimento, e per il fatto che nello stesso tempo — nel caso in cui lo strumento fallisca il suo scopo — esso non provoca alcun danno al nuovo essere umano. Appartengono a questa categoria, ad esempio, il diaframma, il preservativo maschile a femminile, gli spermicidi; tutti mezzi moralmente inaccettabili, ma che non possono essere in alcun modo considerati degli abortivi. 

Vi sono invece una serie di prodotti di largo uso, normalmente conosciuti come contraccettivi dall’opinione pubblica, che devono essere più correttamente definiti criptoabortivi, cioè veri e propri strumenti che inducono aborti nascosti, dei quali né a donna né la società in genere avrà mai modo di accorgersi. Tra questi sono spesso citati, ad esempio, la pillola del giorno dopo, la spirale o IUD, e la Ru 486. Ma in genere si tace la verità più imbarazzante, e cioè che anche la cosiddetta pillola — a base di estrogeni e progestinici — e la minipillola (un ritrovato a dosaggio più basso) provocano degli aborti. 

Come avviene tutto questo? Quando una donna assume la pillola, e ha dei rapporti, possono accadere due cose. Nella maggior parte del casi, la pillola impedisce l’ovulazione e inibisce la capacità spermatica, “funzionando” come un vero e proprio contraccettivo. Il concepimento non può verificarsi. Ma la pillola di uso comune ha sempre sul corpo della donna anche un altro effetto: provoca alterazioni dell’endometrio e del corpo iuteo, rendendo impossibile l’impianto e lo sviluppo dell’embrione. Detto in termini più semplici: non sempre la pillola impedisce il concepimento, ma crea sempre condizioni inospitali nel corpo della donna, determinando talvolta la morte per aborto del figlio appena generato. Queste verità erano note già negli anni ‘50, durante le prime sperimentazioni della pillola. E la faccenda è talmente concreta che è possibile anche quantificare — ovviamente in termini statistici — il numero di aborti che possono verificarsi durante l’uso di questo cosiddetto contraccettivo: una donna che usa la pillola estroprogestinica per un periodo complessivo di 15 anni, deve aspettarsi di distruggere almeno 1,5 embrioni, cioè 1 ogni 10 anni di uso. A un osservatore superficiale, sembrano numeri risibili; ma se per un momento si prova a moltiplicare questo dato di partenza, assolutamente certo e anzi prudenziale, per il numero di donne che fanno uso della pillola in Italia, si scopre un risultato impressionante: nel 1994, ad esempio, i criptoaborti da uso della pillola si aggirano intorno ai 65.000. Ma il bilancio potrebbe essere, secondo altri studi più attendibili (Ehmann) addirittura molto più pesante, aggirandosi intorno ai 557.000 aborti per uso della pillola. Va anche ricordato che la abortività è più elevata a seguito della assunzione irregolare o della sospensione della pillola. Tutto ciò che abbiamo appena scritto è ancora più vero per la cosiddetta minipillola, così chiamata perché a basso dosaggio di progestinico: in una donna che la usa da 15 anni, essa provoca 3,2 aborti, cioè 1 aborto ogni 5 anni d’uso. 

Il giudizio morale  

Fermo restando quanto dicevamo a proposito della responsabilità morale di chi ancora non sa tutta la verità sulla pillola, va detto con altrettanta chiarezza che, una volta informata, la donna non può più ignorare la gravita morale (e giuridica nel senso più autentico del termine) dell’uso di un prodotto che provoca la morte di un essere umano gia concepito. Il fatto che questo prodotto sia assunto soggettivamente con intenzioni contraccettive non è sufficiente a rimuovere la rilevanza del suo effetto abortivo. Resta per altro vero e incontestabile che l’insegnamento delta Chiesa, da sempre e a prescindere dal potenziale omicida che è insito nella pillola, insegna con ricchezza di motivazioni umane e soprannaturali a vivere l’amore senza ricorrere alla strada umiliante e falsa della contraccezione. Scoprire con orrore l’effetto abortivo della pillola potrebbe essere per molti l’occasione per scoprire la bellezza e l’umanità di questo impegnativo insegnamento. 

Bibliografia  

Mafia Luisa Di Pietro, Roberta Minacorl, Sull’abortività della pillola estroprogestinica e di altri “contraccettivi”, Medicina e Morale, n.5, 1996. Angelo Francesco Filardo, La fecondità umana, Centro Amore e Vita — Foligno. Centro dl Bioetica dell’Università cattolica, Sulla cosiddetta contraccezione d’emergenza, documento n.3 del 1997, Roma. Olimpia Tarzia, L’aborto nascosto, Si alla vita, 1998/9. Elio Sgreccia, Manuale di Bioetica, Vita e Pensiero 1988. Marthi Rhonehimer, Etica della procreazione, Mursia 2000. 

© il Timone n. 35, Luglio 2004.

http://www.kattoliko.it/leggendanera/bioetica/pillola.htm


[2] Prof. Mario Campogrande Direttore Ginecologia e Ostetricia dell’Ospedale Sant’Anna di Torino. Dott.ssa Clementina Peris responsabile Ginecologia ed Endocrinologia dell’Ospedale Sant’Anna di Torino.

[3] Prof. Nicola Natale.

[4] Corrado Augias

[5] Da quando, nel 1955, Gregory Pinkus l’ha messa a disposizione delle donne di tutto il mondo, la pillola e diventata il simbolo della liberazione sessuale, dell’emancipazione femminile, della possibilità di avere rapporti senza preoccuparsi delle conseguenze.

http://www.kattoliko.it/leggendanera/bioetica/pillola.htm

[6] Le benzodiazepine sono una classe di sostanze psicoattive introdotte nel 1960 per il trattamento dell’ansia e dei disturbi del sonno


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