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Politica locale e nazionale - 03 maggio 2011
Piscina al parco Ferrari, lungo dibattito in consiglio comunale

L’opposizione fa appello agli istituti di partecipazione pubblica, ma la maggioranza ricorda che essi non devono sostituire ruolo e responsabilità dell’Aula

 

L'interrogazione e l'interpellanza di Adolfo Morandi (Pdl) sull'impianto natatorio al parco Ferrari hanno dato vita a un lungo dibattito in Consiglio comunale.

Per la Lega nord, Nicola Rossi ha parlato di "debolezza complessiva di tutto l'impianto". Il consigliere ha sottolineato che "le piscine hanno normalmente una gestione in perdita o che quantomeno necessitano di aiuti da parte dell'Amministrazione; non mi sembra una necessità in un momento in cui il Comune è in difficoltà".

Sergio Celloni, Mpa, ha richiamato il dibattito che accompagnò la costituzione della Marina di Rimini: "Oggi si può constatare che le è cresciuto un mondo intorno, con turismo, occupazione e infrastrutture. Io sono d'accordo sulla realizzazione della piscina, perché ritengo che quella zona sia importante e un impianto di quel genere potrebbe far crescere e aprire la città".

Per Vittorio Ballestrazzi, Modenacinquestelle.it, "il Consiglio deve fare un passo indietro perché sono stati innescati dei passaggi di partecipazione dei cittadini: prima l'istruttoria pubblica e poi la consultazione popolare. I modenesi devono avere pieno utilizzo di questi strumenti. Questo significa democrazia partecipata".

Per il Pdl, Sandro Bellei ha ripreso Marino a proposito della citazione di un testo di Califano: "L'assessore non può permettersi di dire che ‘tutto il resto è noia'. I dibattiti in quest'Aula non sono noia, è offensivo per il tempo che tutti noi dedichiamo alla vita pubblica. E' un infelice accostamento, vorrei che lo ritirasse".

Andrea Galli ha chiesto perché la piscina debba essere realizzata al parco Ferrari: "In qualunque Comune assennato l'esistenza di un parco viene valorizzata, non affiancata da strutture devastanti o estremamente impattanti come quella progettata a Modena, con parcheggi e servizi di supporto che copriranno di asfalto una superficie molto ampia".

Per Michele Barcaiuolo "sentir dire da un esponente del Pd che il coinvolgimento diretto dei cittadini va mediato perché è il Consiglio che deve prendere decisioni, quando si spendono risorse per il bilancio partecipativo, dimostra che c'è un po' di confusione all'interno della maggioranza. Non ci si può nascondere solo dietro alla questione del project financing - ha aggiunto il consigliere - il ruolo dell'Amministrazione è guidare i progetti".

Andrea Leoni ha parlato di "impantanamento" da parte della Giunta Pighi. "Ci sono assessori che sostengono il polo natatorio, altri no e il sindaco rimane in silenzio", ha affermato. "Una città che non è in grado di decidere su una piscina ha poco futuro".

Eugenia Rossi, Idv, ha proposto di pensare a un "allargamento del parco con ristrutturazione anche nell'area dell'Ottavo campale. La piscina non è l'unica soluzione per la riqualificazione della zona, anche perché i dati di afflusso agli impianti natatori sono in calo e smentiscono l'Amministrazione. Temo sia un alibi; cosa viene costruito intorno?", ha chiesto infine.

Per il Pd, Michele Andreana ha sottolineato che "quello in programma non è un impianto natatorio di tipo sportivo, ma ludico, in grado di dare risposta ai cittadini che ora sono costretti a recarsi fuori città. Le abitudini della gente sono cambiate e le trasferte del fine settimana al mare dimostrano le nuove esigenze dei modenesi".

Fabio Rossi ha osservato: "Che il Consiglio si impantani perché non è in grado di sciogliere riserve o prendere decisioni è svilente. Proposte concrete finora stanno arrivando solo fuori dall'Aula; non vorrei si prendesse l'istruttoria pubblica per demandare ai cittadini la contrarietà al progetto, perché tutti i consiglieri hanno un mandato per scegliere e decidere".

Luigi Alberto Pini si è chiesto il motivo della discussione, visto che è stata decisa all'unanimità l'istruttoria pubblica. "L'assessore ha dato risposte precise - ha aggiunto - e l'opposizione dovrebbe dissentire facendo proposte altrettanto precise e rimanendo sui fatti e nella realtà".

Il capogruppo Paolo Trande ha affermato che "è triste l'opposizione che per fare politica ha bisogno di presunte divisioni della maggioranza. Ho avuto spesso la sensazione che in questi mesi stessimo discutendo di una questione non strategica e prioritaria per la città, ma l'opposizione ha fatto della piscina al parco Ferrari la madre di tutte le battaglie per qualche incertezza emersa nelle file della maggioranza".

Nel dibattito è intervenuto anche il sindaco Giorgio Pighi, che ha sottolineato come l'istruttoria pubblica sia idonea per questioni come il polo natatorio al parco Ferrari. "Sono favorevole agli istituti di partecipazione - ha detto - ma non devono diventare veicoli per portare istanze diverse, o supporto a consenso o dissenso; devono invece portare contributi al confronto".

 

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Piscina al Parco Ferrari:

L’assessore Marino ha risposto in Consiglio comunale alle istanze di Morandi (Pdl)

 

"Le opere al parco Ferrari non sono destinate solo agli abitanti della zona, ma all'intera collettività. La definizione ‘Servizi di quartiere', contenuta nel contratto di acquisizione del parco, si riferiva al Piano regolatore dell'epoca; oggi è stata sostituita con ‘Attrezzature e spazi collettivi', cioè servizi di interesse pubblico, comprendenti anche la destinazione a impianti sportivi".

E' la risposta dell'assessore allo Sport del Comune di Modena Antonino Marino all'interrogazione e all'interpellanza presentate dal capogruppo del Pdl Adolfo Morandi in Consiglio comunale nella seduta di ieri, lunedì 2 maggio, sul progetto del polo natatorio al parco Ferrari.

In particolare, il consigliere ha chiesto come l'Amministrazione pensi sia conciliabile la proposta di una piscina di 12 mila metri quadrati, affiancata da strutture dedicate ad attività commerciali, con la condizione vincolante di destinazione a "Verde pubblico - Servizi di quartiere" per almeno 50 anni, sottoscritta dal Comune nel contratto per l'acquisizione dell'area del parco Ferrari con la società Consap, preposta al Ministero della Difesa.

Il consigliere ha invitato sindaco e Giunta a "fare autocritica rivedendo le decisioni prese", a tenere in maggiore considerazione "tutte le critiche e gli interventi contro tale progetto, anche da esponenti autorevoli del Pd", a far decidere ai cittadini, tramite l'istruttoria pubblica, se costruire tale struttura, dove e con quali caratteristiche e modalità. Morandi ha inoltre sollecitato a "valutare anche altre aree", ad esempio nella parte sud della città, "completamente sprovvista di tali servizi; equilibrando le esigenze dei cittadini più vicini alle strutture ed evitando che si debbano spostare all'interno della città con aumento dei costi, del traffico e dell'inquinamento". Il capogruppo del Pdl ha fatto riferimento al costo di 15 milioni 500 mila euro, "emerso alla presentazione del Piano direttorio per la ‘sistemazione' del parco Ferrari e la costruzione del polo natatorio, di cui 5 milioni 500 mila euro a carico del Comune e 10 a carico di un privato, attraverso il project financing". Ha infine chiesto quali tempi di realizzazione sono ipotizzabili, per quanti anni si pensa di concedere il diritto di superficie, se ci sono "imprese che hanno già espresso una valutazione e l'interesse alla realizzazione" e, in questo caso, se esiste un piano finanziario su cui calcolare il tempo di ritorno dell'investimento e la sua remunerazione e quali entrate sono previste per il realizzatore-gestore".

L'assessore ha spiegato che "la Legge regionale definisce le ‘Attrezzature e spazi collettivi' come il complesso degli impianti e delle opere e spazi attrezzati pubblici, destinati a servizi di interesse collettivo, necessari per favorire il migliore sviluppo della comunità e per elevare la qualità della vita individuale e pubblica". Ma anche per "Servizi di quartiere", in base al Piano regolatore, "si faceva riferimento non solo a parchi e giardini pubblici, ma anche a destinazioni edilizie appartenenti a specifiche categorie catastali e a destinazioni funzionali di una certa rilevanza pubblica, come uffici, scuole, teatri e cinema, oltre che parcheggi, parchi e giardini pubblici, impianti sportivi a raso e per balneazione".

Marino ha chiarito di aver "sempre cercato la massima partecipazione dei cittadini al progetto, come dimostrano le diverse presentazioni pubbliche e l'ammissione dell'istruttoria, delle cui conclusioni il Consiglio comunale prenderà atto". L'assessore ha inoltre spiegato che "l'idea di una piscina al parco Ferrari vuole sopperire alla mancanza in città di un impianto dedicato al ‘loisir' e far sì che i cittadini non si debbano spostare in piscine di altri Comuni o province. Il Parco Ferrari è una delle zone meglio servite dai mezzi pubblici e dalle ciclabili - ha proseguito - e le quattro Circoscrizioni cittadine hanno una distribuzione degli impianti sportivi abbastanza equilibrato, anzi la zona di Modena sud è quella dotata di maggiori spazi". L'assessore ha spiegato che i tempi per la realizzazione del Piano direttore "si possono ipotizzare nell'arco di un medio periodo, ma la piazza verde e la piscina dovrebbero essere realizzate nei primi 3 o 4 anni. Al momento non esiste alcun piano finanziario presentato da possibili investitori - ha aggiunto - siamo noi a creare le condizioni affinché uno o più privati siano interessati al progetto. Può essere ridicolo citare Franco Califano in una sala di Consiglio, ma come direbbe lui ‘tutto il resto è noia'", ha concluso Marino.

Nella replica, il consigliere Morandi si è dichiarato "insoddisfatto della risposta. "Quando si parla di servizi di quartiere è evidente che la destinazione deve riguardare esattamente quell'area, altrimenti si parlerebbe genericamente di servizi. La nostra proposta è fornire di polo natatorio quell'area della città che ne è sprovvista, cioè Modena sud".

 

Cs

 


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