Pubblicità su Bice
FacebbokStampaEmailRiduci caratteriDimensione di partenza dei caratteriIngrandisci caratteri
15 marzo 2019
FONDERIE COOPERATIVE DI MODENA IL COMUNE NON SALVAGUARDA UN’IMPORTANTE INDUSTRIA MODENESE

 

Il protocollo d'Intesa che è stato approvato dal consiglio comunale non migliora anzi a mio giudizio peggiora il protocollo che ci era stato presentato a fine 2017, nel quale si dava la possibilità alle cooperative fonderie di Modena di portare avanti la loro attività in un'altra area del territorio Modenese. La proposta era stata quella di Navicello, la più idonea per consentire il nuovo insediamento produttivo.

Era un protocollo che consentiva di andare incontro alle esigenze della popolazione residente alla madonnina che chiedeva lo spostamento della Fonderia per evitare quella situazione di disagio provocata soprattutto dagli odori che promanano dall'attuale fase produttiva.

In secondo luogo si salvaguardava quello che era l'interesse generale della collettività modenese che era  quello di mantenere questa importante industria nella città.

Con il nuovo attuale protocollo si evidenzia invece il fallimento di quella iniziativa per l'incapacità da parte dell’amministrazione comunale di portarla fino in fondo.

In questo nuovo protocollo si prevede lo spostamento dell'attività produttiva della Fonderia lontano da Modena a Padova, dove verrà fatto un investimento da un altro imprenditore del settore  di 27 milioni di euro. Quell’imprenditore poteva  fare l’investimento anche a Modena e avremmo conservato quest’attività produttiva conservando i posti lavoro degli attuali dipendenti che invece sono previsti in calo, ma non solo,  avremmo conservato quell’indotto che ruota attorno alla fonderia costituito da artigiani, fornitori di servizi e materiali di consumo, valutabile in un numero pari a quello dei dipendenti, con perdita di posti di lavoro ma anche d’affari.

Perdita anche di professionalità acquisite che non verranno più coltivate quali ad esempio quelle dei modellisti che devono fornire i nuovi modelli da utilizzare nel processo produttivo  di formatura degli stampi di colata

Rimangono a Modena, in locali in affitto, il reparto di sbavatura , finitura  e di lavorazioni accessorie  e forse di servizi ambientali  legati alle sperimentazioni attuali sull’abbattimento odori.

E’  tutta un’ipotesi da verificare se in realtà si realizzerà veramente, perché il reparto sbavatura esiste già a Codigoro; in quella sede in 4000 metri quadri di proprietà si lavorano circa 37 dipendenti e quindi a Modena si svilupperebbe un raddoppio

Si prevede che i dipendenti che conserveranno il posto di lavoro calano di 28 unità, saranno 47 in una struttura industriale di mq. 4000 a Modena da cercare e trovare.

Da un punto di vista di compatibilità ambientale ed economica, sapere che vi saranno decine di Tir che faranno la spola tra  Padova e Codigoro-Modena per completare le finitura sugli assali, lascia molto perplessi e dubbiosi su una reale sostenibilità e continuità nel tempo

La proposta prevista nel 2017 era quella di Navicello,  la più idonea per consentire l’insediamento del nuovo stabilimento produttivo, che , tra l’altro, sarebbe stato dotato delle più moderne tecnologie per la produzione , forno elettrico, impianti automatici di produzione, impianti innovativi per l’abbattimento di polveri ed odori ect.

Si permetteva la continuità ad una  attività , la fonderia, che ormai è una del poche rimaste Modena che ha caratterizzato lo sviluppo della città nel dopoguerra: fonderia e meccanica. A Modena erano presenti diverse fonderie importanti, le Corni, Valdevit e Verganti, fonderia Sant’Anna, fonderia Padana, Fonderie Riunite di Modena e altre ancora.

L’ultima rimasta di una certa dimensione è questa: produce gli assali  che vanno montati in primo luogo e prevalentemente sulle macchine movimento terra, i trattori del CNH .

Il  protocollo ignora tutto ciò, non salvaguarda la modenesità dell’attività  e va incontro all'esigenza della popolazione residente alla Madonnina che chiede la chiusura della fonderia per evitare la situazione di disagio provocata soprattutto dagli odori che promanano.

Con questo protocollo si evidenzia il fallimento del protocollo del 2017.

Con l’attuale protocollo la fonderia cessa la sua fase  più importante quella fusoria, la più impegnativa e ricca di valore. La produzione la farà un altro soggetto a Padova, dove evidentemente sono ben felici di accogliere la nuova realtà produttiva.

L’effetto Nimby, non contrastato dall’amministrazione, ha allontanato la possibilità  di effettuare l’investimento a Modena. L’amministrazione comunale avrebbe dovuto fare di più per convincere  i residenti del Navicello che il nuovo stabilimento sarebbe stato realizzato con le più moderne tecnologie che avrebbero garantito la compatibilità ambientale.

 

D’altra parte il protocollo prevede che ai fini della sua realizzazione siano indispensabili due condizioni:

1) la valorizzazione dell’area; 2) finanziamenti di fonte statale, regionale ed europea in conto capitale che consentano i nuovi investimenti nel reparto modenese che rimane.

Se non si verificheranno queste due condizioni il protocollo salterà.

La Cooperativa Fonderie di Modena avrà a quel punto il diritto di continuare a svolgere la sua attività nel sito di Modena, chiedendo ed ottenendo il rinnovo della AIA.

L'AIA è l'autorizzazione integrata necessaria per l'esercizio di alcune tipologie di installazioni produttive che possono produrre danni ambientali significativi.

L'assessore sostiene che il comune di Modena rilascerà parere negativo perché vi sono problemi di incompatibilità urbanistica sufficienti a vietare una continuità aziendale.

Dubito che possa essere negata l’AIA; infatti lo stesso assessore in commissione  ha detto che da un punto di vista ambientale lei non si pronuncia proprio perché è stato presentato da Arpae uno studio sugli inquinanti della Fonderia che assolutamente fanno comprendere che il problema non sussiste, in quanto la produzione di sostanze inquinanti è abbondantemente al di sotto dei limiti di legge, quando previsti, o comunque le rilevazioni non mostrano differenze rispetto ad altre parti della città.

Fatte queste premesse l’A.I.A. non potrà essere negata

Se il  problema è urbanistico perché c'è da rivedere tutto il comparto del villaggio artigiano,  la diagonale e quant'altro, l’amministrazione deve proporre una soluzione alternativa alla Fonderia per il suo spostamento,  altrimenti la fonderia avrà tutto il diritto di continuare nella sua attuale sede. La fonderia farà valere tutte le sue prerogative di ordine giuridico e di tutela e salvaguardia dei suoi lavoratori per continuare l'attività.

 

Siamo a fine consiliatura e questo protocollo potrà essere valutato naturalmente da  un'altra giunta, un altro sindaco e un altro consiglio. Potrebbe essere di centro destra e potrebbe succedere che il protocollo diventi un documento facilmente superabile.

In conclusione vi sono argomenti di valutazione tali da per poter dire che questo protocollo non è definitivo e che non esiste la garanzia che si arrivi alla conclusione prevista da un cronoprogramma.

 

Ritengo che questo protocollo in buona sostanza e in ultima analisi sia soprattutto una dichiarazione di intenti, che non determina in maniera vincolante a rispettare quanto è in esso stabilito e scritto.

 

Per tutti questi motivi abbiamo votato contro il protocollo.

Il vicecapogruppo di Forza Italia

Morandi Adolfo

FORZA ITALIA

Commenti
Non ci sono commenti.