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Politica locale e nazionale - 27 maggio 2011
Sassuolo: “A quando il divorzio tra Lega e Pdl?”

Il segretario provinciale del Pd Davide Baruffi commenta il durissimo attacco del segretario della Lega di Sassuolo al sindaco Caselli. Ecco la sua dichiarazione

 

«A Napoli direbbero: “cornuti e mazziati”. E anche se i leghisti poco gradiscono lo spirito partenopeo, quel modo di dire bene si attaglia al triste destino del Carroccio, partner deluso del Pdl che dopo dieci anni si accorge non solo di essere stato tradito nelle sue aspettative – soprattutto due: federalismo e meno tasse – ma anche di averci rimesso, in quell'abbraccio mortale, voti e credibilità.

E’ quanto si evince, in questi giorni di disfatta incombente, dalle esternazioni dei leader nazionali, a partire da Bossi. Ma anche dai lamenti dei dirigenti di provincia, come quel Guandalini, segretario del Carroccio di Sassuolo, che ieri ha affidato a Internet il suo amaro sfogo contro Caselli, uno che – parole testuali della camicia verde – “ha fallito su tutti i campi, soprattutto quello leale-morale”.

Qui non siamo più di fronte a una normale polemica tra alleati, a fisiologiche divergenze tra chi condivide comunque obiettivi e responsabilità di governo. Questa è l'apertura di una crisi politica che certifica il fallimento dell'amministrazione di Sassuolo.

Viene da chiedersi: a quando il divorzio? Come è possibile restare al fianco di un alleato che – è sempre Guandalini che scrive – pensa solo a “fare sontuose feste e stare incollato a face-book”, a “far finta di lavorare , confondere, mescolare le carte per tentare di scacciare la realtà, inventando un Sassuolo fantastico nel quale tutti i cittadini sono contenti e soddisfatti?”.

Probabilmente è solo questione di giorni. Passati i ballottaggi – che non promettono nulla di buono per il centrodestra – si andrà alla resa dei conti tra partner di maggioranza. Questo, almeno, è il nostro auspicio visto che il Paese non può più permettersi di restare ostaggio delle ossessioni senili del premier e di un governo che galleggia nel vuoto, a Roma come a Sassuolo».

 


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