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20 dicembre 2005
Il ritorno di Alì Babà

Gongola Prissy per la notizia: la scuola di via Quaranta sarà riaperta, e non vede l’ora che Renzo rientri. Ha letto che è stato trovato un compromesso, una via d’uscita; e vuole rivalersi su Renzo. Le brucia ancora l’esito della discussione precedente che l’aveva vista capitolare di fronte alle sciocche tesi di Renzo, che aveva tirato in bello l’etimologia del termine “tolleranza”, il “principio di reciprocità” ed altre baggianate consimili.

Finalmente il rumore dell’aprirsi della porta preannuncia la bramata  preda. Renzo, scuro in volto, fradicio di pioggia, si toglie gli abiti e si siede in poltrona.

-          Piove? – domanda Prissy con voce premurosa.

-          No. – risponde lui, burbero – sono passato davanti ad un giardiniere che stava annaffiando le rose.

-          Vuoi un caffé?

Renzo, che non è kolto, ma possiede, innata, l’arguzia dei contadini, subodora qualcosa di strano. Non sa ancora dove Prissy vorrà andare a parare, ma è certo che stia confezionando una tagliola.

-          Mah sì, grazie. Ho bisogno di qualcosa di caldo. Ci sono novità?

-          Nulla di particolare. …. Anzi no. Qualcosa c’è. Ma si tratta di una cosa da nulla, una notiziola.

Sempre più sospettoso, Renzo attiva le antenne.

-          Una notiziola? Che notiziola?

-          Ti ricordi di quella faccenda di via Quaranta? Sai, quella scuola islamica che volevano chiudere, a Milano? Be’, l’hanno riaperta. Hanno trattato ed hanno trovato un compromesso. Sai col dialogo …

Renzo la interrompe:

-          Bel compromesso. Ho letto, ho letto. Si è accettato di trasferire in una struttura diversa una madrassa [1] , dove i bambini non vengono abituati a ragionare, anzi, si meravigliano quando si chiede loro un perché. E cosa studino, beh, resta davvero un mistero, perché in quelle aule abbondano testi religiosi, volumetti di sure del Corano e si odono interminabili recite in coro. C’è un Alì Babà che spiega loro quanto schifoso sia l’Occidente e quanto sia giusto e bello il sacrificio dei martiri che si fanno saltare in aria seminando morte. Chissà se raccontano loro anche la faccenda del premio [2] . Davvero un bel compromesso. Ho letto anche i bla bla del sindaco di Milano.

-          Una rara dimostrazione di tardivo senso di responsabilità da parte di un’amministrazione irresponsabile. – Replica fiera Prissy, notoriamente avversa a tutto ciò che non abbia il marchio d.o.c. della Sinistra.

Renzo, nonostante i buoni propositi, sente la pressione salire:

-          Ma quale senso di responsabilità! Si tratta semplicemente di un oscuro accomodamento in barba alla legalità. Per oltre dieci anni quella madrassa ha operato illegalmente, profittando della totale ignavia delle cosiddette autorità preposte. Ora, grazie ad un accordo che non esito a definire ignobile, sia sotto il profilo legale, sia sotto il profilo della coerenza, questa gente avrà la possibilità di svolgere programmi scolastici, diciamo così, vivaci.

-          La realtà è che tu sei cocciuto, ottuso e preliminarmente prevenuto. Non ti va di accettare che si trovi una soluzione ad un problema grazie al dialogo. Per fortuna questa volta la soluzione è venuta da quelli della tua squadra.

Con subdola perfidia Prissy rigira il coltello nella piaga. Ma Renzo, nonostante tutto, non è disposto a compromessi.

-          Senti Prassede, il fatto che un’autorità cittadina di rilievo si sia piegata ad un compromesso vile ed illegale, accampando ragioni barbine e tirando in ballo presunte analogie con scuole ebraiche [3] , dimostra solamente che codesti signori non hanno ben chiaro quale sia obiettivamente il bene a cui orientarsi. E dimostra anche che, per suffragare le loro decisioni, si servono di paralleli indegni e surreali. Spero che, a tempo debito, gli elettori milanesi se ne ricordino.

Prissy sente di averlo ormai in pugno e sferra l’attacco finale:

-          Quello che non mi spiego è perché proprio tu, che vai in chiesa e ascolti le prediche dei preti, ti ostini a non capire il valore del dialogo. Dialogare è l’unica arma che si ha quando si tratta di affrontare situazioni come questa, ed anche situazioni più gravi, sempre. L’impiego della forza è stupido e non porta a nulla. Solo sangue e miseria.

-          Belle parole. Dove le hai lette? Sul “Manifesto del Partito comunista”? Vediamo di chiarirci su questa faccenda del dialogo una buona volta. Sul fatto che sia uno strumento utile per conoscersi ed anche per iniziare a risolvere le eventuali controversie, non ci sono dubbi: è così e sono d’accordo con te. Ma non concordo sul fatto che sia “sempre l’unico strumento”. L’impiego della forza per dirimere certi conflitti è senza dubbio doloroso, tuttavia talvolta non è possibile agire diversamente. Ci furono, prima dell’inizio del secondo conflitto mondiale, alcune anime belle, antesignane degli arcobalenisti attuali, che diedero origine a movimenti che si ispiravano ad uno stolto irenismo, con la dichiarata volontà di trattare con quel brav’uomo di Hitler. Ti cito solo questo esempio, ma tu, che conosci la storia meglio di me, sai bene che esempi analoghi ce ne sono decine. Anche oggi, adesso, in questo momento, ci sono  in atto una settantina di conflitti di cui nessuno parla, che vedono un popolo aggressore ed uno aggredito. Vengono perpetrati crimini orrendi, genocidi, senza nessuno alzi un dito, tanto meno quella costosa quanto inutile e dannosa organizzazione cha va sotto il nome di Nazioni Unite. Ma dell’Onu, cui ti appelli solo quando ti fa comodo, parleremo in altra occasione. Per la verità, non è vero, in assoluto, che nessuno ne parli: in realtà il Pontefice ogni tanto fa sentire la sua voce e denuncia la gravità di quegli orrori. Ma gli organi di stampa e tv, esaudito il cosiddetto “dovere di cronaca immediato”, estrapolano e citano la frasetta che torna loro più comoda, guardandosi bene dal seguitare a dare notizie. Chissà perché, invece, di certe aree mediorientali si continua a parlare e a scrivere. Spesso a sproposito. Ma anche di questo parleremo un’altra volta.

Prissy non riesce a interrompere il discorso: vorrebbe, tuttavia Renzo riprende subito:

-          A proposito della Chiesa e del dialogo ora cercherò di spiegarti come la vedo. È indubbio che anche fra preti, monaci, qualche vescovo e forse anche qualche cardinale, ci sia qualcuno che propugna il dialogo ad oltranza …

Il suono del campanello di casa interrompe Renzo. Sono ormai le venti e la coppia di amici con cui hanno appuntamento per la cena è arrivata. Renzo fa in tempo a chiudere frettolosamente con un:

-          Ne riparleremo domani …

E così anche noi attenderemo il domani di Renzo e Prissy.

 



[1] Scuole dove si impara solo il Corano salmodiandolo.

[2] Gli shahid, i cosiddetti «martiri», potranno accedere immediatamente al paradiso islamico, senza dover attendere il giorno del Giudizio universale. In più avranno settanta fanciulle illibate a disposizione per tutta l’eternità.

[3] In città esiste già, sottolinea Albertini, una realtà “come il Merkos, la scuola ebraica di Milano” dove “a detta degli stessi rabbini si può imparare la lingua italiana e, nello stesso tempo, conservare le proprie tradizioni”.http://www.adnkronos.com/3Level.php?cat=Cronaca&loid=1.0.165001156

 


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