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22 novembre 2005
Frittura di gamberi e calamari

La frittura di mare è piacevole e gustosa, ma, se consumata alla sera, spesso, si vendica e non vuol saperne di proseguire il cupo cammino della digestione. Per di più avevo ecceduto un po’ col sale. Insomma, girovagavo per casa, saltando da un televisore ad un altro, da una trasmissione ad un’altra, non potendo reggere la lettura di qualsivoglia scritto. È stato così che, balzellon balzelloni, sono approdato al televisore della camera. Era sintonizzato su “Porta a Porta” e gli ospiti stavano discutendo, mi è parso animatamente, su qualcosa che ancora non mi era palese. Poi i titoli in sovra-impressione mi hanno svelato, in parte, l’arcano: non è vero ma ci credo, o qualcosa del genere.

La discussione pareva esser fra Vittorio Messori e il  Professor Massimo Polidoro [1] . Di Vittorio Messori non credo sia necessario scrivere il panegirico. Massimo Polidoro è un investigatore dell’occulto come ama definirsi, ma è anche docente di Metodo scientifico, Pseudoscienze e Psicologia dell’insolito ”. Nobile quanto difficile disciplina, atta soprattutto a smascherare imbroglioni, maghi, fattucchiere e quant’altro. Nel quant’altro sono compresi anche i fenomeni paranormali e, ovviamente, quelli di origine religiosa, comunemente noti come “miracoli”.

Nonostante la sete e la riottosità dei gamberi a procedere per la retta via, ho cercato di prestare attenzione, soprattutto per penetrare sia il motivo della pugnace discussione sia il motivo della presenza di Vittorio Messori.

Appare, inquadrato dalle telecamere un altro ospite, il  Professor Piergiorgio Odifreddi [2] , preclaro matematico, docente all’Università di Torino. Ecco la conferma che aspettavo: si parla anche di “miracoli”. Ci risiamo: la mente è riandata a quella trasmissione, ”Cominciamo bene - Estate”, quando mi andarono in fumo le scaloppe al marsala.

Infatti, l’interlocutore di Messori è divenuto Odifreddi e i due hanno iniziato a duellare. Poi è tornato in auge Polidoro, per spiegare al conduttore della trasmissione, Bruno Vespa, che la loro è una attività scientifica, basata sul rigoroso metodo sperimentale fondato sul principio galileiano dell’accertamento del fenomeno e della sua ripetitività un numero n di volte. Entrambi i dotti e sapienti Professori, si rivolgevano al povero Messori con l’aria di indulgente superiorità. Ed anche con un po’ di spocchia.

Ma come si fa a credere in certe cose? Come si può essere tanto ingenui?

sembravano dire con i loro sguardi carichi di sarcasmo. Dovete sapere che l’insigne matematico si occupa anche di altre discipline e la sua mente è aperta a tutto: si cimenta in storia, in archeologia, in letteratura, (è del Gennaio di quest’anno un’intervista a Dante. Avete letto bene! A Dante Alighieri), in musica, in filosofia, in scienze naturali e persino in arte: del resto, non fu il Migliore, il sommo Palmiro Togliatti, a proclamare: “Chi ha detto che dei problemi artistici debbano occuparsi solo i competenti?”?

Volete qualche assaggio della sua profonda sapienza? Eccovi accontentati:

Nessun adulto sano di mente crede alle favole su Gesù bambino, ma non sono soltanto i bambini a credere alle storie su Gesù adulto. C’è veramente differenza fra i due personaggi, oppure sono entrambe figure mitologiche? Per poter rispondere a questa (come a qualunque) domanda, si devono distinguere i significati delle parole: nel caso specifico, per poter tirare le fila del discorso sulla religione occidentale bisogna dipanare la matassa che va sotto il nome “Gesù”.

Sul “Gesù storico” c'è poco da dire, letteralmente, perchè di lui non ci sono praticamente tracce nella storia ufficiale dell’epoca: in tutto una ventina di righe nelle opere di Plinio, Tacito, Svetonio e Giuseppe Flavio, tra l’altro di incerta interpretazione (il “Chrestus”' di Svetonio) o dubbia autenticità (la lettera a Traiano di Plinio). Se dunque veramente Gesù è esistito, dev’essere stato irrilevante per i suoi contemporanei, al di fuori di una ristretta cerchia di parenti, amici e seguaci.

Naturalmente sarebbe ingenuo ritenere testi storici i Vangeli, come d’altronde è evidente per i libri sacri delle “altre” religioni….” [3]

Prosegue ancor per molto il sapiente matematico, sempre col vento in poppa, e un po’ meravigliato anche lui di non incontrar mai uno scoglio. L’articolo si intitola “E venne un mito chiamato Gesù [4] , pubblicato non so dove, né mi cale più di tanto, il 6 giugno 2003. Debbo dire che da tempo non m’imbattevo in qualcuno che, gettando il cuore oltre l’ostacolo, osasse porre in dubbio la veridicità storica di Gesù Cristo: ebbene, il nostro onnisciente Professore ha osato, gratificandoci di uno spettacolo pirotecnico assai suggestivo, ma ricco a dismisura di falsità, espresse in piena coscienza: “mentendo sapendo di mentire”, classicamente, come da copione.

Codesto, dunque, è il ragionar forte dell’insigne matematico. Ora, conscio dell’inutilità di confutare tali affermazioni al diretto interessato, anche se i calamaretti, inanellatisi fra loro, hanno fatto corpo unico con i gamberi, io mi rivolgerò invece a coloro che ancora non si sono fatti travolgere dalla fiumana di melma [5] che proviene dallo scientismo, dal materialismo e dall’ateismo, suo gemello.

Dovete sapere che i dotti materialisti atei, affermano la necessità di applicare, nella disamina di ogni e qualsivoglia fenomeno, il rigoroso metodo scientifico galileiano, che si fonda sulla verifica ripetitiva del fenomeno per n volte. Lodevole proposito.  Poi però, incapaci di fornire spiegazioni, accettabili sul piano logico, circa l’origine del creato e delle creature, si rifanno all’Evoluzionismo, gabellandolo per “Teoria scientifica.

Professore, Professore! E la possibilità di replicare n volte il fenomeno? E le prove scientifiche? E il metodo galileiano? Ci basiamo solo su dei “forse”, “potrebbe anche essere”, “non si può escludere”, “si può suggerire”, “sarebbe anche possibile”, e così via? Questo leggiadro fraseggiare esonera dal portare prove, dal presentare argomenti galileianamente accettabili, non crede?

Che cos’è in realtà questo Evoluzionismo? Di che si tratta in realtà? Per dirla con  Giuseppe Sermonti [6] :

“È  l’ovvietà secondo cui, se le cose ci sono, e un tempo non c’erano, in qualche modo e a un certo punto devono pur essersi formate, e il modo più banale e inoffensivo è quello di essersi formate un po’ per volta, gradatamente, passando dall’una all’altra. Questo vale per le nebulose, per gli organismi, per le lingue, per le culture, per gli strumenti musicali, per la tecnica, per tutto. Tale convinzione contiene l’ottimismo dell’ignorante, secondo cui all’inizio c’era l’amorfo e l’approssimato e poi è venuta l’opera raffinata; cioè l’idea che l’uomo sia nato dalla scimmia, un po’ per volta, per adattamenti, per tentativi. Fatto di cui non esiste l’ombra d’una prova, e di cui non esiste la facoltà di dubitare .

Presentare l’Evoluzionismo come “ Teoria scientifica” basata su leggi e su prove è un falso facile da svelare, se si possiede un minimo di conoscenza della metodologia scientifica e dei fatti specifici che lo riguardano.

L’Evoluzionismo è una teoria che non richiede alcuna conoscenza, cultura, intelligenza, può essere sostenuta da un analfabeta che di Darwin sappia solo che aveva la barba… Egli è autorizzato a sorridere con sufficienza se uno scienziato dubita che l’uomo discenda dalla scimmia. E da dove sennò? L’idea del progresso automatico esime dall’affrontare e risolvere il problema di come improvvisa e solitaria emerge la grandezza .

L’atteggiamento evoluzionistico è, di solito, quello di ignorare le difficoltà e le obiezioni e di passare oltre, giocando sulla ignoranza dei molti e su fattori emotivi. In buona sostanza l’”Evoluzionismo” è un inganno utile a restare nell’ignoranza. E nulla di più.”

Esimio  Professor Odifreddi, qualcuno ha detto:

Il metodo migliore e più sicuro per studiare la natura è, prima di tutto, la scoperta e la determinazione con esperimenti delle caratteristiche dei fenomeni, mentre le ipotesi sulla loro origine possono essere rimandate in un secondo piano. Queste ipotesi devono sottomettersi alla natura dei fenomeni, e non invece tentare di sottometterla ignorando le prove sperimentali”[7].

Professor Odifreddi, conosco la Sua avversione per certi fisici e, in particolare, per il  Professor Zichichi, ma la precedente affermazione è di un fisico bravino, mi creda. Si chiama Isaac Newton.

Quanto a Lei,  Professor Polidoro, so bene che per poter riconoscere validità accertata di prova scientifica ai fenomeni accaduti e che accadono a Lourdes, e non solo a Lourdes, Lei vorrebbe porre nella Grotta, una bilancia, uno spettrometro di massa, un gascromatografo, telecamere agli infrarossi ed altri strumenti di precisione, per poter replicare n volte il fenomeno, sezionarlo, pesarlo e poterlo misurare.

Temo non sia possibile: ma Lei, in assenza di prove strumentalmente e galileianamente verificate, continui pure a negare l’evidenza. E continui a credere fermamente che l’uomo è l’evoluzione della scimmia, che a sua volta è l’evoluzione del lemure. Ci creda,  Professor Polidoro, ci creda perché ci credono anche i Malgasci. [8]

 



[1] Massimo Polidoro, co-fondatore e Segretario nazionale del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale), è considerato uno dei principali esperti internazionali nel campo della psicologia dell'insolito, del paranormale e delle pseudoscienze. È docente di “Metodo scientifico, Pseudoscienze e Psicologia dell'insolito” presso la Facoltà di Psicologia dell'Università di Milano-Bicocca.

Grazie a una borsa di studio devoluta da Piero Angela ha studiato per oltre un anno negli Stati Uniti con l’illusionista americano James Randi, il più famoso investigatore di fenomeni insoliti.

Tornato in Italia si è laureato in psicologia all’Università di Padova, specializzandosi poi nella psicologia dell’inganno e nei trucchi del paranormale - competenze grazie alle quali conduce da anni indagini, ricerche e sperimentazioni su presunti fenomeni misteriosi o ritenuti paranormali. http://www.massimopolidoro.com/ita/archivio/articoli/investigatore.html

[2] Piergiorgio Odifreddi:   Professore di matematica all’Università di Torino; vincitore del Premio Galilei dell’Unione Matematica Italiana per la divulgazione della matematica con la seguente motivazione: «Autore di una vasta opera pubblicistica di divulgazione della Matematica, Piergiorgio Odifreddi si segnala, oltre che per il suo stile improntato a brillante efficacia e rigorosa semplicità, per il suo interesse per i rapporti della Matematica con gli altri aspetti dell’attività umana: arte, musiuca, letteratura, filosofia, scienze naturali, tecnologia. La sua vasta cultura gli consente così di mettere in luce la “pervasività” della Matematica e di far comprendere al grande pubblico l’importanza del ruolo che essa riveste nell’ambito della civiltà occidentale». http://www.vialattea.net/odifreddi/

[5] Spero abbiate apprezzato l’eufemismo.

[6] Nato a Roma nel 1925, laureato in agraria e biologia, Sermonti ha insegnato all’Università di Palermo e di Perugia. Ha compiuto ricerche nel campo della genetica e ha ricoperto importanti ruoli in diverse istituzioni scientifiche. Biologo di fama internazionale.è autore di numerosi testi scientifici e saggi di riflessione critica sulla scienza moderna.

[8] L’indri, questo particolare lemuride – secondo un’antica credenza malgascia – incarna babakoto, ovvero “l’uomo dei boschi”, padre di tutti i lemuri e progenitore degli uomini. http://www.sapere.it/tca/MainApp?srvc=dcmnt&url=/tc/magazine/articoli2004/Agosto/Lemuri.jsp


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