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Politica locale e nazionale - 09 dicembre 2011
Via i gettoni di presenza per le Province, ma evitiamo paralisi investimenti

La manovra Monti purtroppo è un boccone amaro che dobbiamo affrontare, ma ciò non significa che non si possa ragionare su quanto viene proposto. Le Province ad esempio: temo che l'idea di eliminare consigli e giunte sia pensata più in nome della popolarità che della funzionalità. Senza tener conto del pericoloso precedente per cui si fanno decadere organi votati dal popolo per decreto: con grossi dubbi sulla costituzionalità della manovra.

Ma qui la questione non è salvare la sedia, o il gettone, bensì agire con oculatezza, evitando di creare un danno economico di miliardi, per risparmiare 113 milioni, che è poi il costo della macchina provinciale a livello nazionale. Mentre le cifre che muovono le province sono 12 miliardi di euro: che significano appalti, investimenti, in una parola lavoro.

Certamente è opportuno - ma questo vale per tutti gli enti locali - guardare dentro il gioco e razionalizzare, ma chi pensa che questi 12 miliardi verranno risparmiati dimentica che tale cifra viene stanziata per strade, scuole, gestione del territorio. Possiamo seriamente pensare che nel giro di pochi mesi si possa attribuire e passare tutte le consegne di ambiti così complessi senza causare il blocco degli investimenti già previsti, con pesanti ricadute sul territorio in termini economici e di occupazione? Le imprese che hanno già assegnati i lavori potranno permettersi una pausa di mesi, volendo essere ottimisti sui tempi?

Vogliamo tagliare i costi della politica? Ebbene togliamo i gettoni di presenza, e facciamolo su larga scala. Che prestare il proprio tempo per la propria comunità diventi volontariato. E intanto mettiamo in cantiere un progetto di riordino degli enti locali, che possa alla fine portare anche alla soppressione delle province, come previsto dal momento in cui sono entrate a pieno funzionamento le Regioni. Possiamo trasformarle  anche in enti tecnici di indirizzo e coordinamento, di fatto simili alle unioni di comuni. Ma a questo punto dovremo chiederci se servono tali unioni, e magari ragionare sulla loro evoluzione in comuni unici. Insomma. Il quadro è complesso. E se oggi il problema economico è prioritario, allora cerchiamo una soluzione economica, quella del taglio dei gettoni, che consenta di evitare la paralisi amministrativa, il taglio degli investimenti per i quali fosse già prevista copertura finanziaria, e un profilo di incostituzionalità che rischia di far sommergere di ricorsi uno Stato già pieno di debiti.


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