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22 aprile 2019
Modena, Osservatorio Confesercenti

Aumenti IVA da scongiurare: andrebbe ad appesantire una situazione già molto critica

L’indagine realizzata dall’Osservatorio Confesercenti evidenzia dati prevalentemente negativi. Lo scorso anno vendite in calo del 3,9%.

 

“Così non va: per invertire la tendenza e sostenere la ripresa dei consumi è indispensabile agire aumentando il potere di acquisto delle famiglie – afferma, con non poca preoccupazione Marvj Rosselli, Direttore Provinciale di Confesercenti Modena che interviene - Al contrario, l’aumento delle aliquote Iva annullerebbe gli effetti positivi attesi dalla flat tax e dalle misure di sostegno del reddito adottate dal Governo.”

Un intervento particolarmente accorato che arriva contestualmente alla rilevazione effettuata dall’Osservatorio di Confesercenti Modena sull’andamento complessivo delle vendite nel 2018. I dati, purtroppo, non lasciano spazio all’ottimismo e gettano ombre anche sul futuro prossimo se non si interviene in modo incisivo e rapido per invertire la tendenza.

Tutti i settori del commercio, turismo e servizi, con l’unica eccezione dell’intermediazione, hanno fatto segnare nelle vendite un segno meno, tanto che il valore medio si fissa a -3,9% sull’anno precedente. Un bilancio che diventa ancora più pesante se si ricorda che parliamo di un comparto che ha fatto registrare, in particolare nel settore commercio, una perdita di 239 imprese (-1,6%, dati CCIAA).

È un mix di fattori quello che incide sull’andamento dei ricavi delle MPMI. L’anno trascorso è stato caratterizzato, nel capoluogo come in provincia, dall’apertura di diverse medio-grandi strutture di vendita, dell’incremento degli acquisti online, ma anche da una minor capacità di spesa da parte delle famiglie. A ciò si aggiunge un clima d’incertezza generale sia sul fronte politico che economico, che condiziona la propensione alla spesa. Solo pochi giorni fa, peraltro, l’Istat ha evidenziato che si è registrato il terzo calo consecutivo della fiducia da parte dei consumatori.

 

“Le rassicurazioni da parte di esponenti del Governo che gli aumenti Iva, previsti dal Def, non ci saranno, non sono sufficienti: occorre procedere da subito alla cancellazione delle clausole mettendo in campo tutte le misure utili a reperire le risorse necessarie: effettiva spending review, deciso contrasto all’evasione, una Web Tax che imponga equa tassazione a chi opera sul mercato nazionale, lotta all’abusivismo e alla contraffazione che riducono il gettito e tolgono risorse alle aziende che operano nella legalità. Questo clima  di ulteriore incertezza penalizza i consumi e non consente di restituire prospettive alla ripresa economica del settore.” conclude Marvj Rosselli, Direttore Provinciale di Confesercenti Modena. -

 

 

 

 

I DATI SULLE VENDITE NEL 2018 ELABORATI DALL’OSSERVATORIO CONFESERCENTI  

 

Andamento per settori

 

Commercio al minuto di generi alimentari. Peggiora, rispetto al 2017, l’andamento complessivo del settore a livello provinciale, arrivando a segnare in chiusura d’anno - 4%. Sul territorio, sono le Terre D’Argine - con oltre il 30% in meno dei ricavi - e il Frignano a evidenziare i cali più significativi. Diminuzioni più limitate nel capoluogo Modena, mentre qualche aumento si riscontra nelle Terre dei Castelli (+4,0%) e nel Distretto Ceramico. Numeri che confermano le difficoltà del settore, anche a fronte di nuove aperture di medio/grandi strutture di vendita.

 

Commercio al minuto di generi extralimentari. È il dato peggiore quello che caratterizza il commercio al minuto extralimentare. Un prevalere di segni meno, molto accentuati, che determinano un -9,7% a livello provinciale. Il picco nel Distretto ceramico e nel capoluogo, rispettivamente con un –17% e -14,5%.  Dato negativo, seppur più contenuto, nelle Terre d’Argine e nelle Terre dei Castelli. In controtendenza l’area Nord con un +3,6%.

 

Pubblici esercizi e turismo. Il settore aveva fatto già registrare una battuta di arresto nel primo semestre 2018, per peggiorare poi a fine anno con un calo di oltre il 3%. La flessione maggiore rispetto al 2017 è a Modena, con un -12,8% di consumi. Più lievi sul territorio, con qualche incremento solo nelle Terre d’Argine, + 2,2%. Meno colazioni e meno pranzi veloci per quello che riguarda i bar, mentre si riscontrano difficoltà anche tra i ristoranti di fascia media.

 

Ingrosso. È un ambito questo che, dopo anni di crescita, si lascia alle spalle un 2018 in decisa flessione: –6,4%. A condizionare pesantemente il settore i numeri legati alle vendite dell’ingrosso provenienti dall’Area Nord (-20,4% sul 2017) e del Capoluogo (-10,5%). Tendenza stabile se non in lievissima crescita negli altri territori provinciale. Situazione che nel complesso lascia presagire un potenziale recupero.

 

Intermediazione. Decisamente di segno opposto e in forte incremento l’ambito dell’intermediazione che, trascinato principalmente dal comparto immobiliare – è stato in forte ripresa per tutto il corso dell’anno grazie alla richiesta di immobili in affitto, oltre che il buon andamento delle compravendite rilanciate da prezzi convenienti – ha fatto registrare un aumento (rispetto al 2017) del 23,5% in tutta la provincia, con punte massime nel Distretto ceramico (+28,2%), nell’Area Nord e Terre d’Argine. Affari in crescita anche a Modena, Terre dei Castelli e Frignano.

 
Grazie per l'attenzione e buon lavoro
 
Con cordialità

-- 

Filippo Pederzini

 

 
 

 


 


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