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06 agosto 2020
Sanità. Gibertoni (Misto): tutelare le persone elettrosensibili



La consigliera pone una dettagliata lista di interventi su cui chiede alla Giunta impegno e fatti concreti all'insegna della salute dei cittadini
 

La Regione affronti il tema dei soggetti elettrosensibili e li tuteli. A chiederlo è, con un'interrogazione, la consigliera Giulia Gibertoni (Gruppo Misto), che, dopo aver illustrato il tema e ripercorso tutti gli aspetti anche giuridici della materia, ricorda le connessioni strettamente esistenti tra elettrosensibilità e salute.

"Anche la elettroipersensibilità ai campi elettromagnetici, seppur a casi limitati, potrebbe rientrare fra le malattie rare fortemente invalidanti e dei cui portatori deve essere tenuto conto in termini di rispetto dei diritti fondamentali della persona, fra i quali quello alla salute", spiega Gibertoni che ricorda come "i campi elettromagnetici, già da maggio 2011, siano stati inseriti dallo IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) dell’OMS nel gruppo 2B (possibili cancerogeni); inoltre, grazie agli studi recenti dell’Istituto Ramazzini di Bologna e del National Toxicology Program del NIEHS americano, pochi dubbi sussistono sul legame tra esposizioni a campi elettromagnetici e aumentata frequenza di alcuni tipi di tumore".

Da qui l'atto ispettivo per sapere dall'esecutivo regionale "se si intenda, e con quali azioni concrete, tutelare i soggetti elettrosensibili, in particolare, se si intenda proporre progetti di c.d. “zone bianche”, di protocolli condivisi che vadano nello stesso senso o che comunque prevedano schermature efficaci per la tutela della salute di questi cittadini; quali iniziative, anche dal punto di vista informativo, si intendano intraprendere a favore di questi cittadini e se esistano esperienze, a livello regionale, sia di tutela che di tipo informativo; se esistano zone del territorio regionale in cui i cittadini affetti da elettrosensibilità possano trovare condizioni di vita migliori o comunque accettabili".

La consigliera, inoltre, chiede se l'amministrazione regionale "non ritenga opportuno, nel rispetto della risoluzione n.1815/2011 dell’Assemblea del Consiglio d’Europa, proporre il riconoscimento dell’elettrosensibilità come disabilità, analogamente a quanto fatto dalla sola Regione Basilicata nel 2013, e se non ritenga utile comunque minimizzare l’esposizione della popolazione alle radiofrequenze, come indicato dalla legge n. 36 del 2001, e in concreto attraverso quali atti e iniziative".

(Luca Molinari)


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