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Politica locale e nazionale - 02 dicembre 2011
Rapporto sulla situazione sociale del Paese

La maggioranza degli italiani è pronta ai sacrifici.

 

Lo sostiene l’ultimo rapporto del Censis. In tempi di crisi, gli italiani riscoprono il valore della responsabilita' collettiva: il 57,3% e' disponibile a fare sacrifici per l'interesse generale del Paese. Anche se il 46% lo farebbe solo in casi eccezionali. Tra l’altro nel 45mo Rapporto annuale del Censis sulla situazione sociale del Paese emergono anche i dati relativi alla sanità in base ai giudizi dei cittadini sulla qualità del Servizio Sanitario Nazionale.

Le donne dichiarano condizioni di salute buone in quote sistematicamente inferiori ai maschi, mentre più spesso affermano di soffrire di due o più malattie croniche. La maggiore consuetudine tra donne e malattia ha a che vedere anche con l’impegno nel lavoro di cura, visto che i caregiver sono soprattutto donne.

I cittadini temono in particolare modo un'accentuazione delle differenze di qualità tra le sanità regionali (35,2%) e che l'interferenza della politica danneggi in modo irreparabile la qualità della sanità (35%). Quasi un italiano su tre, il 28,9%, nonostante gli sforzi delle Regioni per rimettere in ordine i conti, giudica peggiorato negli ultimi due anni il servizio sanitario.

Dai dati dell'indagine Forum per la Ricerca Biomedica-Censis si legge nel rapporto che l''la cura cui e' sottoposto il Servizio sanitario agli occhi dei cittadini italiani non sta generando effetti positivi visto che e' solo l'11% a ritenere migliorato il servizio sanitario della propria Regione'' mentre ''il 60% ha registrato una sostanziale stabilità ''. Il rapporto evidenzia che nel periodo 2001-2010 le Regioni con piano di rientro ''hanno registrato un incremento della spesa del 19% di contro al +26,9% del resto delle Regioni''. Tra le Regioni per il periodo 2006-2010 ''spicca il contenimento della spesa che hanno registrato la Sicilia (oltre il -10%), l'Abruzzo (-4,4%), il Lazio (-3%) e la Campania (-1,9%). Ma ''la sanita' e' cristallizata nel divario di performance regionali - si osserva nel Rapporto - tanto che nelle regioni del Mezzogiorno e' piu' alta la percentuale di cittadini che parla di peggioramento''.

Quanto al futuro della sanita', oltre a differenze regionali e interferenze della politica a preoccupare gli italiani c'e' anche il timore che ''i problemi di disavanzo rendano indispensabili robusti tagli all'offerta (21,8%)'' ma anche che non si sviluppino i servizi necessari, come l'assistenza domiciliare territoriale (18%) e che ''l'invecchiamento e la diffusione delle patologie croniche producano un intasamento delle strutture e dei servizi (16,3%)''.

''Per rispondere alle attese dei cittadini - conclude il Censis - le dinamiche future del Servizio sanitario regionalizzato, emancipato dall'eccesso di vincoli della politica, devono rispondere adeguatamente alla duplice esigenza di garantire la sostenibilità finanziaria e al contempo dare a tutti i cittadini, ovunque risiedano, la qualita' attesa''.

L'indagine del Censis inoltre rileva che la crisi si e' abbattuta in particolare sui giovani: 1 milione ha perso il lavoro.

L'occupazione stenta ma il sommerso tiene. Inoltre è stato intaccato il risparmio delle famiglie, ma resiste il mattone.

Ci sono meno abbandoni scolastici e il 94% degli immigrati fa studiare i figli.

 

Censis: 45mo Rapporto

 02 dicembre 2011


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