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Politica locale e nazionale - 15 giugno 2011
Quando la politica non capisce la posta in gioco

Non stupiscono le dichiarazioni del PDL modenese sul futuro della gestione della rete idrica a Modena. Dopo che per mesi il ministro Ronchi ha pubblicamente mentito in ogni sede dicendo che la sua Legge - oggi abrogata dal Referendum - ottemperava ad un obbligo comunitario (argomentazione regolarmente contestata dai Comitati e sbugiardata dalla stessa Corte Costituzionale con l'ammissione del relativo quesito referendario), dopo che per  mesi i paladini della privatizzazione dell'opposizione modenese hanno dibattuto in Consiglio cavillando tra proprietà e gestione dell'acqua, negando che la Legge Ronchi privatizzasse alcunchè (dichiarazioni grazie a Dio affidate alla prova di regolari registrazioni dei Consigli, e non a "illegittime" intercettazioni), ecco che oggi dicono il contrario consegnando il valore straordinario del risultato referendario ad una meschina contrapposizione elettorale, che nulla ha a che vedere con la questione oggi sul tavolo.

Nell'esprimere profonda delusione per il modo in cui gran parte dell'opposizione di Modena e provincia ha strumentalizzato il Referendum, il Comitato Modenese per l'acqua Pubblica informa che chiamerà presto ad un tavolo di confronto sia gli organismi provinciali preposti al controllo sulla gestione del servizio idrico, sia le forze politiche che hanno appoggiato la campagna referendaria: da quelle che lo hanno fatto in modo incondizionato fin dall'inizio, a quelle che in corso d'opera hanno modificato il proprio atteggiamento e mostrato una nuova sensibilità e disponibilità al suppporto.

Sappiamo bene che non sarà un confronto facile, e che alcuni esponenti modenesi della maggioranza hanno idee diverse da quelle del Comitato promotore, poichè ritengono il cosiddetto "modello emiliano" sufficiente garanzia per la soluzione del problema. Ma questi esponenti politici sanno bene di avere oggi un obbligo istituzionale imprescindibile. E a questo noi li chiamiamo. Fuori però da sterili e mortificanti scontri elettorali. Il referendum è stata un'occasione di voto popolare, non elettorale. A quello i cittadini penseranno a tempo debito, ma se Modena non tornerà a fare buona politica, i problemi non saranno risolti, a partire dalla gestione dell'Acqua come Bene Comune.

 

Mauro Solmi

 


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