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Sport - 01 novembre 2005
Modena Calcio - settore giovanile - la tassa sui sogni

I giovani talenti del settore giovanile di Modena, per vestire la casacca gialloblù, devono pagare. Quattrocento euro all’anno è la somma che il Modena chiede ai genitori dei ragazzini tesserati dalla società di Amadei in base alle segnalazioni degli occhiuti osservatori che battono i campetti di provincia.

Altrove le cose girano in senso opposto: le società professionistiche si accollano tutte le spese per tenersi stretto il ragazzino dai piedi buoni; qui da noi, invece, se hai talento, devi pagare.

Alle famiglie delle giovani speranze gialloblù la richiesta dei quattrocento euro è stata presentata come contributo per i costi di trasporto; nulla più di un funambolismo lessicale: visto che ogni squadra è composta da una ventina di ragazzini, gli ottomila euro incassati consentirebbero di fare il giro del mondo dieci volte.

Chiamiamolo con il suo vero nome questo esborso richiesto dal Modena: è una tassa sui sogni; sui sogni dei ragazzi e sui sogni dei loro genitori. Se la Juve mi chiedesse – per tesserare mio figlio – mille euro, correrei a pagarne millecinquecento.

Forse il presidente Amadei non è informato – la sua figura sembra lontana da questa operazione di bassa cucina – su come viene gestito il settore giovanile del Modena. Per rendersene conto cominci con il chiedere perché, Chicco Zanasi, straordinario educatore e tecnico eccezionale, sino a poco tempo addietro allenatore della squadra degli allievi, è stato cacciato da chi comanda al settore giovanile dal Suo, presidente, ma anche nostro, Modena.

 


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