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Politica locale e nazionale - 27 dicembre 2005
CARCERE E GIUSTIZIA

PROCESSI PENDENTI

Secondo i dati contenuti nella relazione sull'amministrazione della giustizia nell'anno 2004 del Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte di Cassazione, al 30 giugno 2004 sono risultati pendenti ben 8.942.932 processi – quasi 9 milioni! – di cui 3.365.000 civili e 5.580.000 penali.

Commentando questi dati, il Procuratore Generale Francesco Favara, ha considerato: “Se si pensa che per ogni causa civile vi sono almeno due parti interessate (ma spesso ve ne sono tante altre), e che ogni processo penale coinvolge un numero di persone, come imputati o come parti lese, certamente superiore a quella grande cifra che ho sopra indicato, si ha subito la sensazione concreta della entità dell'interesse - e del malcontento - che per la giustizia hanno i cittadini. Non senza poi considerare le spese e i costi materiali e le ansie che i processi comportano per ciascuno di essi.”

 

PROCESSI PRESCRITTI: UN’AMNISTIA DI CLASSE STRISCIANTE CON 865.073 BENEFICIARI IN 5 ANNI

Il ‘no’ a ogni atto di clemenza (l’ultima amnistia e indulto concessi in Italia risalgono al 1990!) e la lotta dura contro i “recidivi reiterati”, tossicodipendenti e altri soggetti deboli, che avrebbero bisogno di ben altro che non anni e anni di galera, è la foglia di fico che nasconde una realtà scandalosa, quella di una “amnistia” di massa, clandestina e di classe che è quella di cui beneficiano i potenti che si possono permettere avvocati strapagati in grado di fare ricorsi, chiedere proroghe e rinvii dei processi per far scattare i termini della prescrizione.

Le cifre degli ultimi anni sono impressionanti. Secondo il Ministero della Giustizia “I dati del periodo 1996 – 2004 mostrano che il fenomeno è in progressivo aumento e sembra logico attendersi che continui in questo modo a motivo del crescente carico di lavoro degli uffici giudiziari (come è noto, il numero delle pendenze è crescente)”. Le due tabelle che seguono sintetizzano la situazione per numero dei reati prescritti e numero dei beneficiari.

 

REATI PRESCRITTI

2000

2001

2002

2003

2004

TOTALE

122.926

194.917

221.808

259.427

266.991

1.066.069

 

BENEFICIARI DELLA PRESCRIZIONE

2000

2001

2002

2003

2004

TOTALE

94.181

155.703

179.497

214.712

221.880

865.073

 

Mentre si nega un’amnistia legale, al “mercato nero” della prescrizione si “risolvono” centinaia di migliaia di casi ogni anno.

 

EFFETTI DELLA EX CIRIELLI: “AMNISTIA” PER I POTENTI E CARCERE PER ALTRI 20MILA ANCORA POVERI CRISTI

Mentre tutti si sono soffermati sull'inaccettabile colpo di spugna che la legge avrebbe effettuato su processi in corso e su quelli futuri relativi a reati dei colletti bianchi, pochi hanno osservato che la legge contiene un'insensata e feroce tolleranza zero per la devianza dei soggetti marginali, secondo lo schema di un diritto penale classista. Da un lato, la prescrizione per fatti gravi sol perché commessi da incensurati che hanno la possibilità di difendersi dal processo (potendo i privilegiati ricorrere a strategie dilatorie e impugnazioni pretestuose), pene severissime per reati di limitata gravità commessi da soggetti privi di una vera difesa.

Dalla ex Cirielli emerge, infatti, la figura di un nuovo tipo d'autore, il "recidivo reiterato", cui verrebbero riservati pene più gravi (da un minimo di un terzo e fino ad un massimo di due terzi in più), tempi di prescrizione più lunghi, accesso più difficile, se non impossibile, ai benefici penitenziari, tutto ciò contro il principio di rieducazione della pena imposto dall'art. 27 della Costituzione.

Le carceri italiane già oggi scoppiano e nessuno sembra preoccuparsene. L’allarme è stato lanciato il 17 novembre scorso dagli stessi direttori dei penitenziari, secondo i quali la proposta di legge ex Cirielli avrà “effetti devastanti” sul sistema penitenziario italiano, perchè produrrà un “insostenibile” aumento della popolazione detenuta che per il solo 2006 i direttori stimano in 20mila persone in più.

 

LA SITUAZIONE DELLE CARCERI ITALIANE

 

 

INGRESSI E PRESENZE

In Italia ci sono 207 carceri. Al 31 agosto 2005 erano presenti 59.649 detenuti, di cui 56.806 uomini e 2.843 donne, a fronte di una capienza regolamentare di 42.959 unità. Ci sono quindi 16.690 detenuti in più rispetto ai posti letto regolamentari.

Gli ingressi dalla libertà, nel corso del 2004, sono stati 82.275, ripartiti come segue: 46.531 uomini italiani e 28.581 uomini stranieri, 34.95 donne italiane e 3.668 donne straniere. Complessivamente, gli ingressi degli stranieri costituiscono il 39% degli ingressi totali.

 

STRANIERI DETENUTI

Al 30 giugno 2005, gli stranieri detenuti erano 19.071 (il 32,2% della popolazione detenuta).

 

TOSSICODIPENDENTI DETENUTI

Al 30 giugno 2005 i detenuti tossicodipendenti erano 16.179 (27,4%) e 1.386 quelli alcoldipendenti; solo 1.974 (3,3%) risultavano in trattamento metadonico.

Secondo calcoli prudenziali per tenerli in carcere lo stato spende circa 1 miliardo e 100 milioni di euro all'anno, oltre 3 milioni di euro al giorno, vale a dire 175 euro a testa al giorno. A fronte, si consideri che la retta invece pagata dalla ASL per i tossicodipendenti ospitati in comunità terapeutiche è di 32-47 (a seconda delle regioni) euro al giorno.

Sui 19.071 immigrati reclusi risultano tossicodipendenti 3.346.

 

REATI ASCRITTI

Al 31 dicembre 2004, i reati ascritti riguardavano nel 2,6 dei casi l’associazione di stampo mafioso (art. 416 bis del codice penale), nel 14,9% le violazioni alla legge sulle droghe, nel 16,7% quelle alla legge sulle armi, nel 30,6% dei casi i reati contro il patrimonio, nel 14,7% quelli contro la persona.

 

POSIZIONE GIURIDICA

Sui 59.125 detenuti al 30 giugno 2005, quelli condannati in via definitiva erano 36.995 (62%), quelli in attesa di giudizio erano 21.037 (36%, di cui 11.961 giudicabili, 6.280 appellanti, 2.796 ricorrenti), mentre 1.093 erano gli internati.

Dei 36.995 condannati in via definitiva quelli con un residuo pena fino a 1 anno erano 10.032, quelli da 1 a 2 anni erano 7.015, quelle da 2 a 3 anni erano 5.414.

 

MISURE ALTERNATIVE

Nel primo semestre 2005 vi erano 24.899 detenuti in affidamento in prova seguiti dai Centri di servizio sociale adulti (CSSA). I semiliberi erano 2.710 e 10.661 quelli in detenzione domiciliare, per un totale di 38.270 persone in misura alternativa. Sono circa 70.000 le persone già condannate a pene inferiori ai tre anni (4 per i tossicodipendenti) in attesa del vaglio del giudice per l’ammissione a una misura alternativa, ai sensi della legge Simeone-Saraceni.

Nel 2004 i casi di affidamento in prova pervenuti ai CSSA sono stati 17.159 (di cui 11.700 affidati dalla libertà, 2.060 dalla detenzione, 2.486 tossicodipendenti dalla libertà, 846 tossicodipendenti dalla detenzione, 67 affidati militari). Mentre i casi seguiti (ovvero quelli pervenuti nel corso dell’anno più i casi già in carico al 1° gennaio) sono stati 32.085.

I casi di semilibertà pervenuti nel 2004 sono stati 1.654 (di cui 1.314 dalla detenzione e 340 dalla libertà), quelli seguiti 3.489.

I casi di detenzione domiciliare pervenuti nel 2004 sono stati 8.782 (di cui 1.788 detenzione domiciliare dal carcere, 4.792 dalla libertà, 2.202 detenzione domiciliare provvisoria), mentre i casi seguiti sono stati 14.645.

Nel corso del 2004, su 50.219 casi seguiti di misure alternative vi sono stati complessivamente 3.553 casi di revoca dei benefici (corrispondente al 7,08% di revoche); di questi solo 104 sono avvenuti per la commissione di nuovi reati (0,21%), 2.287 per andamento negativo (4,55%), 1.086 per sopravvenuta nuova posizione giuridica con mancanza dei requisiti (2,16%), 54 per irreperibilità (0,11%), 22 per altri motivi 0,04%).

 

PERSONALE

I poliziotti penitenziari sono 45.126, di questi 36.268 lavorano nelle carceri. Gli educatori sono 551, rispetto ai 1.376 previsti nella pianta organica ministeriale. Il rapporto educatore/detenuto è pari a uno a 107. Di recente sono stati assunti un centinaio di educatori a tempo determinato (per un anno). Gli assistenti sociali in servizio risultano essere 1.223, rispetto ai 1.630 previsti dalla pianta organica. Il rapporto è di un assistente sociale ogni 48 detenuti. Gli psicologi risultano essere circa 400, con una media di circa due per ogni istituto, ma sono impegnati per un numero molto limitato di ore al mese. Il rapporto psicologo/detenuto risulta comunque di uno a 148.

 

SANITÀ

I reclusi affetti da HIV risultano il 2,6%, ma la cifra è da considerarsi sottostimata, essendo volontario lo screening. Secondo i medici penitenziari la cifra reale è tripla: il 7,5% dei detenuti sarebbe sieropositivo, il 38% positivo al test per l’epatite C e il 50% a quello dell’epatite B, mentre il 7% presenta l’infezione in atto e il 18% risulta positivo al test della TBC.

Nel 57,5% delle carceri si sono registrati casi di TBC e nel 66% di scabbia.

Una situazione di emergenza anche per il taglio di fondi della sanità penitenziaria che sono diminuiti del 20% negli ultimi anni, a fronte dell’aumento dei detenuti.

 

SUICIDI

Nel corso del 2004 vi sono stati almeno 52 suicidi, 713 tentati suicidi, 5.939 episodi di autolesionismo, 10.268 gli scioperi della fame e le manifestazioni di protesta.

70 i morti dall’inizio 2005 a metà settembre, quasi tutti per suicidio e per malasanità.

Nel 2004 si sono tolti la vita anche 8 agenti di custodia.

 

RECIDIVA

La percentuale di recidiva è del 75% per i detenuti che non accedono a misure alternative; del 27% nel caso di detenuti tossicodipendenti in affidamento; del 12% per gli affidati non tossicodipendenti.

 

BAMBINI E MADRI IN CARCERE

Nonostante la legge “Finocchiaro” del 2000, a fine 2004 nei penitenziari vi erano 60 bambini di età inferiore ai tre anni, 56 detenuti madri e 24 detenute in gravidanza. Solo 15 gli asili nido funzionanti.

 

DETENUTI LAVORANTI

Al 30 giugno 2005 i detenuti lavoranti erano 14.595, pari al 26,2% di tutti i reclusi; la gran parte (11.824) lavorava alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria, mentre erano solo 2.771 quelli dipendenti da datori esterni (nel valutare quella cifra complessiva, va però considerato che i detenuti lavorano spesso a rotazione per pochi mesi l’anno o per poche ore al giorno, con un reddito di conseguenza risibile).

 

TITOLI DI STUDIO

Nel primo semestre 2005 l’1,5% dei detenuti nelle carceri italiane risultava analfabeta, mentre il 4,6% dichiarava di non possedere alcun titolo di studio. Il 23,6% risultava in possesso di licenza elementare, il 36,9% in possesso di licenza media inferiore, solo il 4,4% di quella superiore. Un 2,5% possedeva un titolo di studio di scuola professionale e soltanto lo 0,9% possedeva la laurea.

 

PATROCINIO A SPESE DELLO STATO NEL PROCESSO PENALE

Nel 2003, le persone interessate sono state 77.357, quelle ammesse 65.033 per un costo totale di 59.236.363 euro, di cui 48.306.472 per onorari ai difensori.

 

COSTI INTERCETTAZIONI TELEFONICHE

Dal 1° luglio 2003 al 30 giugno 2004 le spese sostenute dal ministero della Giustizia per le intercettazioni telefoniche e ambientali in Italia sono ammontate a 250 milioni di euro. In testa c’è il distretto di Corte d’appello di Palermo con 47.431.695,91 euro.

 

 

(Scheda redatta il 22 novembre 2005, a cura di Sergio D’Elia, Sergio Segio, Irene Testa e Maurizio Turco)

 

 

 


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