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Società - 20 luglio 2011
Una ricerca del Comune fotografa i giovani modenesi

Sono partecipi, soddisfatti e orgogliosi della loro città, eppure si descrivono come indecisi e sognatori. Oltre 400 interviste per studiare l’universo fra i 15 e i 24 anni

 

Credono nella famiglia e nell'amicizia, ma in cima alla lista delle cose importanti mettono anche la democrazia e la pace. Si fidano di chi spende tempo ed energie nel volontariato sociale, degli scienziati, dei medici e la gran parte di loro conosce per esperienza diretta l'associazionismo sportivo, parrocchiale, studentesco o di altro tipo. Eppure, per parlare della propria generazione preferiscono usare termini come "indecisa", "insoddisfatta", "individualista" e "annoiata".

Sono i giovani modenesi fra i 15 ai 24 anni fotografati da una ricerca voluta dall'assessorato comunale alle Politiche giovanili e curata dall'Ufficio ricerche del Comune di Modena. La rilevazione è stata effettuata da gennaio a maggio 2011 intervistando, attraverso la compilazione di questionari on-line, 445 ragazzi rappresentativi della popolazione modenese per genere, età e cittadinanza, tra i quali un numero di immigrati indicativo della percentuale della popolazione straniera in città.

Quattro le sfere a cui attengono gli oltre 40 quesiti somministrati: una prima parte della ricerca indaga i valori di riferimento e i comportamenti individuali, un'altra l'atteggiamento nei confronti dell'immigrazione, un terzo capitolo è dedicato alla percezione di sé come generazione e infine, l'ultima parte si concentra sul rapporto con la città.

"Dai risultati emerge un quadro in sintonia con la realtà modenese, e in genere emiliano-romagnola - afferma il sociologo Vittorio Martinelli, curatore della ricerca - che si caratterizza come una società organizzata in cui l'aggregazione è un aspetto fondamentale. I giovani si dimostrano a tutti gli effetti parte della comunità; sono legati al territorio di riferimento e partecipano alle forme associative. Eppure non si percepiscono come generazione, di contro attribuiscono a quella dei genitori i valori che non riconoscono alla propria. I motivi possono essere diversi, ma resta il fatto che per crescere la comunità ha bisogno che una generazione si percepisca come tale", conclude Martinelli.

"I giovani rappresentano il vero capitale sociale della nostra società - afferma l'assessore alle Politiche giovanili Fabio Poggi - occorre creare i presupposti perché questo capitale possa veramente esprimersi. Innanzitutto però, anche come Amministrazione Comunale, non possiamo ignorare che dalla ricerca emergono elementi d'incertezza e al primo posto delle preoccupazioni dei giovani è comparso a Modena, come nel resto d'Italia, il lavoro.

Il tema deve essere al centro del dibattito politico e ai giovani bisogna offrire nuove opportunità e anche nuove esperienze formative. Da parte nostra cerchiamo di valorizzare ogni occasione per sostenere il loro protagonismo, farli partecipare, ascoltarli e sostenere azioni e progetti per promuovere la cittadinanza attiva. E' un grande lavoro - continua l'assessore - che stiamo cercando di fare a piccoli passi, per esempio chiedendo a gruppi di ragazzi di pensare a progetti per tutta la città o per il loro quartiere (dal progetto dei volontari del Servizio civile per la rivitalizzazione del centro storico a quello dei giovani della Circoscrizione 4 per i quartieri e le frazioni; dai laboratori per la legalità ai progetti di rete per la cooperazione internazionale) e coinvolgendone altri nei corsi di formazione per educatori e volontari". Si inserisce tra queste proposte anche il progetto Carta Giovani che è in dirittura d'arrivo e prevederà per i giovani che svolgeranno attività di volontariato e impegno civico agevolazioni per cinematografi, teatri e buoni acquisto libri.

 

Cs

 


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