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21 maggio 2020
INVESTIMENTI SANITA'

sanità\1 - investimenti per 278 milioni di euro

“più rete territoriale, ospedali e tecnologie” 

 

Per la riqualificazione della rete ospedaliera, lo sviluppo della rete sanitaria  territoriale e per l'innovazione tecnologica sono in programma nei prossimi anni, investimenti da parte delle aziende sanitarie modenesi per quasi 278 milioni di euro; il piano è stato presentato mercoledì 20 maggio nel corso della Conferenza territoriale sociale e sanitaria alla quale ha partecipato anche l’assessore regionale alla Sanità Raffaele Donini (vedi comunicato stampa n. 185).

Aprendo i lavori in video conferenza il presidente della conferenza Gian Carlo Muzzarelli ha sottolineato lo sforzo di tutta la sanità modenese nell'affrontare l'emergenza Covid-19 «che non è finita, ma siamo entrati una fase nuova dove i comportamenti dei cittadini sono fondamentali e occorre ora un grande senso di responsabilità individuale e attenzione da parte di tutti».

L'epidemia - ha aggiunto Muzzarelli - ha evidenziato  «l'importanza della rete territoriale, che va ulteriormente sviluppata, la qualità della rete dei nostri ospedali e la positiva condivisione delle piattaforme».   

Nella relazione sugli investimenti programmati Antonio Brambilla, direttore dell'Ausl di Modena e commissario dell'Azienda ospedaliero universitaria che comprende il Policlinico e l'ospedale di Baggiovara, ha ricordato l'importante esperienza di questi mesi di emergenza Covid-19, con la straordinaria integrazione tra le aziende sanitarie modenesi, l'ospedale di Sassuolo e la collaborazione con il privato accreditato.

«Ciò che abbiamo appreso dall’emergenza Covid-19 - ha aggiunto Brambilla - è che occorre investire sulla rete territoriale più di quanto sia stato fatto finora, che l'innovazione tecnologica è fondamentale per lavorare in sicurezza, incrementando i progetti di telemedicina, teleconsulto, ragionando sul futuro della robotica. Abbiamo visto nelle nostre strutture e nei nostri professionisti una capacità di affrontare i problemi fuori dal comune e una grandissima flessibilità organizzativa; l'integrazione di tutte le piattaforme ha consentito di gestire il grande afflusso di pazienti di terapia intensiva, ma anche di poter seguire in alcuni periodi più di duemila cittadini al domicilio, portando loro la terapia più appropriata»

Per Brambilla questo è stato possibile grazie al contributo delle strutture intermedie come gli Ospedali di comunità che si sono rivelati fondamentali per la presa in carico dei pazienti, così come di tutta la rete della domiciliarità: dalle Usca alle equipe infermieristiche che hanno svolto uno straordinario lavoro, garantendo la continuità dell'assistenza e l'effettuazione di un altissimo numero di tamponi a domicilio in coordinamento con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, «una  modalità assistenziale - ha concluso Brambilla  - che verrà mantenuta come linea guida per la nostra programmazione futura».

Nel corso della discussione è intervenuto anche il rettore dell'Università di Modena e Reggio Emilia Carlo Adolfo Porro ha sottolineato lo sforzo sulla formazione, annunciando per il prossimo anno un potenziamento delle specializzazioni e delle matricole in campo medico e infermieristico.
 

sanità\2 – l'intervento dell'assessore donini

“ancora emergenza, potenziare tamponi e test” 

 

«Siamo ancora in emergenza Covid-19 e non possiamo abbassare la guardia, anzi proprio ora serve la responsabilità di tutti i cittadini e il rispetto delle regole per evitare nuovi focolai». Lo ha affermato  l’assessore regionale alla Sanità Raffaele Donini intervenendo alla Conferenza territoriale sociale e sanitaria della provincia di Modena mercoledì 20 maggio.  

Donini ha annunciato la volontà della Regione di «arrivare ad eseguire entro l'autunno 15 mila tamponi al giorno ed entro giugno test sierologici al 15 per cento della popolazione regionale».

Dopo aver manifestato la volontà di «potenziare e stabilizzare le Usca», Donini ha confermato che «Modena farà parte dell'hub della rete nazionale delle terapie intensive, promosso dalla Regione Emilia-Romagna con un investimento, su Modena, di oltre 11 milioni di euro,  al netto delle tecnologie fornite in comodato d'uso gratuito dalla struttura commissariale nazionale per l'emergenza sanitaria da Coronavirus, guidata da Arcuri, con i quali saranno strutturati i nuovi reparti degenza terapia intensiva al Policlinico e all’ospedale di Baggiovara».

Donini ha concluso auspicando una sburocratizzazione delle procedure nazionali per realizzare gli investimenti sanitari e ribadito la necessità di ripartire con tutte le prestazioni sanitarie non indifferibili rinviate nell'emergenza; sui punti nascita, Donini, infine, ha confermato l'impegno della Regione di riaprirli, soprattutto in montagna.


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