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06 gennaio 2011
Forli e lo scandalo degli autovelox sull’E 45

Ancora gli autovelox nascosti per fare cassa: questa volta a rimetterci non dovranno essere  i cittadini

 

Nel lontano 2003, il CODACONS, primo in Italia, lanciò un monito:

attenzione a non usare questi utilissimi strumenti di prevenzione, come gli esattori di Sherwood per riempire la casse dei comuni e/o quelle di qualche ditta privata.

Da allora gli scandali legati all’uso improprio dei rilevatori elettronici della velocità o del passaggio al semaforo rosso, si sono ripetuti a decine. Alla base di tutti il facile guadagno grazie al quale alcune amministrazione hanno potuto rimpinguare le proprie casse. Tutto questo a discapito degli automobilisti che non è assolutamente vero che sono sempre dei pirati della strada.Se le notizie giornalistiche risulteranno confermate in sede giudiziaria ancora una volta sarà confremato che la sicurezza per certe amministrazioni è solo la scusa per fare soldi e per tale ragione il CODACONS è pronto a costituirsi parte civile in un eventuale  procedimento penale a carico dei responsabili permettendo di fare altrettanto alle  migliaia di cittadini coinvolti ingiustamente possano partecipare ad una sorta di “Class Action” per ottenere l’annullamento dei verbali e la restituzione del denaro e dei punti sottratti dalla loro patente.

Nel frattempo il CODACONS a coloro che invieranno all’associazIone i propri dati con  gli estremi delle sanzioni in cui sono incappati potranno scaricare dal sito regionale del CODACONS i moduli necessari per chiedere alle amministrazioni coinvolte di procedere in via di autotutela all’annullamento delle sanzioni inflitte.

In ogni caso per le informazioni di rito e per sapere come fare a partecipare all’azione collettiva  di risarcimento danni  è possibile contattare il CODACONS attraverso il numero verde 800 050 800.

 

v. Presidente Nazionale CODACONS

 (Avv. Bruno Barbieri)


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