Pubblicità su Bice
FacebbokStampaEmailRiduci caratteriDimensione di partenza dei caratteriIngrandisci caratteri
Politica locale e nazionale - 08 ottobre 2011
Quei modenesi di serie B

Sono i figli di immigrati, nati in Italia, che non hanno diritto di cittadinanza

 

Fino a due anni fa – secondo i dati dell’Osservatorio demografico e dell’Osservatorio dell’immigrazione – erano iscritti alle scuole modenesi 4.600 ragazzi nati da genitori immigrati e oltre 7 mila minori nati all’estero poi immigrati nella nostra città. Modenesi a tutti gli effetti, dunque, ma privi di cittadinanza italiana.

“La loro è una condizione di limbo ingiustificabile – dice Elena Gazzotti, consigliera provinciale del Pd – dovuta a una legge superata che assegna il diritto di cittadinanza per nascita solo a chi è nato da genitori italiani. Inoltre – aggiunge la consigliera democratica – un minore nato in Italia da genitori stranieri può ottenere la cittadinanza solo dopo aver compiuto 18 anni e avere come requisito la residenza ininterrotta in Italia. Ancora più difficile la condizione dei minori nati all’estero che per diventare cittadini italiani devono dimostrare 10 anni di residenza legale ininterrotta con lavoro o studio regolari”.

Elena Gazzotti è la prima firmataria di un ordine del giorno presentato in Consiglio provinciale a sostegno di due leggi d’iniziativa popolare per il diritto di cittadinanza e il diritto di voto amministrativo. L’odg è stato sottoscritto, oltre che dai consiglieri Cécile Kyenge, Fausto Cigni e Luca Gozzoli del Pd, anche da Patrizia Cuzzani del gruppo misto, Sergio Pederzini dell’Idv e Fabio Vicenzi dell’Udc.

I firmatari chiedono che i nati in Italia da almeno un genitore residente in Italia da un anno siano cittadini italiani (su richiesta), a maggior ragione coloro che nascono in Italia da genitori stranieri nati in Italia. Per quanto riguarda il diritto di voto, chiedono che il diritto di elettorato attivo e passivo nei Comuni, nelle Province e nelle Regioni venga esteso agli stranieri in possesso del permesso di soggiorno da almeno 5 anni.

“Gli stranieri che vivono, lavorano, studiano e pagano le tasse nel nostro Paese – conclude Elena Gazzotti – devono sentirsi parte integrante della comunità nazionale e non cittadini di serie B come vorrebbero la Lega e il Pdl. E’ questa la base di una vera integrazione: formare cittadini responsabili, titolari di diritti e di doveri, che partecipano a pieno titolo alla vita della città e della nazione”.

L’ordine del giorno impegna la Provincia a sostenere la campagna “L’Italia sono anch’io”, per il diritto alla cittadinanza e al voto amministrativo, promossa nel 150° anniversario dell’Unità di Italia. A sostegno della campagna è nato un comitato modenese formato da ben 27 associazioni.


Commenti
Non ci sono commenti.