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Cronaca - 04 febbraio 2011
Permessi di soggiorno a pagamento

Smantellata una organizzazione criminale, con base nella bassa modenese, operante nel nord  Italia - denunciate 7 persone, di cui 3 in stato di arresto, e sequestrate obbligazioni per 1.200.000 euro.

 

Al termine di una complessa indagine durata due anni, i finanzieri modenesi, diretti dal P.M. Dott.ssa Francesca GRAZIANO, hanno arrestato, a Modena – Mirandola e San Possidonio, tre persone  (SCIAVA Massimiliano - QUERZE’ Ivan e l’avvocato SALVATO Loris) resisi responsabili della creazione di una organizzazione criminale, con base a Mirandola ma operante sull’intero territorio dello Stato.

I predetti avevano posto in essere:

·           una articolata azione mirata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, attraverso la vendita, a cittadini extracomunitari, di falsi nulla osta utilizzabili per la richiesta del permesso d’ingresso in Italia per formazione professionale;

·           l’esercizio abusivo di attività bancaria, con la raccolta abusiva del risparmio;

·           illegale esercizio di attività assicurativa, con la creazione di polizze “RC AUTO”  false;

·           illecito esercizio di attività finanziaria;

 

L’attività di servizio, eseguita anche mediante l’esecuzione di numerose perquisizioni presso:

 

·           uffici di società finanziarie,

·           aziende;

·           abitazioni private,

ha portato all’acquisizione di numerosissima documentazione cartacea ed al sequestro di una grossa quantità di materiale informatico, fra cui 20 personal computer, che hanno consentito di delineare con estrema precisione tutte le attività illecite poste in essere dal sodalizio criminoso.

 

Le 30 società coinvolte nell’attività illecita (spesso consistenti solo in insegne di facciata dietro le quali non esisteva alcuna struttura operativa), tutte facenti capo allo SCIAVA, avevano strutturato una capillare ramificazione in varie regioni del centro e nord Italia, mediante la creazione di agenzie che operavano in (Emilia Romagna – Lombardia – Veneto – Umbria – Marche e Piemonte),  ed attraverso le quali perpetravano il raggiro della  normativa che regola l’ingresso di  extracomunitari nello stato.

L’attività più lucrosa dell’organizzazione era infatti quella di favorire la regolarizzazione di cittadini stranieri senza permesso di soggiorno, attraverso assunzioni fittizie di “colf e badanti” da parte di persone compiacenti che, dietro il compenso di circa 1000 euro, pur avendo in alcuni casi un reddito annuo di poco superiore a €. 20.000, si fingevano bisognosi di assumere collaboratori domestici (cinesi, pakistani, marocchini), i quali poco dopo la formalizzazione del contratto presso le varie Prefetture si dimettevano e si dileguavano sul territorio nazionale in possesso di un regolare permesso di soggiorno.

Per rendere più credibile il “raggiro” attuato, l’organizzazione criminosa aveva previsto e predisposto, presso le abitazioni dei soggetti compiacenti, anche l’espediente di avere sempre pronta una valigia contenente effetti personali degli immigrati, al fine di rendere verosimile il rapporto di collaborazione in caso di controlli da parte delle Autorità preposte.

Nel corso dell’operazione sono state sequestrate, presso alcune società del gruppo, anche obbligazioni per circa 1.200.000 euro le quali (pur non presentando da anni né bilanci né dichiarazioni dei redditi) molto abilmente stampavano la predetta documentazione e la utilizzavano per trarre in inganno funzionari di banca che concedevano aperture di fidi ai presentatori dei titoli fasulli.

Lo SCIAVA, principale organizzatore delle attività illecite, gestiva, con vari collaboratori, anche:

·           società di lavoro interinale che non avevano mai richiesto, e tantomeno ricevuto, la prescritta autorizzazione da parte del Ministero del Lavoro;

·           un fantomatico “Fondo Progetto Italia”, accreditato presso l’ONU, creato per la formazione professionale di cittadini extracomunitari;

·           fantasiose attività, fra cui una assicurazione sanitaria denominata “Fondo Sanitalia” divulgate attraverso i numerosi siti internet gestiti, che avrebbe dovuto erogare prestazioni sanitarie, senza alcuna discriminazione, tra cittadini presenti nel territorio italiano;

·           due banche “CREDIBANCA”, e “BANCA FINANZIARIA ITALIANA” attraverso le quali emetteva assegni falsi ed operava nel comparto commerciale e industriale.

 

Al termine dell’attività di servizio i finanzieri mirandolesi, a cui hanno fornito collaborazione i militari del Nucleo Carabinieri presso l’ispettorato del Lavoro di Modena, hanno tradotto SCIAVA Massimiliano e QUERZE’ Ivan, presso il Carcere S. Anna di Modena, e notificato, a SALVATO Loris il decreto di  arresti domiciliari mentre ed a  PELOSIO Gennaro l’obbligo di dimora nel Comune di Moglia (MN).

 

Il Comandante Provinciale

(Col. t.SFP Alberto GIORDANO)

 


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