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Ambiente - 27 dicembre 2005
Churchill, non solo orsi bianchi

 

churchill.jpgUn posto speciale

Capita nell’arco della vita di trovarsi in posti veramente speciali, posti magici che resteranno impressi nella mente e nel cuore.

Un giorno di agosto di alcuni anni fa’ giungiamo a Churchill, una piccola cittadina che si affaccia sulla riva occidentale della baia di Hudson, nel nord del Manitoba.

Arriviamo da Winnipeg con un volo di un paio d’ore su un bimotore, l’alternativa sarebbe stata di due giorni di treno su un vecchio tracciato ferroviario che risale ai primi decenni del ‘900.

Churchill è famosa per una migrazione di orsi bianchi, che la utilizzano come punto di passaggio verso sud in aprile e, soprattutto, verso nord a metà ottobre, quando la baia comincia a gelare ed essi tornano, particolarmente affamati, a caccia di foche fra i ghiacci dell’Artico.

Durante i giorni di questo passaggio, centinaia di turisti si affollano nei pochi, spartani motel del posto e provano l’ebbrezza di incontri molto ravvicinati con quei grossi plantigradi.

Pochissimi sono i visitatori che arrivano in agosto, anche se climaticamente è uno dei mesi migliori.

La tundra comincia a prendere i colori dell’autunno: dominano i gialli e i rossi, ma è ancora ammantata da piccoli fiori dai colori tenui.

Stormi di oche canadesi cominciano a raggrupparsi per la migrazione verso sud, e sono frequenti anche piccoli gruppi di cigni selvatici col loro volo elegante.

Solo fra luglio e agosto numerosissimi delfini beluga entrano ogni giorno nella baia del porto con l’alta marea e ne escono con la bassa, stagliandosi bianchi sul blu dell’acqua con i loro saltchurchill 2.jpgi festosi, ed è stato anche affascinante ascoltare da una barca, col sonar, le loro voci a volte misteriose, a volte malinconiche.

In questo periodo è facile vedere orsi bianchi che si aggirano nella zona.

Seguiamo i consigli di quelli del posto e, per avere un’esperienza veramente speciale, ci rivolgiamo a George, che qui tutti conoscono.

Con il suo elicottero interviene in mare aperto per salvataggi ed emergenze e, nei momenti di calma, accompagna turisti come noi.

Voliamo basso sopra la laguna blu e il terreno appena ondulato, comunichiamo fra noi in cuffia e ci indichiamo l’un l’altro, con emozione, ora un grosso orso bianco che vaga solitario, ora una madre col piccolo, ora una coppia di caribù.

George è attentissimo ad avvicinarsi quanto basta e ad allontanarsi appena l’animale dà segni di nervosismo, con la cautela e il rispetto di chi conosce ed ama veramente la natura, riuscendo  a trasmetterci il suo stesso entusiasmo.

Tutto questo per me è stato Churchill.


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